Dr Manhattan: "I am looking at the stars. They are so far away, and their light takes so long to reach us. All we ever see of stars is their old photographs."
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Mahakala:. È la versione Buddhista di Shiva; il suo nome significa "il Grande Nero".
Mahakala viene descritto in tutta una serie di impersonificazioni, ciascuna delle quali possiede un suo aspetto ed una propria personalità peculiari: questo perché egli viene ritenuto una emanazione di differenti esseri in differenti casi, come Avalokiteshvara (tibetano Chenrezig) o Chakrasamvara (tibetano Korlo Demchog). Il colore di Mahakala è solitamente il nero, poiché come tutti i colori vengono assorbiti dal nero, tutti i nomi e le forme si fondono in Mahakala, a testimoniare la sua natura assoluta (principio del Nirguna Brahman). Altro elemento costante nelle raffigurazioni della divinità è la corona di cinque teschi, metafora della trasfigurazione dei cinque klesha nei cinque Dhyani Buddha. Il principale elemento eterogeneo nelle raffigurazioni di Mahakala è il numero di braccia, ma altri caratteri variabili sono il numero di teste, la presenza o meno di genitali, il numero e la tipologia di oggetti nelle mani, etc.
Mahakala viene descritto in tutta una serie di impersonificazioni, ciascuna delle quali possiede un suo aspetto ed una propria personalità peculiari: questo perché egli viene ritenuto una emanazione di differenti esseri in differenti casi, come Avalokiteshvara (tibetano Chenrezig) o Chakrasamvara (tibetano Korlo Demchog). Il colore di Mahakala è solitamente il nero, poiché come tutti i colori vengono assorbiti dal nero, tutti i nomi e le forme si fondono in Mahakala, a testimoniare la sua natura assoluta (principio del Nirguna Brahman). Altro elemento costante nelle raffigurazioni della divinità è la corona di cinque teschi, metafora della trasfigurazione dei cinque klesha nei cinque Dhyani Buddha. Il principale elemento eterogeneo nelle raffigurazioni di Mahakala è il numero di braccia, ma altri caratteri variabili sono il numero di teste, la presenza o meno di genitali, il numero e la tipologia di oggetti nelle mani, etc.
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" E lei è forse così sensibile all’opinione di questi sciocchi e ignoranti da lasciarsi condizionare da quei miopi asini che ragliano l’antico adagio - “aveva iniziato bene ed era uno che lavorava sodo, ma poi si è dato ai libri e ha perso contatto con la realtà, per diventare la nullità che è oggi”?. Per me, chi professa simili opinioni non è un essere umano - nel senso che non fa parte del consesso civile. Il suo è il verso di un animale privo di ragione: il grido di una scimmia, il muggito di un bue, la chiacchiera di un ignorante. A che cosa potrebbe condurre quello che chiamano un buon inizio, se non prevedesse l’esercizio di tutte le facoltà mentali? E quanto varrebbe la realtà con cui chi si dedica alla lettura perde contatto, in confronto a tutto ciò che egli guadagna leggendo?. E se una vita condotta all’insegna dello studio e dell’arte equivale a una “nullità”, che dire allora dell’esistenza contraddistinta dalla ricchezza materiale o da una superficialità e ignoranza che sono realmente nullità?. Il fatto è che, secondo certi individui ignoranti per natura – quelli che avanzano questo tipo di critiche – l’esistenza all’insegna della meccanizzazione o di una primitiva rozzezza è davvero preferibile a quella che si fonda sulla realizzazione delle qualità umane dell’individuo e sulla conoscenza delle sorgenti che regolano i comportamenti umani".
H.P. Lovecraft- Lettera a W. Harris(1929)
H.P. Lovecraft- Lettera a W. Harris(1929)
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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
" E lei è forse così sensibile all’opinione di questi sciocchi e ignoranti da lasciarsi condizionare da quei miopi asini che ragliano l’antico adagio - “aveva iniziato bene ed era uno che lavorava sodo, ma poi si è dato ai libri e ha perso contatto con la…
Arnold Böcklin - Prometheuslandschaft (1885).
«Il nostro mondo attuale subirà uno sconvolgimento del tutto tremendo in brevissimo tempo.»
(Jung - I Libri Neri, Vol. VII)
«Credo che ci riguardi tutti... Intuisco, sento insomma che il crollo di un vecchio mondo si avvicina. Per ora non so altro se non che è in arrivo qualcosa di grande e tremendo che mi riguarda. Caro Sinclair, faremo l'esperienza della quale abbiamo parlato qualche volta. Il mondo vuol rinnovarsi. Si sente odore di morte. Nulla di nuovo viene senza la morte. È più pauroso di quanto non pensassi. Ciò che deve venire verrà d'improvviso, e allora avremo modo di apprendere le cose che abbiamo bisogno di sapere.»
(Hermann Hesse - Demian)
(Jung - I Libri Neri, Vol. VII)
«Credo che ci riguardi tutti... Intuisco, sento insomma che il crollo di un vecchio mondo si avvicina. Per ora non so altro se non che è in arrivo qualcosa di grande e tremendo che mi riguarda. Caro Sinclair, faremo l'esperienza della quale abbiamo parlato qualche volta. Il mondo vuol rinnovarsi. Si sente odore di morte. Nulla di nuovo viene senza la morte. È più pauroso di quanto non pensassi. Ciò che deve venire verrà d'improvviso, e allora avremo modo di apprendere le cose che abbiamo bisogno di sapere.»
(Hermann Hesse - Demian)
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"La nostra prima impressione è qualcosa di simile al terrore. Noi troviamo l’universo terrificante per le sue vaste distanze, senza paragoni; terrificante per l’inconcepibile fuga del tempo, che rimpicciolisce l’umana storia a un batter di ciglia, terrificante a causa dell’estrema nostra solitudine, e per la piccolezza insignificante della nostra abitazione nello spazio - un milionesimo d’un grano di sabbia in tutto il mare di sabbia del mondo. Ma sovra ogni altro, noi troviamo terrificante l’universo perchè ci appare indifferente a vite simili alla nostra: emozioni, desideri e soddisfazione di ambizioni, arte e religione, tutto sembra essere egualmente estraneo al suo piano. Forse, anzi, potremmo dire, sembra che esso sia attivamente ostile a vita simile alla nostra. Per la massima parte, lo spazio vuoto è così freddo che tutta la vita in lui s’irrigidirebbe nel gelo; il più della materia nello spazio è così fredda da rendere impossibile la vita su di lei; lo spazio è traversato, e i corpi astronomici sono continuamente bombardati, da radiazioni di una gran quantità di specie, di cui alcune sono probabilmente contrarie, o addirittura distruggitrici della vita. In un tale universo noi siamo caduti, se non esattamente per sbaglio, almeno come risultato di quello che può attribuirsi a un accidente"
J. Jeans (astronomo, citato a volte da Lovecraft nelle sue lettere, ma anche da Giuseppe Rensi ad esempio), dal capitolo "Sole morente" de "L'universo misterioso", trad. G. Gentile, 1932
J. Jeans (astronomo, citato a volte da Lovecraft nelle sue lettere, ma anche da Giuseppe Rensi ad esempio), dal capitolo "Sole morente" de "L'universo misterioso", trad. G. Gentile, 1932
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