𝗩𝗼𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮. Pubblichiamo il messaggio ricevuto da Popular Art Centre e letto da Wadoud durante la giornata di #sciopero del 22 sett.
𝗟𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮! 𝗢𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟯𝟬 𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗺𝘂𝗱 𝗙𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮
"Buongiorno. #Palestina libera, la vostra solidarietà con noi è un atto di resistenza. state dalla parte della giustizia e dell'umanità contro oppressione e colonialismo. La vostra presenza nelle grandi manifestazioni nelle strade, lo sciopero, il vostro supporto alla Sumud e Freedom Global Flottilla per rompere l'assedio a Gaza, danno spirito e forza al popolo palestinese che è soggetto a genocidio e pulizia etnica.
Ogni giorno che passa siamo testimoni di un massacro continuo a #Gaza: circa 100 Palestinesi - soprattutto donne e bambini - sono uccise, muoiono di fame, sono bruciate vive nelle tende, sono costrette allo sfollamento da un luogo all'altro sotto bombardamenti insensati e mai visti prima, che hanno lo scopo di distruggere le vite e cacciare le persone dalle loro case, con il supporto dei coloniali Stati Uniti e nel vergognoso silenzio dei governi arabi ed europei.
In #Cisgiordania, l'espansione dei coloni si sta estendendo con la costruzione di migliaia di nuove colonie, mentre gli attacchi dei coloni ai villaggi Palestinesi aumentano: bruciano case e auto, confiscano terre e terrorizzato le persone residenti. Condivido con voi la testimonianza della settimana scorsa dal villaggio di al-Mughayyir a est di Rammallah. Nell’assedio forzato durato 3 giorni, ogni casa è stata saccheggiata, 10mila alberi di ulivo e mandorle sono stati sradicati, dozzine di auto sono state bruciate e altre sequestrate. Solo al termine dello scorso anno, 60 case nel villaggio sono state incendiate. Questa non è una storia isolata; riflette la realtà vissuta dai villaggi Palestinesi in Cisgiordania. Stanno isolando i villaggi e i paesi Palestinesi l'uno dall'altro con l'installazione di più di 1,000 cancelli elettronici, in un terribile sistema di apartheid.
Nonostante questa realtà noi #resistiamo con tutto quello che abbiamo: con l'arte e la cultura, seminando speranza nei cuori di bambini nonostante le macerie e la disperazione, e provando a fornire cibo alle persone sfollate dai campi, che oggi sono arrivate a circa 60mila. Resistiamo coltivando, espandendo le aree coltivate e rafforzando le cooperative. Abbiamo creato una rete di cooperative guidate da rappresentanti di agricoltori, abbiamo costituito un fondo di solidarietà dai contributi delle cooperative e da donazioni locali per supportare le attività che sono state danneggiate dagli attacchi dell'occupazione.
Ci autorganizziamo nei nostri villaggi e nelle nostre comunità, rafforzando i legami per incoraggiare produzione e solidarietà. E stiamo lavorando per formare comitati popolari in ogni villaggio che mettano insieme medici, insegnanti, professioniste e giovani, per preparare ad affrontare in modo condiviso i pericoli e i coloni che ci assediano. Abbiamo chiamato questi villaggi: #villaggiliberati.
Infine, diamo valore alla nostra relazione con Sfruttazero e Fuorimercato, che è iniziata 2 anni fa e si è sviluppata in un contesto difficile e complesso. In momenti di frustrazione e disperazione, la vostra #solidarietà è stata una finestra di speranza per noi attraverso i vostri atti di resistenza e le vostre iniziative di supporto per la Palestina. La nostra relazione è stata uno spazio di mutua conoscenza e di supporto da persone libere, indipendenti dalle istituzioni del capitalismo coloniale. “Con il vostro supporto, terre sono state liberate e riportate alla vita, coltivate con semi e piantine che portano i vostri nomi come simbolo di resistenza e #speranza”.
foto B. Morelli
𝗟𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮! 𝗢𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟯𝟬 𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗺𝘂𝗱 𝗙𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮
"Buongiorno. #Palestina libera, la vostra solidarietà con noi è un atto di resistenza. state dalla parte della giustizia e dell'umanità contro oppressione e colonialismo. La vostra presenza nelle grandi manifestazioni nelle strade, lo sciopero, il vostro supporto alla Sumud e Freedom Global Flottilla per rompere l'assedio a Gaza, danno spirito e forza al popolo palestinese che è soggetto a genocidio e pulizia etnica.
Ogni giorno che passa siamo testimoni di un massacro continuo a #Gaza: circa 100 Palestinesi - soprattutto donne e bambini - sono uccise, muoiono di fame, sono bruciate vive nelle tende, sono costrette allo sfollamento da un luogo all'altro sotto bombardamenti insensati e mai visti prima, che hanno lo scopo di distruggere le vite e cacciare le persone dalle loro case, con il supporto dei coloniali Stati Uniti e nel vergognoso silenzio dei governi arabi ed europei.
In #Cisgiordania, l'espansione dei coloni si sta estendendo con la costruzione di migliaia di nuove colonie, mentre gli attacchi dei coloni ai villaggi Palestinesi aumentano: bruciano case e auto, confiscano terre e terrorizzato le persone residenti. Condivido con voi la testimonianza della settimana scorsa dal villaggio di al-Mughayyir a est di Rammallah. Nell’assedio forzato durato 3 giorni, ogni casa è stata saccheggiata, 10mila alberi di ulivo e mandorle sono stati sradicati, dozzine di auto sono state bruciate e altre sequestrate. Solo al termine dello scorso anno, 60 case nel villaggio sono state incendiate. Questa non è una storia isolata; riflette la realtà vissuta dai villaggi Palestinesi in Cisgiordania. Stanno isolando i villaggi e i paesi Palestinesi l'uno dall'altro con l'installazione di più di 1,000 cancelli elettronici, in un terribile sistema di apartheid.
Nonostante questa realtà noi #resistiamo con tutto quello che abbiamo: con l'arte e la cultura, seminando speranza nei cuori di bambini nonostante le macerie e la disperazione, e provando a fornire cibo alle persone sfollate dai campi, che oggi sono arrivate a circa 60mila. Resistiamo coltivando, espandendo le aree coltivate e rafforzando le cooperative. Abbiamo creato una rete di cooperative guidate da rappresentanti di agricoltori, abbiamo costituito un fondo di solidarietà dai contributi delle cooperative e da donazioni locali per supportare le attività che sono state danneggiate dagli attacchi dell'occupazione.
Ci autorganizziamo nei nostri villaggi e nelle nostre comunità, rafforzando i legami per incoraggiare produzione e solidarietà. E stiamo lavorando per formare comitati popolari in ogni villaggio che mettano insieme medici, insegnanti, professioniste e giovani, per preparare ad affrontare in modo condiviso i pericoli e i coloni che ci assediano. Abbiamo chiamato questi villaggi: #villaggiliberati.
Infine, diamo valore alla nostra relazione con Sfruttazero e Fuorimercato, che è iniziata 2 anni fa e si è sviluppata in un contesto difficile e complesso. In momenti di frustrazione e disperazione, la vostra #solidarietà è stata una finestra di speranza per noi attraverso i vostri atti di resistenza e le vostre iniziative di supporto per la Palestina. La nostra relazione è stata uno spazio di mutua conoscenza e di supporto da persone libere, indipendenti dalle istituzioni del capitalismo coloniale. “Con il vostro supporto, terre sono state liberate e riportate alla vita, coltivate con semi e piantine che portano i vostri nomi come simbolo di resistenza e #speranza”.
foto B. Morelli
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𝗔𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼: 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗼-𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮
“A Taranto c’è l’Ilva!”
“Come sarebbe bella Taranto piena di turist*”
Queste due frasi, apparentemente opposte, sono in realtà legate. Attraverso di esse traspare una concezione di Taranto resa prodotto, sottratta alla propria comunità, calibrata minuziosamente dall’alto a uso e consumo di altr*.
Oggi 𝟮𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼. Attraverso le storie di alcune delle lotte sociali ed ecologiste a Taranto desideriamo pensare pratiche nuove, che rompano con un passato presente segnato dalla monocultura dell’oppressione sistemica verso un immaginario trasversale della crisi socio-ecologica.
“A Taranto c’è l’Ilva!”
“Come sarebbe bella Taranto piena di turist*”
Queste due frasi, apparentemente opposte, sono in realtà legate. Attraverso di esse traspare una concezione di Taranto resa prodotto, sottratta alla propria comunità, calibrata minuziosamente dall’alto a uso e consumo di altr*.
Oggi 𝟮𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼. Attraverso le storie di alcune delle lotte sociali ed ecologiste a Taranto desideriamo pensare pratiche nuove, che rompano con un passato presente segnato dalla monocultura dell’oppressione sistemica verso un immaginario trasversale della crisi socio-ecologica.
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Oggi siamo a Grottaglie davanti alla Leonardo e al porto di Taranto. Il nostro intervento durante il corteo.
Da decenni lavoratorə, studentə insieme non si astenevano dal #lavoro, non si mobilitavano per dare solidarietà alla #resistenza di un popolo in lotta. È un momento storico, inimmaginabile fino a poco tempo fa, quando la parola genocidio non era pronunciabile in pubblico. Quando ad esempio il movimento giovanile dell'#Intifada nella primavera del 2024 veniva represso, non considerato.
Non tuttə, però, possono permettersi di scioperare, scendere in piazza in maniera permanente. Cosa si fa per sopperire a questa difficoltà? Nel nostro piccolo in Solidaria Bari usiamo la #cassa di #mutuosoccorso per coprire la giornata di paga di chi vive in un limbo tra la voglia di manifestare e la difficoltà nel rinunciare al reddito. Persone precarie, migranti, invisibili sotto ricatto, senza contratto.
Il #movimento di solidarietà alla resistenza palestinese e contro il genocidio è importante che abbia alcune caratteristiche. L'urgenza, perché Gaza sta bruciando adesso. L'efficacia, perché solo cambiando i rapporti di forza diamo il nostro contributo. La permanenza, perché i rapporti di forza non si cambiano in un solo giorno o con un solo sciopero.
C'è bisogno di agire con urgenza e anche attrezzarsi per dare continuità alla mobilitazione. Ma come? Prima di tutto è necessario relazionarsi, mettersi in contatto, ascoltare il popolo palestinese, le sue voci.
Contemporaneamente come reggiamo altri scioperi? Come reggiamo uno stato di agitazione permanente? Come ampliare la mobilitazione pensando a chi è sotto ricatto, precariə nella vita, sui posti di lavoro? Diventa necessario, se non indispensabile, istituire casse di resistenza, mutualistiche. Non solo localmente osul piano associativo, bensì casse nazionali diffuse, intersindacali.
E poi quale programma sociale alternativo all'#economia di guerra, al capitalismo costruiamo? Insieme al boicottaggio, ai blocchi, alle sanzioni da agire e rivendicare, sono necessarie altre pratiche e lotte: produzioni fuori dalle logiche del profitto, contro e fuori la Grande distribuzione organizzata, produzioni #fuorimercato. Produzioni tramite lavoro in #autogestione. Riappropriarsi di terre, spazi pubblici, dei mezzi di produzione e di cura. Supportare le economie della resistenza palestinese, costruire economie della cura, #ecologiste, #anticapitaliste.
Per questo c'è da sostenere il movimento tarantino che pretende e lotta per la #chiusura dell'#exIlva, per dare vita al Piano Taranto, alla bonifica di un territorio anch'esso martoriato. Un piano dalla parte della classe operaia, della città, del diritto a respirare.
C'è da sostenere la lotta del Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze e del movimento solidale #Insorgiamo per la #reindustrializzazione ecologica per la produzione dei pannelli fotovoltaici e delle cargo bike.
Insieme ai blocchi, agli scioperi, alla solidarietà alla Global sumud flotilla, con queste economie alternative possiamo rompere con l'economia di guerra, possiamo fare esercizio e apprendimento concreto di contropotere, di ecosocialismo.
E c'è bisogno di solidarizzare con tutti i #popoli oppressi, i popoli che subiscono invasione del proprio territorio, morte, oppressione. Dal Congo al Sudan, all'Ucraina. Al Bread&Roses abbiamo costruito relazioni con realtà palestinesi, con collettivi di lavoratori e collettivi femministi ucraini. Siamo contro tutti gli imperialismi.
#Palestina libera dal fiume fino al mare
con Grottaglie per la Palestina, Taranto per la Palestina, Assemblea Bari X Palestina, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Da decenni lavoratorə, studentə insieme non si astenevano dal #lavoro, non si mobilitavano per dare solidarietà alla #resistenza di un popolo in lotta. È un momento storico, inimmaginabile fino a poco tempo fa, quando la parola genocidio non era pronunciabile in pubblico. Quando ad esempio il movimento giovanile dell'#Intifada nella primavera del 2024 veniva represso, non considerato.
Non tuttə, però, possono permettersi di scioperare, scendere in piazza in maniera permanente. Cosa si fa per sopperire a questa difficoltà? Nel nostro piccolo in Solidaria Bari usiamo la #cassa di #mutuosoccorso per coprire la giornata di paga di chi vive in un limbo tra la voglia di manifestare e la difficoltà nel rinunciare al reddito. Persone precarie, migranti, invisibili sotto ricatto, senza contratto.
Il #movimento di solidarietà alla resistenza palestinese e contro il genocidio è importante che abbia alcune caratteristiche. L'urgenza, perché Gaza sta bruciando adesso. L'efficacia, perché solo cambiando i rapporti di forza diamo il nostro contributo. La permanenza, perché i rapporti di forza non si cambiano in un solo giorno o con un solo sciopero.
C'è bisogno di agire con urgenza e anche attrezzarsi per dare continuità alla mobilitazione. Ma come? Prima di tutto è necessario relazionarsi, mettersi in contatto, ascoltare il popolo palestinese, le sue voci.
Contemporaneamente come reggiamo altri scioperi? Come reggiamo uno stato di agitazione permanente? Come ampliare la mobilitazione pensando a chi è sotto ricatto, precariə nella vita, sui posti di lavoro? Diventa necessario, se non indispensabile, istituire casse di resistenza, mutualistiche. Non solo localmente osul piano associativo, bensì casse nazionali diffuse, intersindacali.
E poi quale programma sociale alternativo all'#economia di guerra, al capitalismo costruiamo? Insieme al boicottaggio, ai blocchi, alle sanzioni da agire e rivendicare, sono necessarie altre pratiche e lotte: produzioni fuori dalle logiche del profitto, contro e fuori la Grande distribuzione organizzata, produzioni #fuorimercato. Produzioni tramite lavoro in #autogestione. Riappropriarsi di terre, spazi pubblici, dei mezzi di produzione e di cura. Supportare le economie della resistenza palestinese, costruire economie della cura, #ecologiste, #anticapitaliste.
Per questo c'è da sostenere il movimento tarantino che pretende e lotta per la #chiusura dell'#exIlva, per dare vita al Piano Taranto, alla bonifica di un territorio anch'esso martoriato. Un piano dalla parte della classe operaia, della città, del diritto a respirare.
C'è da sostenere la lotta del Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze e del movimento solidale #Insorgiamo per la #reindustrializzazione ecologica per la produzione dei pannelli fotovoltaici e delle cargo bike.
Insieme ai blocchi, agli scioperi, alla solidarietà alla Global sumud flotilla, con queste economie alternative possiamo rompere con l'economia di guerra, possiamo fare esercizio e apprendimento concreto di contropotere, di ecosocialismo.
E c'è bisogno di solidarizzare con tutti i #popoli oppressi, i popoli che subiscono invasione del proprio territorio, morte, oppressione. Dal Congo al Sudan, all'Ucraina. Al Bread&Roses abbiamo costruito relazioni con realtà palestinesi, con collettivi di lavoratori e collettivi femministi ucraini. Siamo contro tutti gli imperialismi.
#Palestina libera dal fiume fino al mare
con Grottaglie per la Palestina, Taranto per la Palestina, Assemblea Bari X Palestina, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Comunicato su Villa Capriati.
Lotte sociali, riappropriazione e solidarietà in città nella lotta per la Palestina libera!
Lotte sociali, riappropriazione e solidarietà in città nella lotta per la Palestina libera!
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Riparte l'Emporio Fuorimercato al B&Rs
Un emporio di comunità autogestito nato all'interno del B&Rs. Alla gestione dell'emporio partecipano tutti i soggetti che compongono la filiera.
Sostiene piccole realtà produttive, locali e delle rete Fuorimercato che costruiscono filiere agroecologiche alternative alla Grande Distribuzione Organizzata.
🇵🇸 La spesa settimanale all'Emporio è libera dai prodotti che finanziano l'economia del genocidio e l'occupazione israeliana in Palestina. Il B&Rs aderisce alla campagna SPLAI Spazi Liberi dall’apartheid israeliana. Una campagna promossa da #BDS - nei confronti di Israele. BDS è un movimento internazionale per la resistenza, la giustizia e la liberazione del popolo palestinese. Per saperne di più www.bdsitalia.org -
📝 Per fare la spesa:
https://forms.gle/ADEVS3z7iDb4mbxM9
📌 Vuoi ricevere ogni settimana la lista della spesa? Iscriviti al Gruppo Wapp https://chat.whatsapp.com/Icdo2h3i2FM6M2Wq7zHvHZ o
Canale Tg https://news.1rj.ru/str/emporiofmbari
Un emporio di comunità autogestito nato all'interno del B&Rs. Alla gestione dell'emporio partecipano tutti i soggetti che compongono la filiera.
Sostiene piccole realtà produttive, locali e delle rete Fuorimercato che costruiscono filiere agroecologiche alternative alla Grande Distribuzione Organizzata.
🇵🇸 La spesa settimanale all'Emporio è libera dai prodotti che finanziano l'economia del genocidio e l'occupazione israeliana in Palestina. Il B&Rs aderisce alla campagna SPLAI Spazi Liberi dall’apartheid israeliana. Una campagna promossa da #BDS - nei confronti di Israele. BDS è un movimento internazionale per la resistenza, la giustizia e la liberazione del popolo palestinese. Per saperne di più www.bdsitalia.org -
📝 Per fare la spesa:
https://forms.gle/ADEVS3z7iDb4mbxM9
📌 Vuoi ricevere ogni settimana la lista della spesa? Iscriviti al Gruppo Wapp https://chat.whatsapp.com/Icdo2h3i2FM6M2Wq7zHvHZ o
Canale Tg https://news.1rj.ru/str/emporiofmbari
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Vi ricordiamo che per fare la spesa potete compilare il modulo entro le 19 di oggi.
A domani dalle ore 17.30 alle 20.30 per il ritiro delle cassette presso il Bread&Roses o per la consegna
📝 Il modulo di prenotazione della spesa: https://forms.gle/ADEVS3z7iDb4mbxM9
Domani è sciopero generale per la Palestina. Appuntamento ore 9 Molo san Nicola. Scioperiamo anche dalla spesa che finanzia direttamente o indirettamente il genocidio.
Facciamo la spesa nei circuiti fuori dall'economia di guerra, presso gli spazi affiliati allo SPLAI: spazi liberati dall'apartheid israeliana, campagna promossa da BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzionamento)
A domani dalle ore 17.30 alle 20.30 per il ritiro delle cassette presso il Bread&Roses o per la consegna
📝 Il modulo di prenotazione della spesa: https://forms.gle/ADEVS3z7iDb4mbxM9
Domani è sciopero generale per la Palestina. Appuntamento ore 9 Molo san Nicola. Scioperiamo anche dalla spesa che finanzia direttamente o indirettamente il genocidio.
Facciamo la spesa nei circuiti fuori dall'economia di guerra, presso gli spazi affiliati allo SPLAI: spazi liberati dall'apartheid israeliana, campagna promossa da BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzionamento)
Google Docs
03.10.2025 | Emporio Fuorimercato al B&Rs
La spesa dell'Emporio Fuorimercato al Bread&Roses
L'Emporio Fuorimercato è un emporio di comunità autogestito nato all'interno dello spazio di mutuo soccorso Bread&Roses. Alla gestione dell'emporio partecipano tutti i soggetti che compongono la filiera.
Sostiene…
L'Emporio Fuorimercato è un emporio di comunità autogestito nato all'interno dello spazio di mutuo soccorso Bread&Roses. Alla gestione dell'emporio partecipano tutti i soggetti che compongono la filiera.
Sostiene…
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𝗟𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮, 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶.
Giovedì 25 settembre al B&Rs abbiamo incontrato e ascoltato lə compagnə della Convocatoria Ecologista Taranto Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, NO ALLA Discarica su un nuovo diritto a respirare, sul diritto al conflitto sociale per agire una trasformazione eco-sociale a partire dai territori che viviamo.
Un appuntamento arrivato tra la grande mobilitazione del 22 settembre, in occasione dello #sciopero generale indetto dai sindacati di base — e il 'weekend lungo' di sciopero del 3 ottobre e la marea a Roma del giorno dopo. Una mobilitazione che ha portato al blocco di porti, tangenziali, autostrade, stazioni ferroviarie e autoporti per pretendere la fine del genocidio in #Palestina, l’embargo totale verso Israele, a sostegno della resistenza del popolo palestinese. Una resistenza che aiuta noi a lottare, a liberarci collettivamente, a convergere nelle lotte sociali attive sui territori, come accade a #Taranto: contro la discarica al quartiere Paolo VI, per la difesa del fiume Tara, per la chiusura e la bonifica dell'ex-Ilva tramite l'attuazione del #PianoTaranto, un progetto nato dal basso grazie al lavoro congiunto tra operai, associazioni e solidali. #Lotte ecologiste per difendere quartieri, terre, ecosistemi da opere inutili e dannose.
Battaglie decoloniali che ribadiscono come tali opere vadano fermate, a Taranto e altrove. Battaglie che rappresentano un esempio importante per tutte le comunità diffuse nei sud che viviamo, in città come in campagna. Comunità che da anni difendono territori devastati dalla monocoltura dell’#acciaio, dell’#inquinamento e della #militarizzazione. Quelle comunità che, pur avendo tutto da perdere nelle condizioni di precarietà e sofferenza in cui si vive, continuiamo a stare dalla parte giusta della barricata e della storia.
Lə compagnə di Taranto hanno sottolineato come esiste un filo rosso che ci unisce tuttə: dagli espropri delle terre e degli ulivi — simboli centrali della resistenza palestinese — fino agli espropri dei territori del Salento, degli alberi del Tara, ai 1500 ettari sottratti dall’ex Ilva e ai 90 ettari sequestrati alla città dalla Marina Militare, circondati da un muraglione di sette metri per oltre tre chilometri, fino ad arrivare a progetti nocivi limitrofi ai quartieri popolari, come il progetto del sistema d’impianto di inerti a Paolo VI.
È stato un momento, fin dall'inizio dell'assemblea, per dare la nostra #solidarietà incondizionata a tuttə coloro che subiscono repressione, abuso di potere e arresti durante le mobilitazioni per difendere le nostre terre, fino alla Palestina. Liberə tuttə! Liberə Andre, Bak e Gui!
Giovedì 25 settembre al B&Rs abbiamo incontrato e ascoltato lə compagnə della Convocatoria Ecologista Taranto Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, NO ALLA Discarica su un nuovo diritto a respirare, sul diritto al conflitto sociale per agire una trasformazione eco-sociale a partire dai territori che viviamo.
Un appuntamento arrivato tra la grande mobilitazione del 22 settembre, in occasione dello #sciopero generale indetto dai sindacati di base — e il 'weekend lungo' di sciopero del 3 ottobre e la marea a Roma del giorno dopo. Una mobilitazione che ha portato al blocco di porti, tangenziali, autostrade, stazioni ferroviarie e autoporti per pretendere la fine del genocidio in #Palestina, l’embargo totale verso Israele, a sostegno della resistenza del popolo palestinese. Una resistenza che aiuta noi a lottare, a liberarci collettivamente, a convergere nelle lotte sociali attive sui territori, come accade a #Taranto: contro la discarica al quartiere Paolo VI, per la difesa del fiume Tara, per la chiusura e la bonifica dell'ex-Ilva tramite l'attuazione del #PianoTaranto, un progetto nato dal basso grazie al lavoro congiunto tra operai, associazioni e solidali. #Lotte ecologiste per difendere quartieri, terre, ecosistemi da opere inutili e dannose.
Battaglie decoloniali che ribadiscono come tali opere vadano fermate, a Taranto e altrove. Battaglie che rappresentano un esempio importante per tutte le comunità diffuse nei sud che viviamo, in città come in campagna. Comunità che da anni difendono territori devastati dalla monocoltura dell’#acciaio, dell’#inquinamento e della #militarizzazione. Quelle comunità che, pur avendo tutto da perdere nelle condizioni di precarietà e sofferenza in cui si vive, continuiamo a stare dalla parte giusta della barricata e della storia.
Lə compagnə di Taranto hanno sottolineato come esiste un filo rosso che ci unisce tuttə: dagli espropri delle terre e degli ulivi — simboli centrali della resistenza palestinese — fino agli espropri dei territori del Salento, degli alberi del Tara, ai 1500 ettari sottratti dall’ex Ilva e ai 90 ettari sequestrati alla città dalla Marina Militare, circondati da un muraglione di sette metri per oltre tre chilometri, fino ad arrivare a progetti nocivi limitrofi ai quartieri popolari, come il progetto del sistema d’impianto di inerti a Paolo VI.
È stato un momento, fin dall'inizio dell'assemblea, per dare la nostra #solidarietà incondizionata a tuttə coloro che subiscono repressione, abuso di potere e arresti durante le mobilitazioni per difendere le nostre terre, fino alla Palestina. Liberə tuttə! Liberə Andre, Bak e Gui!
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