∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ – Telegram
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
1.52K subscribers
7.58K photos
47 videos
84 files
1.5K links
Creatore: @Onniscienza ⚡️⚫️⚡️
Knock knock, wake up.

Bot: @TimeseaBot 🤖 (OFFLINE)

"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
Download Telegram
The Way of Silence, c.1903 - oil on canvas.
— František Kupka (Czech, 1871-1957)
🔥4
[ Nella ricerca di se stessi si brancica, si trova qualche verità apparente. ]
Si dice: io sono questo, quello o quell’altro, e appena pronunciate le parole si cessa di essere quella cosa.
Ezra Pound, Annotazione 1914 - Traduzione di Vittorio Sereni
5👍1
La pietra luciferina.

In queste leggende, liberate che siano dai rivestimenti di ordi ne religioso in senso stretto, appare di nuovo la connessione del Graal quale pietra celeste con un retaggio e un potere misterioso connesso con lo « stato primordiale » e, in un certo modo, conservatosi nel periodo dell'« esilio ». Il riferimento a Lucifero, in sé stesso, di là dal quadro a carattere cristiano e teistico, può essere presentato come una variante del tema di un tentativo, abortito o deviato, di riconquista « eroica » di tale stato. Quanto al tema della schiera degli angeli discesi dal cielo col Graal, esso richiama quello della razza stessa dei Tuatha dé Danann, anch'essa considerata come di « esseri divini », venuta in Irlanda dal cielo, portando anch'essa una pietra sovrannaturale - la pietra dei re legittimi - е altresí oggetti che, come si è notato, corrispondono esattamente a quelli del ciclo del Graal: una spada, una lancia, un recipiente che dà inesauribilmente ad ognuno il suo alimento. In pari tempo la patria dei Tuatha - lo sappiamo - è quell'Avallon che, secondo una tradizione già segnalata, è anche la sede dei libri del Graal e che, in ogni caso, si è spesso confuso, per via di oscure associazioni, col luogo dove si manifestò eminentemente il Graal.
1👍1
By Arthur Shawcross
The creator of the above painting, was an American murderer known as The Genesee River Killer in Rochester, New York.
<< Il nome di Mímir (o Mímr o Mími) — etimologicamente connesso al termine latino memor e al radicale sanscrito SMAR, da cui smarti, “memoria” — si può tradurre letteralmente come “[colui che] ricorda”, “[colui che] ha memoria”, e quindi conseguentemente “[colui che] sa”, “[colui che] conosce”. Nondimeno, oltre a essere il “memore”, Mímir è anche “colui che fa ricordare”, conferendo egli il ricordo, ovvero la sapienza delle origini, a coloro che sono disposti a sacrificare una parte di sé in cambio di un sorso alla fonte Mímisbrunnr di cui è il guardiano: quindi, «il dono di Mímir dà saggezza e potenza ma può ottenersi solo tramite il sacrificio di se stessi», così come ha fatto nel mito di riferimento — e pure in quello dell’appensione al tronco dell’Yggdrasill — lo stesso Óðinn.
Il topos della fonte primordiale che conferisce il ricordo della preter-esistenza si ritrova quasi identico tra i Greci, soprattutto tra gli Orfici, che parlavano della “Fonte di Mnemosyne” — e cioè, di nuovo, della memoria, di proprietà della dea omonima — che, opposta dicotomicamente a quella di Lethe (cioè, dell’oblio, della dimenticanza), era ritenuta capace di dare a chi ne avesse bevuto la liberazione dalla ruota delle esistenze terrene e delle reincarnazioni. […] In altri termini, chi beve l’acqua dell’oblio che sgorga dalla fonte di Lethe dimentica la propria origine divina preter-temporale e, conseguentemente, ritorna continuamente nelle ronde del ciclo samsarico di morte e nascita. Al contrario, chi attinge dalle fredde, limpide e pure acque dea fonte di Mnemosyne «propizia e si dischiude la via del mondo degli dèi dal quale l’anima discende e del quale essa ha ottenuto il ricordo in vita mediante l’iniziazione».
Analogamente a Mímir nel mito nordico, Mnemosyne si presenta come la potenza divina che assicura all’iniziato «la perennità di quel vitale sapere che l’ha affrancato dall’iterarsi di nascita e morte, dal destino comune agli altri mortali». Tramite questa operazione trascendente l’anima è ora libera di ascendere ai mondi superiori poiché ha ottenuto l’anamnēsis, vale a dire la “reminiscenza” o, letteralmente, “la non-dimenticanza”, o ancora più correttamente “l’annientamento della dimenticanza”, dal momento che quest’ultima si ritiene comune a ogni mortale almeno fino al momento in cui, grazie all’esperienza mistica del “ricordo preter-temporale”, egli se ne disfa alla stregua di una veste non più necessaria; dottrina che venne adottata, qualche secolo dopo gli Orfici, dalle sette gnostiche disseminate in tutto il Vicino e il Medio Oriente. Come nota Polia, l’iniziazione provoca l’anamnēsis e quindi «libera […] dalla falsa identificazione dell’anima coi corpi» — e, aggiungiamo noi, con la persona, vale a dire, secondo la rigorosa etimologia latina del termine, con la maschera — ragion per cui «dopo la morte, questa non volgerà il suo desiderio a sperimentare di nuovo la vita sulla terra ma ricorderà d’essere progenie divina».
Così, «la “cecità” del vate corrisponde alla valenza positiva di Lēthē come oblio delle limitazioni e delle contingenze dell’umano sentire in vista del manifestarsi dell’a-lētheia, della “verità” come non-oblio, come possesso della memoria divina». >>
— Marco Maculotti, “Miti Nordici. Dèi e tradizioni dell’Europa settentrionale”, Diarkos 2023
🔥3
H.P. Lovecraft, Nyarlathotep, 1920
🔥951
Arnold Böcklin, Ruins in a Moonlit Landscape; 1849
🔥422
Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
3👍1
“ Saggio è colui che si accontenta dello spettacolo del mondo. “
Fernando Pessoa
👍4🔥2👏2
“Sull'onda calma e nera dove dormono le stelle,
la bianca Ofelia fluttua come un grande giglio”

Art: John Everett Millais, Ofelia
7
"Non a caso lo 0 evocava il caos primordiale: è il numero che, moltiplicato per qualsiasi altro numero, anziché aumentarne il valore lo annichilisce, trascinandolo nel suo stesso baratro. Le cose non vanno meglio quando si prova a dividere per zero: anche in questo caso si produce un assurdo logico, l' infinito, l' illimitato, l' informe grandezza senza limiti. Proprio come il vuoto, anche l' infinito, indissolubilmente legato allo zero, era altrettanto orripilante per i greci. I concetti che sfidavano la logica e turbavano la mente dei filosofi erano giudicati inappropriati, persino pericolosi: potevano seminare il panico e provocare disordine sociale"

G. Tonelli- Genesi
🔥52😁1
“I veri condottieri sono coloro che riflettono su se stessi. Sono coloro che alleggeriscono almeno del proprio peso il peso della massa, perché si sono coscientemente tenuti lontani dalla cieca naturalità quasi sempre irrazionale, della massa in movimento.
Ma chi può sottrarsi a quella forza istintiva di attrazione che sopraffà ogni cosa quando l’uno si aggrappa all’altro e l’uno trascina con sé l’altro?
Solo chi non appartiene puramente e solamente al mondo esteriore, ma vede e comprende anche quello interiore.
Perché piccola e nascosta è la porta che si apre verso l’interno; innumerevoli i pregiudizi e le idee devianti che ne rendono l’accesso difficoltoso”.

Carl Gustav Jung – La realtà dell’anima.
71👍1
🔥41
CG4 (Called God's Hand)
Location: Puppis Constellation
🔥51