Forwarded from meditando
LIBERAZIONE DALL'ILLUMINAZIONE
di Scott Morrison
(insegnante buddhista statunitense)
~ prima parte ~
Ho paura che questa idea di illuminazione sia diventato un ostacolo per molti di noi.
E’ diventata uno scopo, una proiezione della mente nel futuro, qualcosa per cui lottare.
Quello che è accaduto a me, il mio punto di svolta, mi è capitato quando avevo completamente rinunciato all’illuminazione.
Che frustrazione!
Ero nel nono mese di un ritiro di un anno in silenzio e all’improvviso ho realizzato di stare sprecando completamente il mio tempo, cercando di diventare “illuminato”.
Sono caduto in uno stato di completa disperazione e, in un gigantesco e cosmico “all’inferno tutto”.
Ho mollato completamente.
Non più un buddista.
Non più un meditatore.
Non più su un cammino spirituale. Non più in ritiro.
Nulla.
In quell’istante è scattato qualcosa: all’improvviso tutto il mondo era sorprendentemente luminoso e baluginante di energia!
Ogni cosa su cui cadeva la mia attenzione era luminosa e brillante e bella!
La morbidezza del tappeto verde scuro, il lento ritmico salire e scendere del mio respiro, il tepore del mio corpo contro i miei vestiti, lo scricchiolare dei gradini di legno grigio giù verso la strada di ghiaia, la freschezza di una leggera brezza che scendeva dalla montagna, la ghiaia che scricchiolava sotto alle mie scarpe, il cane che scodinzolava venendo verso di me, la sensazione della sua pelliccia morbida mentre massaggiavo la sua schiena, e infine il suo sospiro mentre si sdraiava sull’erba, il gracidare delle rane che si annunciavano l’una all’altra giù per il torrente.
Ogni cosa era importante e nulla più importante di qualcos’altro.
Non c’era nulla da fare né nessun posto dove andare.
Nulla da pensare.
Tutto era com’era sempre stato, solo che non lo sapevo.
Non lo avevo veramente notato perché ero troppo occupato a cercare di arrivare da qualche parte.
Da allora nulla è più stato lo stesso.
Dimenticati delle esperienze spirituali.
Sono solo parole e immagini e concetti dalla discarica della memoria e della fantasia.
Lasciale andare, sono un ostacolo.
Invece sii semplicemente vivo.
Sii aperto, vulnerabile, attento.
Senza nessuno che abbia bisogno di essere illuminato, che abbia bisogno di essere spiritualmente avanzato, senza assumere di sapere che cosa significhino quelle parole, c’è solo la semplice libertà di essere vivo, sensibile e sveglio.
La vita è solo adesso.
L’amore è solo adesso.
La verità è solo adesso.
La saggezza è solo adesso.
L’illuminazione, la realizzazione di sé solo adesso.
La gioia è solo adesso.
La felicità è solo adesso.
La libertà, solo adesso.
La pace assoluta, solo adesso.
Dipende da te.
La magia di quello che è
Non c’è nessun sentiero per l’adesso.
Tu sei già sempre, eternamente, soltanto, qui, ora.
Ora è il solo tempo in cui puoi essere sveglio.
Ora è il solo tempo in cui puoi essere libero.
Ora è il solo momento in cui puoi curarti di qualcuno o essere curioso di qualcosa.
Ora è il solo momento in cui puoi fare o essere qualcosa.
Ora puoi scegliere di fissarti e ossessionarti su motivazioni, memorie, fantasie ed emozioni, alcune di loro forse molto potenti. Puoi essere continuamente preoccupato, anche assuefatto.
Puoi immaginare che l’intero processo sia il passato, o il futuro o persino il presente.
Puoi immaginare che sia la tua vita, o il tuo mondo.
Ma non è che un gioco della memoria, niente di più.
(da: “There Is Only Now”)
di Scott Morrison
(insegnante buddhista statunitense)
~ prima parte ~
Ho paura che questa idea di illuminazione sia diventato un ostacolo per molti di noi.
E’ diventata uno scopo, una proiezione della mente nel futuro, qualcosa per cui lottare.
Quello che è accaduto a me, il mio punto di svolta, mi è capitato quando avevo completamente rinunciato all’illuminazione.
Che frustrazione!
Ero nel nono mese di un ritiro di un anno in silenzio e all’improvviso ho realizzato di stare sprecando completamente il mio tempo, cercando di diventare “illuminato”.
Sono caduto in uno stato di completa disperazione e, in un gigantesco e cosmico “all’inferno tutto”.
Ho mollato completamente.
Non più un buddista.
Non più un meditatore.
Non più su un cammino spirituale. Non più in ritiro.
Nulla.
In quell’istante è scattato qualcosa: all’improvviso tutto il mondo era sorprendentemente luminoso e baluginante di energia!
Ogni cosa su cui cadeva la mia attenzione era luminosa e brillante e bella!
La morbidezza del tappeto verde scuro, il lento ritmico salire e scendere del mio respiro, il tepore del mio corpo contro i miei vestiti, lo scricchiolare dei gradini di legno grigio giù verso la strada di ghiaia, la freschezza di una leggera brezza che scendeva dalla montagna, la ghiaia che scricchiolava sotto alle mie scarpe, il cane che scodinzolava venendo verso di me, la sensazione della sua pelliccia morbida mentre massaggiavo la sua schiena, e infine il suo sospiro mentre si sdraiava sull’erba, il gracidare delle rane che si annunciavano l’una all’altra giù per il torrente.
Ogni cosa era importante e nulla più importante di qualcos’altro.
Non c’era nulla da fare né nessun posto dove andare.
Nulla da pensare.
Tutto era com’era sempre stato, solo che non lo sapevo.
Non lo avevo veramente notato perché ero troppo occupato a cercare di arrivare da qualche parte.
Da allora nulla è più stato lo stesso.
Dimenticati delle esperienze spirituali.
Sono solo parole e immagini e concetti dalla discarica della memoria e della fantasia.
Lasciale andare, sono un ostacolo.
Invece sii semplicemente vivo.
Sii aperto, vulnerabile, attento.
Senza nessuno che abbia bisogno di essere illuminato, che abbia bisogno di essere spiritualmente avanzato, senza assumere di sapere che cosa significhino quelle parole, c’è solo la semplice libertà di essere vivo, sensibile e sveglio.
La vita è solo adesso.
L’amore è solo adesso.
La verità è solo adesso.
La saggezza è solo adesso.
L’illuminazione, la realizzazione di sé solo adesso.
La gioia è solo adesso.
La felicità è solo adesso.
La libertà, solo adesso.
La pace assoluta, solo adesso.
Dipende da te.
La magia di quello che è
Non c’è nessun sentiero per l’adesso.
Tu sei già sempre, eternamente, soltanto, qui, ora.
Ora è il solo tempo in cui puoi essere sveglio.
Ora è il solo tempo in cui puoi essere libero.
Ora è il solo momento in cui puoi curarti di qualcuno o essere curioso di qualcosa.
Ora è il solo momento in cui puoi fare o essere qualcosa.
Ora puoi scegliere di fissarti e ossessionarti su motivazioni, memorie, fantasie ed emozioni, alcune di loro forse molto potenti. Puoi essere continuamente preoccupato, anche assuefatto.
Puoi immaginare che l’intero processo sia il passato, o il futuro o persino il presente.
Puoi immaginare che sia la tua vita, o il tuo mondo.
Ma non è che un gioco della memoria, niente di più.
(da: “There Is Only Now”)
Gli uomini più spirituali, siccome sono i più forti, trovano la felicità personale laddove altri troverebbero la loro rovina: nel labirinto, nella durezza verso se stessi e gli altri, nel continuo mettersi alla prova. Il loro piacere sta nel costringere se stessi. In loro, l'ascetismo diventa natura, bisogno, istinto. Nella gravosità di un incarico, ci vedono un privilegio; nel giocare con i pesi che schiacciano gli altri, una forma di svago.
L’anticristo
L’anticristo
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Klod Samadhi: Il libro tibetano dei morti
https://klodsamadhi.blogspot.com/2020/05/il-libro-tibetano-dei-morti.html?fbclid=IwAR0OQnwSJmhNZVmyjDVb63Mn3Lc3p6ReHFnPFhwFwIh8DxzeGYrnGUpMIks&m=1
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Il libro tibetano dei morti
Frammento di Operation Moksha - In the exile of matter
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Quantunque Dio stesso sia d’una essenza unitissima in tre persone, non di meno non dubitiamo che v’abbiano in lui numerose emanazioni, che i filosofi pagani hanno chiamate Dei, i dottori ebrei numerazioni e noi attributi; come la saggezza, che Orfeo chiama Pallade; l’intelligenza Mercurio; la produzione della forza chiama Saturno; la forza procreatrice chiama Nettuno; la natura segreta delle cose chiama Giunone; l’amore che chiama Venere; la vita lucida che chiama Sole o Apollo; la ragione del mondo Universale che chiama Pan; l’anima la canta; sotto i tre nomi di Mare di Nettuno e d’Oceano, ome capace di produrre le creature mortali, di contemplare gli esseri superiori e di ritornare poi a sé stessa.[…] Bisogna dunque sapere intellettualizzare esattamente le proprietà sensibili a mezzo d’una analogia nascosta a colui che intenderà a fondo gli inni orfici e quegli degli antichi magi, non li troverà differenti nello spirito dagli arcani cabalistici e dalle tradizioni ortodosse. Perché la divinità che Orfeo chiama Cureti e intemerati, Dionigi le chiama Potenze. I cabalisti li appropriano alla numerazione pahad, vale a dire al timore divino e ciò che in si chiama Ensoph, Orfeo chiama Noctem, notte. Tifone in Orfeo è lo stesso Zamael nella Cabala."
De Occulta Philosophia_ Cornelio Agrippa
Fonte: ilmartinismo@gmail.com
De Occulta Philosophia_ Cornelio Agrippa
Fonte: ilmartinismo@gmail.com
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