Bread&Roses 🥖🌹 – Telegram
Bread&Roses 🥖🌹
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Spazio di mutuo soccorso - Via Amendola 189/A Bari. Canale comunicazioni

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𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹'𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗲𝗻𝗼𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼, 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗹'𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮.
L'intervento di Lucilla di ieri in sala consiliare a Palazzo di città durante l'incontro "Rotta Bari-Gaza, l'eredità di #Handala". Riportiamo anche il messaggio integrale di Popular Art Centre مــركز الفـــــن الشــــــعبي dalla Palestina.

"Indeed, the situation on the ground is worsening day by day. Recently, settler and occupation forces’ attacks have been focused on Palestine’s agricultural infrastructure. In addition to the destruction of part of the seed bank, more than 650 agricultural facilities have been destroyed since the genocide began, farmers have been prevented from accessing their fields, crops have been destroyed, sheep have been poisoned, and water wells have been attacked to block farmers’ access to water.

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𝗘' 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗙𝗶𝗸𝗮𝘁𝗮!
Raccolti i fichi dagli alberi di Ortogentile - terra pubblica autogestita a Japigia, nei giardini del B&Rs abbiamo fatto la marmellata. Un po' di zucchero di canna, succo di limone, mani che incontrano i frutti della nostra terra.

Legami e comunanze da continuare a coltivare, da non smarrire, un momento conviviale che abbiamo condiviso con le tante persone provenienti da altri angoli del Mediterraneo. Dopo aver partecipato al Manine di Lucertolona Festival, alcune persone di passaggio da Bari hanno partecipato al rito della preparazione della marmellata di fichi. Una vera Fikata!

A breve, con la sua etichetta tutta da scoprire, sarà disponibile sugli scaffali dell' Emporio Fuorimercato al Bread&Roses.
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𝐒𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐙𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚. 𝐒𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚𝐙𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢 "𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚", 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞.

Grazie al lavoro in #autogestione, frutto di una rete contadina diffusa in terra di #Bari, abbiamo coltivato, raccolto e trasformato circa 100 quintali di pomodori in salsa.
Quasi 10000 vasetti prodotti, immagazzinati al Bread&Roses spazio di mutuo soccorso, sono pronti per essere distribuiti in Italia e non solo, grazie al supporto solidale e agli ordini collettivi di tante singole persone e realtà associative (formali e informali) che partecipano alla costruzione di una piccola, ma fitta rete distributiva contro e fuori mercato.

Il pomodoro SfruttaZero avvolto dalla bandiera palestinese per noi significa urlare stop al genocidio in corso, significa sostenere una lotta allo stesso tempo umanitaria e politica:

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𝗨𝗻𝗮 𝗙𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗲𝘃𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗿-𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲. Una Fiera del Levante per i popoli oppressi che resistono, che dicono basta ad apartheid, invasioni e colonialismi.

Cooperazione tra popoli, scambio di saperi e conoscenze per la pace, pratiche agroecologiche che attraversano il Mediterraneo, salvaguardia degli ecosistemi contro ecocidi e genocidi. Domani saremo in piazza a #Bari alla manifestazione "Facciamo rumore in Fiera" ore 9 ingresso Orientale, con le immagini che ci arrivano dalla Palestina, dove 🌱 in Cisgiordania l'associazione Donne Rataj e alcune coop agricole nella città di Juice, organizzano attività per bambini e adolescenti tramite giochi e dialoghi interattivi. Un'esperienza pratica dove ogni bambino ha piantato un pianta e ha scritto il proprio nome sui bastoni per continuare a prendersene cura. 🌿

Affrontare il cambiamento climatico, preservare la terra palestinese e promuovere l'agricoltura contadina come forma di protezione dell'ambiente e resistenza agli insediamenti coloniali
𝗦𝗲𝗴𝘂𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗮𝗰𝗼𝗯𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹 𝗕𝗿𝗲𝗮𝗱&𝗥𝗼𝘀𝗲𝘀.
Dal 19 al 21 settembre la quarta edizione della Scuola di Jacobin Italia sarà anche a Bari, in collegamento dal B&Rs.

Analisi, immaginari e resistenze per trasformare il mondo. Un apprendistato giacobino per cogliere il crescente bisogno di una #politica radicalmente alternativa all’esistente. Una scuola per studiare insieme e per arricchire il lavoro che facciamo con la nostra rivista: costruire nuove idee per l’avvenire, proporre linguaggi e analisi capaci di smontare le narrazioni dei potenti, ridare energia alla working class e far rientrare la parola #rivoluzione nell’immaginario collettivo. Leggi il programma: https://jacobinitalia.it/scuola2025/

Iniziamo venerdì dalle 15.30 fino a domenica mattina. Per seguire la scuola, inviaci un messaggio in privato oppure ci vediamo direttamente al Bread
𝗟'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗹𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼, 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼!

Hanno arrestato Andre, Bak e Guido per fatti avvenuti alla manifestazione #NoPonte a Messina. Perquisizioni, sequestri di cellulari e ore d'attesa prima di sapere di essere indagatə e in arresto prima ancora di un processo, in forma cautelare. Altre persone sono sotto indagini.

Ancora una volta la risposta violenta e repressiva su chi si oppone alle #ingiustizie di questo sistema. Il ponte è un progetto inutile, costoso e devastante per l'#ambiente, che risponde a interessi economici sporchi mentre la regione Sicilia è in emergenza idrica e tutto il paese e in particolare il sud Italia è da tempo in emergenza sociale. Un filo collega il ponte, opera giustificata come infrastruttura strategica militare, a quello che sta succedendo in Palestina e in tutti i luoghi vittime del colonialismo.

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𝗔𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼: 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗼-𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮

“A Taranto c’è l’Ilva!”
“Come sarebbe bella Taranto piena di turist*”
Queste due frasi, apparentemente opposte, sono in realtà legate. Attraverso di esse traspare una concezione di Taranto resa prodotto, sottratta alla propria comunità, calibrata minuziosamente dall’alto a uso e consumo di altr*.

𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼. Attraverso le storie di alcune delle lotte sociali ed ecologiste a Taranto desideriamo pensare pratiche nuove, che rompano con un passato presente segnato dalla monocultura dell’oppressione sistemica verso un immaginario trasversale della crisi socio-ecologica.

Costruire alleanze tra territori può significare raccontare immaginari, storie, esperienze, mettendo di lato un fare politica fatto solo di dati e dossier. Nello scambio profondo di sguardi, di rabbia e di complicità ritroviamo un fare politica dal basso, nel rispetto di tutti quei saperi popolari, operai, migranti, che aprono squarci sulla realtà quotidiana dell’abitare le nostre zone di sacrificio.

Il progetto di una nuova discarica a Paolo Sesto diviene così lo spazio di condivisione di una comunità arrabbiata e stanca, che sin dal primo momento si sente legata indissolubilmente a un intero territorio devastato. Che tu abbia lottato contro il mostro d’acciaio, contro un nuovo dissalatore, contro un’opera dannosa nel quartiere, contro una discarica, lo spazio della lotta ecologista mette al centro a Taranto un interrogativo comune e fondamentale, che sfugge dal mero dato oggettivo, per ripoliticizzare il proprio rapporto con il corpo e il territorio, ripensando radicalmente le modalità attraverso cui costruiamo affettività, relazioni, vite e comunità libere e liberate.

Che cosa significa davvero abitare una zona di sacrificio? Ovvero: che cosa significa abitare Taranto?

Giovedì 25 settembre, presso lo spazio di mutuo soccorso Bread&Roses, a partire dalle ore 19. Ne parliamo con:
Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Convocatoria Ecologista Taranto
NO ALLA Discarica
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