Le Alternative | Fresh 🍃 – Telegram
Le Alternative | Fresh 🍃
2.1K subscribers
562 photos
4 videos
9 files
1.76K links
News rapide e curiosità su quello che accade nel mondo open source e della privacy.

Spin-off di @LeAlternative (lealternative.net)
Download Telegram
👁 Quali applicazioni rispettano di più la privacy?
#privacy #app

Un interessante galleria di infografiche create da Surfshark. Partendo dai famosi "privacy labels" di Apple hanno stilato un lungo e interessante articolo con applicazioni alternative e confronti.

Il report di Surfshark: https://surfshark.com/apps-that-track-you
💻 Monocles, motore di ricerca e molto altro
#hosting #softwarelibero #privacy

Grazie a un segnalazione sul gruppo Le Alternative vi presentiamo Monocles.

È un progetto indipendente che offre diversi servizi open source come un metamotore di ricerca che aggrega i risultati di altri motori di ricerca senza memorizzare quello che fate.
Offrono anche altri servizi a pagamento (a 4€ al mese) tra cui un cloud ed una email crittografata e anche molto altro come programmi per chat e videoconferenze.

Ultimo, ma non per importanza, i loro server principali utilizzano energia solare e proveniente da altre fonti rinnovabili.

Per visitare la loro homepage e tutti i loro servizi: monocles.de
📧 ProtonMail si aggiorna!
#email #protonmail

Dopo una lunghissima beta finalmente ProtonMail esce allo scoperto e rilascia la versione 4.0.0 della sua webmail!

Fino a oggi chiunque poteva provare la versione beta in un indirizzo dedicato, ma dall'8 giugno l'aggiornamento è definitivo per tutti. ProtonMail 4.0.0 presenta una grafica rinnovata, più moderna e con tantissime funzioni in più.

Viene inoltre ampliata la platea per provare a usare ProtonDrive, potrà provarlo chiunque abbia un account Plus!

Chiunque non si senta pronto e presenti qualche difficoltà ad usarla può continuare a utilizzare old.protonmail.com.
🔎 Scegliere il motore di ricerca su Android
#android #google

Google cede alla UE: si potrà finalmente scegliere il proprio motore di ricerca predefinito su Android.

Nel 2018 l'Europa multò Google di quasi 5 miliardi di euro per la sua posizione predominante nei motori di ricerca. Google per tutta risposta organizzò un'asta quadrimestrale dove i motori di ricerca alternativi dovevano pagare Google per apparire su Android. Una follia alla quale alcuni motori, come Ecosia, si erano ribellati.

È notizia recente che Google finalmente cede all'UE e renderà gratuita la schermata. Verranno inseriti automaticamente i 5 motori di ricerca più popolari del rispettivo Paese europeo e ulteriori 7 siti scelti casualmente.

Dunque niente più aste e possibilità di scegliere fino a 12 motori preimpostati!

Leggi l'articolo su Reuters
🇫🇷 Google multata per 220M di euro
#google #privacy

Poco dopo la multa da parte dell'antitrust italiano, anche quello francese stabilisce che big G dovrà pagare.

A quanto pare, l' abuso di posizione dominante sul mercato e concorrenza sleale nel settore del marketing digitale costerà a Google 220 milioni di euro.

Nonostante le promesse di Google di porre rimedio alle proprie pratiche monopolistiche, va detto che le multe degli antitrust europei sono dei dissuasori molto poco efficaci, considerando che Alphabet (l'azienda madre di Google) fattura circa 433mila dollari al minuto. Insomma, 220 milioni di euro li guadagnano letteralmente dalla mattina alla sera.

Qui linkati gli articoli di Wired ed Il Sole 24 Ore per approfondire.
🌐 Vivaldi si aggiorna alla versione 4.0
#browser #vivaldi

Il browser Vivaldi si aggiorna finalmente alla versione 4.0. Sono molte le novità che arrivano insieme a questa release: insieme al browser è infatti incluso Vivaldi Mail, Vivaldi Calendar e anche un comodo Vivaldi Feed Reader per leggere i feed RSS senza applicazioni esterne.

Moltissime dunque le novità per questo browser, da sempre, innovativo!

Clicca qui per provare Vivaldi
🦆 DuckDuckGo Privacy Weekly - 10/06
#duckduckgo #privacy #newsletter

È uscita la nuova newsletter di DuckDuckGo (potete iscrivervi qui).
Come sempre tocca argomenti molto interessanti, ecco gli articoli proposti per la lettura:

- Google ha appositamente reso difficile mantenere privata la propria posizione su Android, di cui abbiamo parlato anche noi.

- Gli americani vogliono privacy, un articolo di opinione di Greg Bensinger per il New York Times.

- DuckDuckGo, Firefox & GitHub dicono no a Google FLoC, un articolo di Kendra Clark per The Drum. Sono sempre di più le aziende che dicono di no a Google FLoC. Cos'è FLoC? È il nuovo metodo inventato da Google per eliminare i cookie. Ne abbiamo parlato qui.

- Google tra reclami dei lavoratori e delle autorità di regolamentazione, un articolo di Mia Shah-Dand per Fast Company. Google potrebbe essere a un punto di svolta tra minacce interne ed esterne. Ci si sta avvicinando a un mondo "de-googlizzato"?

- Perché dovremmo porre fine all'economia dei dati?, un articolo di Carissa Véliz per The Reboot. L'economia dei dati dipende dalla violazione del nostro diritto alla privacy su vasta scala, raccogliendo quanti più dati personali possibile a scopo di lucro.

Buona lettura!
E ricordatevi che per tradurre interamente siti in italiano, se non conoscete l'inglese, potete usare l'estensione di Mate Translate.
Il Garante della Privacy italiano ha chiesto, con un provvedimento d'urgenza, che l'applicazione IO non venga utilizzata per il cosiddetto green pass in quanto contiene i traccianti di Google e di Mixpanel.

Noi questa cosa la denunciavamo già dal 13 marzo (https://twitter.com/Le_Alternative/status/1370819540989448193) perché non è assolutamente normale né sano che un'applicazione così importante contenga questi traccianti.

Ricordatevi sempre di utilizzare Exodus Privacy oppure ClassyShark3xodus su Android per controllare quali e quanti traccianti contengono le applicazioni che installate!

Se volete continuare la discussione su questo argomento potrebbe anche interessarvi seguire il canale @EticaDigitaleChannel e il rispettivo gruppo @EticaDigitale
🤦 Gli assurdi intoppi burocratici dell'Italia secondo Carlo Calenda
#privacy

Il Garante della Privacy è visto da alcuni come un ostacolo, un'autorità la cui azione "straborda bloccando l’efficienza dell’azione amministrativa".

Questi discutibili tweet di Calenda arrivano in relazione al fatto che al datore di lavoro non sia permesso chiedere ai propri dipendenti del loro stato vaccinale, fatto che costituisce una violazione dello Statuto dei Lavoratori e del Gdpr, indipendentemente dalle idee che si possono avere sull'argomento vaccini.

C'è molto da dire sulla questione, e pensiamo che questo articolo di Diletta Huyskes per Italian.tech lo faccia egregiamente.
Per chi fosse interessato, linkiamo anche il primo (Twitter, Nitter) ed il secondo (Twitter, Nitter) tweet di Calenda.
🚺 Quella volta in cui i tecnici Apple pubblicarono le foto intime in un telefono da riparare
#apple #privacy

Successe nel 2016, ai danni di una studentessa universitaria che portò il suo telefono da Pegatron, una compagnia autorizzata da Apple ad effettuare riparazioni. I tecnici incaricati di fare ciò non si sono limitati a fare un giro nel telefono della ragazza, ma hanno anche pubblicato delle foto ed un video di lei in atteggiamento intimo sulla sua pagina Facebook, facendo sembrare che l'avesse fatto lei stessa.

Negli ultimi anni Apple sta cercando sempre di più di ostacolare le riparazioni del proprio hardware da parte di terzi (YouTube o Invidious), spingendo i propri utenti a portare i loro dispositivi soltanto a determinate compagnie in caso di problemi, con la scusa della tutela dell'utente. È una grossa scommessa, dato che non si può avere il controllo su ogni tecnico che mette mano su un iPhone, ma a quanto pare il gioco vale la candela. Se però le cose vanno storte, ne vanno pagate le conseguenze, letteralmente: il risarcimento stimato ai danni della ragazza si aggira attorno a qualche milione di dollari.

L'articolo completo lo trovate QUI, un buon promemoria di quanto di noi ci sia nei nostri telefoni e di quanto sia importante tutelarci.
🌐 Come una sola azienda può rompere Internet
#internet #fastly

Martedì una buona parte dei siti internet del mondo non ha funzionato per più di un'ora. La colpa è stata di Fastly, una società che gestisce il traffico e la distribuzione dei contenuti online.

Questo articolo de Il Post spiega in che modo semplice come funziona Fastly e come è possibile che per colpa di un'azienda i siti di mezzo mondo smettano di funzionare.

Le CDN sono indubbiamente comode e utili ma la centralizzazione di internet è un problema da non sottovalutare. Mezzo mondo è nelle mani di tre aziende (Fastly, Cloudflare e Akamai). L'altra metà è nelle mani di Amazon AWS e di Google Cloud.

Nello stesso giorno Mojeek spiegava su Twitter l'importanza di avere una propria infrastruttura seppur difficile e costoso. Sempre nello stesso giorno progetti decentralizzati come PeerTube e Funkwhale hanno continuato a funzionare senza alcun problema.

Una delle soluzioni a tutto questo può essere proprio la decentralizzazione?
🔎 Qwant chiederà un prestito a Huawei?
#qwant #motorediricerca

Qwant dopo un ottimo sprint iniziale continua a fare, a nostro avviso, un passo falso dietro l'altro. Tanto da farci dubitare della sua buona fede.

Dopo essere stata colta in flagrante a oscurare la foto del Rivoltoso Sconosciuto nella sezione immagini del suo motore di ricerca, secondo questa denuncia di Politico ora starebbe chiedendo un prestito a Huawei per poter sopravvivere.

Qwant si vanta da sempre di essere un motore di ricerca indipendente ed europeo ed è in parte finanziato da denaro pubblico francese. Un eventuale prestito da parte di Huawei per sopravvivere potrebbe minarne la sua indipendenza. Non c'è stato ancora nessun commento da entrambe le parti riguardo questa fuga di notizie e noi seguiremo senz'altro la vicenda per vedere come andrà a finire.

Leggi l'articolo su Politico