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🇨🇭 Un'inchiesta rivela come i servizi segreti svizzeri monitorano tutta la rete internet (in nome del terrorismo)

Quando nel 2016 fu revisionata la legge sui servizi di intelligence del Paese, per placare l'opinione pubblica il governo dell'epoca e il capo dei servizi segreti dichiararono che non ci sarebbe stata una sorveglianza generalizzata dellɜ cittadinɜ, e che la legge si sarebbe applicata solo alle persone risiedenti al di fuori del confine elvetico.

Tuttavia, dai documenti e le ricerche fatte da Republik, risulta che:
1. il traffico internet dellɜ cittadinɜ svizzerɜ è stato letto e analizzato, con tanto di archiviazione dei dati per ricerche successive
2. i tre grandi fornitori di rete (Sunrise, Swisscom e Salt) sono obbligati dalla legge a monitorare e inviare i dati ai servizi segreti
3. l'intercettazione avviene tra mail e chat private, basandosi su alcune parole chiave come nomi di persone, aziende, numeri di telefono e parole cercate sui motori di ricerca

In loro difesa, i servizi segreti avevano dichiarato al Tribunale Federale Amministrativo che sono in grado di monitorare solo il traffico che parte dalla Svizzera e che arriva in una specifica regione (ad esempio la Siria). Tuttavia, l'ingegnere Fredy Künzler smentisce questa affermazione, perché internet non funziona così: il traffico è dinamico e muta nel tempo, ovvero ciò che oggi può puntare in Siria, domani potrebbe puntare su un'altra area del mondo.

Sempre dal Tribunale risale la dichiarazione dell'attuale direttore dei servizi segreti, Christian Dussey; che, nel rispondere alla causa intentata nel 2016 da un gruppo di attivistɜ, giornalistɜ e avvocatɜ, che accusa la legge di violare il diritto della tutela delle fonti e del segreto professionale, ha affermato che nessuna comunicazione tra un`giornalista e la sua fonte è stata monitorata dal 2017. Con il problema che, per fare un'affermazione del genere davanti al tribunale c'è solo un modo: aver revisionato il contenuto di tutte le chat e le mail setacciate.

https://www.republik.ch/2024/01/09/der-bund-ueberwacht-uns-alle

#Notizia #Sorveglianza #Legge
@EticaDigitale
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Cobalto di sangue
Le big Tech denunciate da una ONG perché il cobalto che utilizzano per i chip viene da posti in guerra, con sfruttamento di lavoro minorile ecc... Ovviamente non siamo così stupidi da pensare che le altre aziende siano linde e pinte ma è un problema da portare all'attenzione
Mappatura dell’offerta di tecnologie di sorveglianza in Africa: casi di studio da Nigeria, Ghana, Marocco, Malawi e Zambia

I governi africani spendono oltre 1 miliardo di dollari all’anno in tecnologie di sorveglianza digitale che vengono utilizzate senza adeguate protezioni legali in modi che violano regolarmente i diritti umani fondamentali dei cittadini. Questo rapporto documenta quali aziende, da quali paesi, forniscono quali tipi di tecnologia di sorveglianza ai governi africani.

https://opendocs.ids.ac.uk/opendocs/handle/20.500.12413/18120
Un grazie al gruppo di reclaim the Tech per la segnalazione
https://www.other-news.info/italia/workshop-7-settembre/ Il 7 settembre 2023, si è svolto il primo workshop promosso e finanziato dal Comitato Promotore.

I tre relatori, Sergio Bellucci, Lucio Pascarelli e Agostino Pellegrino, hanno spiegato cos’è l’intelligenza artificiale in maniera chiara e semplice, aumentando così le nostre conoscenze in questo campo.

Come sempre l’affluenza, sia in presenza che online, è stata numerosa e ricca di contribuiti anche da parte dei partecipanti. Di seguito è riportata la registrazione del workshop e le slide utilizzate dai relatori.
Moltə tendono ad associare la tecnologia alla neutralità. Se una certa azione è compiuta da una macchina, sarà libera da pregiudizi e valori, giusto?

Non è proprio così. Spesso le tecnologie non sono affatto obiettive, ma riproducono e amplificano gli stessi errori e pregiudizi (bias) umani. https://www.filosofemme.it/2024/03/03/la-tecnologia-deve-essere-neutrale/