"Non a caso lo 0 evocava il caos primordiale: è il numero che, moltiplicato per qualsiasi altro numero, anziché aumentarne il valore lo annichilisce, trascinandolo nel suo stesso baratro. Le cose non vanno meglio quando si prova a dividere per zero: anche in questo caso si produce un assurdo logico, l' infinito, l' illimitato, l' informe grandezza senza limiti. Proprio come il vuoto, anche l' infinito, indissolubilmente legato allo zero, era altrettanto orripilante per i greci. I concetti che sfidavano la logica e turbavano la mente dei filosofi erano giudicati inappropriati, persino pericolosi: potevano seminare il panico e provocare disordine sociale"
G. Tonelli- Genesi
G. Tonelli- Genesi
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“I veri condottieri sono coloro che riflettono su se stessi. Sono coloro che alleggeriscono almeno del proprio peso il peso della massa, perché si sono coscientemente tenuti lontani dalla cieca naturalità quasi sempre irrazionale, della massa in movimento.
Ma chi può sottrarsi a quella forza istintiva di attrazione che sopraffà ogni cosa quando l’uno si aggrappa all’altro e l’uno trascina con sé l’altro?
Solo chi non appartiene puramente e solamente al mondo esteriore, ma vede e comprende anche quello interiore.
Perché piccola e nascosta è la porta che si apre verso l’interno; innumerevoli i pregiudizi e le idee devianti che ne rendono l’accesso difficoltoso”.
Carl Gustav Jung – La realtà dell’anima.
Ma chi può sottrarsi a quella forza istintiva di attrazione che sopraffà ogni cosa quando l’uno si aggrappa all’altro e l’uno trascina con sé l’altro?
Solo chi non appartiene puramente e solamente al mondo esteriore, ma vede e comprende anche quello interiore.
Perché piccola e nascosta è la porta che si apre verso l’interno; innumerevoli i pregiudizi e le idee devianti che ne rendono l’accesso difficoltoso”.
Carl Gustav Jung – La realtà dell’anima.
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La gente non comprende la natura di Dio, in quanto in essa è contenuto il tutto, dunque tutto il conosciuto e non conosciuto.
Per conoscere questa Natura Divina l'uomo è passato prima per le scienze spirituali primitive per poi giungere alle branche scientifiche odierne.
Vi è però un utilizzo errato delle Scienze odierne, a differenza di quelle Primordiali, bensì credere che la Scienza serva a smentire l'esistenza di Dio, quanto invece è corretto pensare a mio parere che la scienza sia uno degli strumenti di cui l'uomo si avalla per interpretare la Natura manifesta di Dio.
Dunque la Scienza spirituale (quella che usavano aborigeni sciamani di ere primitive) serviva a interpretare la natura occulta e trascendentale di Dio, e la Scienza odierna invece serve ad interpretare la natura manifesta di Dio.
Per conoscere questa Natura Divina l'uomo è passato prima per le scienze spirituali primitive per poi giungere alle branche scientifiche odierne.
Vi è però un utilizzo errato delle Scienze odierne, a differenza di quelle Primordiali, bensì credere che la Scienza serva a smentire l'esistenza di Dio, quanto invece è corretto pensare a mio parere che la scienza sia uno degli strumenti di cui l'uomo si avalla per interpretare la Natura manifesta di Dio.
Dunque la Scienza spirituale (quella che usavano aborigeni sciamani di ere primitive) serviva a interpretare la natura occulta e trascendentale di Dio, e la Scienza odierna invece serve ad interpretare la natura manifesta di Dio.
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