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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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Signals in the Smoke by Michael Fardon
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The Hermit.
by Lucy Kay Plowe, from The Red Lachesis Tarot Deck.
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"I must create a system or be enslaved by another man's; I will not reason and compare, my business is to create" – William Blake

Art: Akira
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Akira, la rinascita cosmica.
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Lost Eden
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https://youtu.be/cedg6pkZAlA

Nibana - I Am a Soul
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Estratto della diretta live |LA MACCHINA DEL TEMPO e la cosmoteologia arcaica, con ANDREA CASELLA|

Informazioni preziose da parte di Andrea sul culto di Soranus e sul legame tra apollo ctonio e sirio!
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«Kronos è il vero signore del tempo arcaico, del tempo che non conosce ancora il concetto di eternità, ma, in forma di serpente che si morde la coda, si rivolge su se stesso, stabilendo in se stesso l’origine e la fine, secondo la massima eraclitea: “Comune è l’inizio e la fine del cerchio”. In modo del tutto analogo (poiché, in definitiva, il cerchio non è altro che il cielo/tempo) la dottrina orfica attribuisce spesso a Kronos l’epiteto “dai consigli tortuosi” (o “dal pensiero ricurvo”) in greco αγκυλομήτης, motivandolo con il fatto che egli si rivolge sempre su se stesso, o guarda se stesso (κορόνους), e facendone addirittura il signore della stirpe d’argento, la prima che conobbe il tempo come grandezza misurabile, e quella che più di tutte fu dedita all’introspezione intellettuale. L’epiteto κορόνους, “che guarda se stesso”, riferito a Kronos, è un hapax legomenon, non avendo altri riscontri nella letteratura greca; sembra però un ricalco dell’aggettivo κορωνός, “curvo”, “ricurvo”. Dato interessante è la stretta relazione che si stabilisce tra questi epiteti di Kronos (assai simili al suo nome, come evidente) con un animale, assunto dal mito a suo compagno, il quale, sulle prime, non desta alcun tipo di attenzione: il corvo. Ebbene, in greco il corvo è κορώνη, sostantivo che, tuttavia, ha anche il significato di “oggetto ricurvo”, “anello”, evocante, insomma, qualcosa che ritorna su se stesso, e perciò della stessa natura di Kronos/korònous ecc... Coerentemente, anche il latino Saturnus prevedeva come suo associato il corvo. Da sottolineare che il corvo era utilizzato dagli àuguri durante i vaticini e, secondo Plutarco, anche ad Apollo era sacro il corvo (si aggiunga, en passant, che costoro, per trarre i loro auspici, si volgevano con la faccia a sud, che era la parte “anteriore”). Il simbolo (significante) rimanda sempre ad altro (significato), cui è legato (l’etimologia di “simbolo” è esattamente syn-bàllein = legare/unire). Nell’iconografia arcaica gli animali non sono mai meri esseri viventi, ornamenti tracciati con intento artistico (e quindi fittizio), ma contengono una natura superiore, o, come ottimamente si esprime G. Ferrero, decifrando una misura temporale da alcune pitture vascolari greco-arcaiche: “Il bestiario mitologico non descrive la realtà degli animali, non appartiene alla descrizione della fauna in zone terrestri, ma è da riferirsi a un paesaggio che è quello cosmico-simbolico”.
Che Kronos sia il tempo non è più questione. Che egli sia anche Apollo, tuttavia, non deve stupire, essendo quest’ultimo anche il dio degli oracoli per eccellenza: a lui erano infatti dedicati, oltre a quello celeberrimo di Delfi (il cui betilo era costituito proprio dalla famosa pietra vomitata da Kronos), anche quelli di Grinio, di Claro e di Ptoio, che si esprimeva, addirittura, in un idioma preellenico. Il “Conosci te stesso”, scolpito sul tempio di Delfi, ma attribuito ai Sette Sapienti, si pone così in rapporto di analogia con la natura di Kronos κορόνους, riaffiorante anche nella definizione ebraica koach ha-machashevet, “la potenza del pensiero”, riferita a Shabbetay Saturno, ed implicante, secondo ibn ‘Ezra, il potere di predire il futuro.

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Questo conoscere o guardare sé stessi, che l’orfismo attribuisce alla stirpe che per prima conobbe il tempo (Kronos), equivale, in definitiva, a ricordare. Conoscere sé stessi, in realtà, è un ricordare, come da ultimo anche Platone rivela nella propria gnoseologia psichica (strettamente collegata alla dottrina orfica, come è chiaro). Ma l’atto del ricordare del re-cordare (raccordare) più stati personali a sé stessi appartenenti è munito di senso e significato solo nella misura in cui si sia iscritti, ancora, entro un tempo circolare, grazie al quale ciò che si è stati, in un certo qual modo, si dovrà essere. Plutarco, trattando la controversa questione dell’obsolescenza degli oracoli, in pieno II secolo, fa della memoria un necessario correlativo della divinazione, in quanto termini estremi della facoltà dell’anima. In tale contesto, la memoria è deputata a far rivivere sul piano ideale (e per questo iperreale) ciò che non è più, analogamente a come, vaticinando, si rende presente ciò che non è ancora, raccordando così nella trascendenza dell’eterno essere il passato e il futuro.»
- Andrea Casella, "La Macchina del Tempo. Saggio sulla Cosmoteologia Arcaica", AXIS mundi Edizioni 2023, cap. XI
Forwarded from 🌞Sacer Ignis🔥 (🌞LumbrA🌚)
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Lightning colliding with a volcanic eruption over Chile.
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Affresco di Ade ("Aita", a destra) e Persefone ("Φersipnei", al centro) che guidano una processione. Tomba di Orco II, Tarquinia, Italia.
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Copertina album Temple Of Noise (AKTYUM)
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Forwarded from brainsink
Jerzy Jędrysiak
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