“Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante” Nietzsche
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Pochissimi vulcani hanno la capacità di produrre lava dall'inquietante colore blu fosforescente.
E per pochissimi intendo due: il vulcano Kawah Ijen in Indonesia e il vulcano Dallol in Etiopia, nella Rift Valley africana (in foto).
Ciò avviene quando i gas incandescenti ricchi di zolfo, provenienti dal ventre della Terra, si incendiano a contatto con l'ossigeno dell'atmosfera. Oppure quando una colata lavica scorre sopra a un deposito solforoso, incendiandolo. Lo zolfo brucia con una bella fiamma colore blu elettrico, da cui questa foto un po' ultraterrena.
Immagine: Olivier Grunewald
E per pochissimi intendo due: il vulcano Kawah Ijen in Indonesia e il vulcano Dallol in Etiopia, nella Rift Valley africana (in foto).
Ciò avviene quando i gas incandescenti ricchi di zolfo, provenienti dal ventre della Terra, si incendiano a contatto con l'ossigeno dell'atmosfera. Oppure quando una colata lavica scorre sopra a un deposito solforoso, incendiandolo. Lo zolfo brucia con una bella fiamma colore blu elettrico, da cui questa foto un po' ultraterrena.
Immagine: Olivier Grunewald
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" Un solo fatto v’è nella vita normale che dia un impulso vivo e profondo al pensiero metafisico: e questo fatto è la morte. Noi guardiamo la forma immota. Ci sembra che dalla morta forma rigida mova un angelo mostruoso, come qualcuno di quelli figurati dalla matita di Sartorio nell’illustrare il Poe, e che il suo dito freddo ci tocchi la fronte, e che questo tocco ci dia una seconda vista, al lume della quale la solidità, la consistenza, la seria realtà della nostra vita abituale sfuma e si sfascia. Noi scorgiamo allora come questa, a cui il nostro spirito ha dato una sì piena concretezza, sia una tenue figurazione effimera, come una ombra di sogno e di nebbia, che, guardata dall’eternità dell’altra riva, tosto trascolora e perde ogni contorno. Questa nostra vita, che abbiamo creata con le nostre passioni, con le nostre occupazioni, con la nostra attività, e che è tutto per noi, ci appare allora nel suo vero aspetto di vanità e di fuggevolezza. Ed è per questo che la vista della morte, scuotendo profondamente il concetto di realtà concreta e sensibile, che il nostro spirito attribuisce alla nostra vita vissuta, riesce, essa soltanto, a spalancarci innanzi la porta del regno del pensiero metafisico"
G. Rensi, Metafisica del terremoto, in "Lineamenti di filosofia scettica", 1919
G. Rensi, Metafisica del terremoto, in "Lineamenti di filosofia scettica", 1919
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