Forwarded from 𝔳.𝔦.𝔱.𝔯.𝔦.𝔬.𝔩. (𝔰𝔢𝔯𝔭𝔢𝔫𝔱𝔦𝔫𝔞)
Ernst Fuchs, Die Symbolik des Traumes (G. H. von Schubert), 1968.
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" ... Sentii abbattersi su di me la sensazione di una caduta senza fine, e mentre il mio animo era agghiacciato dall' orrore, udii come il suono di mille arpe. Quell'abisso senza fine, generato dall'inferno nel quale sprofondavo, la precipitazione senza speranza dei dannati. Provavo una nausea indescrivibile, la sensazione vertiginosa di una caduta senza possibilità di risalita, mentre una canea di macabri fantasmi oscillavano intorno alla spirale di energia malefica onnipossente che imperversava tutto"
C.A. Smith- L' Adoratore del demonio (1933)
C.A. Smith- L' Adoratore del demonio (1933)
“Lonely one, you are going the way to yourself! And your way goes past yourself, and past your seven devils! You will be a heretic to yourself and witch and soothsayer and fool and doubter and unholy one and villain. You must be ready to burn yourself in your own flame: how could you become new, if you had not first become ashes?” - Nietzsche, Thus Spoke Zarathustra
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https://youtu.be/8k3m89kFqUk
This video covers the basic development of the Etruscan Alphabet from the Archaic to Neo-Etruscan period.
This video covers the basic development of the Etruscan Alphabet from the Archaic to Neo-Etruscan period.
YouTube
Etruscan Alphabet
This video covers the basic development of the Etruscan Alphabet from the Archaic to Neo-Etruscan period. Here is a image showing the development of the Latin alphabet and how Etruscan fits in with that: http://terpconnect.umd.edu/~rfradkin/latin.html
Here…
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Il 7 Marzo 2023 Colomò Editore in collaborazione con il
Gruppo Telegram Lovecraft Italia annuncia l'uscita del
terzo volume della collana Mondi Ignoti, dedicata al
weird, all'horror, alla fantascienza.
Vi presentiamo dunque un'opera ove fantastico,
massimalismo e ricerca metafisica si fondono dando vita
a un habitat mutato e mutante.
Molteplici schegge di quello che forse fu un io unitario,
traversanti territori non sovrapponibili ma parzialmente
comunicanti.
Città spossessate da vegetazioni proliferanti, Carnevali
e Venezie di altri domani, Luna Park avvolti in nebbie
amnesiche, Templi oracolari nascosti nel disagio
quotidiano, Abissi notturni legati a doppio filo con
Pulsioni amoriali.
Una ricomposizione impossibile, traiettorie di deriva
verso ultime spiaggie, eterno ritorno del diseguale.
https://straniaeoni.blogspot.com/2023/03/cursori.html?m=1
Gruppo Telegram Lovecraft Italia annuncia l'uscita del
terzo volume della collana Mondi Ignoti, dedicata al
weird, all'horror, alla fantascienza.
Vi presentiamo dunque un'opera ove fantastico,
massimalismo e ricerca metafisica si fondono dando vita
a un habitat mutato e mutante.
Molteplici schegge di quello che forse fu un io unitario,
traversanti territori non sovrapponibili ma parzialmente
comunicanti.
Città spossessate da vegetazioni proliferanti, Carnevali
e Venezie di altri domani, Luna Park avvolti in nebbie
amnesiche, Templi oracolari nascosti nel disagio
quotidiano, Abissi notturni legati a doppio filo con
Pulsioni amoriali.
Una ricomposizione impossibile, traiettorie di deriva
verso ultime spiaggie, eterno ritorno del diseguale.
https://straniaeoni.blogspot.com/2023/03/cursori.html?m=1
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CURSORI
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“Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante” Nietzsche
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Pochissimi vulcani hanno la capacità di produrre lava dall'inquietante colore blu fosforescente.
E per pochissimi intendo due: il vulcano Kawah Ijen in Indonesia e il vulcano Dallol in Etiopia, nella Rift Valley africana (in foto).
Ciò avviene quando i gas incandescenti ricchi di zolfo, provenienti dal ventre della Terra, si incendiano a contatto con l'ossigeno dell'atmosfera. Oppure quando una colata lavica scorre sopra a un deposito solforoso, incendiandolo. Lo zolfo brucia con una bella fiamma colore blu elettrico, da cui questa foto un po' ultraterrena.
Immagine: Olivier Grunewald
E per pochissimi intendo due: il vulcano Kawah Ijen in Indonesia e il vulcano Dallol in Etiopia, nella Rift Valley africana (in foto).
Ciò avviene quando i gas incandescenti ricchi di zolfo, provenienti dal ventre della Terra, si incendiano a contatto con l'ossigeno dell'atmosfera. Oppure quando una colata lavica scorre sopra a un deposito solforoso, incendiandolo. Lo zolfo brucia con una bella fiamma colore blu elettrico, da cui questa foto un po' ultraterrena.
Immagine: Olivier Grunewald
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