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"Quando una persona superiore sente parlare del Tao comincia immediatamente ad incarnarlo
Quando un uomo comune sente parlare del Tao
per metà ci crede
per metà ne dubita
Quando uno stolto si mette a parlare del Tao si mette a ridere
se questi non ne ridesse non sarebbe il Tao.
Perciò si dice
il cammino nella luce sembra oscuro
la via che va sembra che ritorni
la strada diretta sembra lunga
la vera forza sembra debolezza
la vera purezza sembra falsità
la vera risolutezza sembra incostante
la vera chiarezza sembra oscura
la più grande arte sembra spontanea
il più grande amore sembra indifferenza
la saggezza superiore sembra puerile.
Il Tao non si può trovare da nessuna parte
eppure alimenta e completa ogni cosa."
"Quando una persona superiore sente parlare del Tao comincia immediatamente ad incarnarlo
Quando un uomo comune sente parlare del Tao
per metà ci crede
per metà ne dubita
Quando uno stolto si mette a parlare del Tao si mette a ridere
se questi non ne ridesse non sarebbe il Tao.
Perciò si dice
il cammino nella luce sembra oscuro
la via che va sembra che ritorni
la strada diretta sembra lunga
la vera forza sembra debolezza
la vera purezza sembra falsità
la vera risolutezza sembra incostante
la vera chiarezza sembra oscura
la più grande arte sembra spontanea
il più grande amore sembra indifferenza
la saggezza superiore sembra puerile.
Il Tao non si può trovare da nessuna parte
eppure alimenta e completa ogni cosa."
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<< Il Mont-Saint-Michel prima della sua consacrazione all’arcangelo era denominato Mons Tumba Beleni, vale a dire letteralmente il monte ove si trova la «Tomba di Beleno», l’Apollo celtico; egualmente il vicino isolotto di Tombelaine (Tombella) sarebbe la «Tomba di Belisama», «colei che brilla molto», epiteto della dea celtica Brigit nella sua funzione di consorte e paredra di Beleno, dea della luce equivalente alla Diana Lucifera italica, la Lucina che nella IV Egloga di Virgilio fa coppia con il dio iperboreo. In più, il nome di Beleno era connesso al lupo (bret. bleiz, gall. bleidd), in un sorprendente parallelismo con l’Apollo Lyceus, contemporaneamente dio-lupo e dio-luce: analogamente, Lugh è al tempo stesso dio della luce e «dio-corvo», animale peraltro sacro anche al suo doppio ellenico e al Wotan dei nordici. Ciò ci riporta alla coincidentia oppositorum, così ricorrente in questo genere di «luoghi di potere», posti a metà strada fra l’àmbito infero più abissale e quello superno più assiale. Il Mont-Saint-Michel in Normandia e il “gemello” Saint Michael’s Mount dall'altra parte della Manica, in Inghilterra, sono, grazie alla peculiare conformazione geografica, un perfetto esempio di questo genere di luoghi sacri e privilegiati per le manifestazioni del dio, in quanto uniscono alla perfezione i due aspetti archetipali veicolati da una parte dall’immagine dell’isola oceanica (oscurità/orizzontalità/Inferi) e dall’altra da quella della montagna sacra e della fortificazione edificata su di essa (luminosità/ verticalità/Cieli). >>
— Marco Maculotti, “L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse”, cap. II §7
[Oleg Kuzmin, “Oriana Hyperborean“]
— Marco Maculotti, “L'Angelo dell'Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l'Apocalisse”, cap. II §7
[Oleg Kuzmin, “Oriana Hyperborean“]
Degli iatromanti apollinei si narrano i viaggi “in spirito” in direzione della mistica Isola Bianca posta all’estremo Settentrione, equivalente senza ombra di dubbio al «mondo superno» delle tradizioni sciamaniche. Eppure, al tempo stesso non bisogna tralasciare di dire che gli stessi iatromanti erano in grado di compiere katabasis, immersioni “in spirito” nell’Ade, dove essi entravano in contatto con gli spiriti del mondo inferiore e con le anime dei defunti, che talvolta erano in grado di riportare in vita, facendole “risalire” con loro al nostro mondo. In ciò noi possiamo vedere una nettissima corrispondenza con la tradizione sciamanica nordasiatica, la quale tuttavia (almeno al giorno d’oggi) distingue tra «sciamani bianchi», capaci di compiere i «viaggi superni», e «sciamani neri», cui si attribuisce la capacità di scendere nel «mondo sotterraneo»: nella corrente iatromantica le due capacità il più delle volte coesistono in un’unica persona. Secondo Peter Kingsley — autore di validissimi studî sulla tradizione religiosa della Grecia arcaica, delle cui opere ci serviremo nel corso dei capitoli — «non è possibile separare il tracio Orfeo dalla tradizione sciamanica dell’Asia centrale».
— Marco Maculotti, “L’Angelo dell’Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l’Apocalisse”, cap. I §1
[Bruegel il Vecchio, “Orpheus in the Underworld”, 1594]
— Marco Maculotti, “L’Angelo dell’Abisso. Apollo, Avalon, il Mito Polare e l’Apocalisse”, cap. I §1
[Bruegel il Vecchio, “Orpheus in the Underworld”, 1594]