tanti anni fa vidi solo l'anime e mi dico sempre che devo leggerlo ma non lo faccio mai alla fine
Visto che oggi vi ho deliziato con un audio da record (ne ho fatti pochi così lunghi) vi spammo un pò il secondo singolo uscito da poco di un mio amico cantautore se vi andasse di ascoltare anche questo oggi
https://www.instagram.com/p/DQv9v6iCCl1/?igsh=bGM4a2MwcnEyMzAx
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Nuova Direzione è fuori ovunque.
Buon ascolto.
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❤3🔥1
Forwarded from Bruno Baraffa
Fumo e incenso a Shimo-Kitazawa
La pioggia batteva sull’asfalto come dita nervose su una tastiera esausta. Nella periferia stanca di Tokyo, lontano dai neon del centro e dagli odori troppo puliti dei quartieri residenziali, tra un pachinko spento e un konbini abbandonato c’era un bar dimenticato dal tempo. Si chiamava Himitsu, ma nessuno lo trovava per caso. Il bancone era di legno scrostato, l’illuminazione gialla come un ricordo stinto, e nell’aria, un misto di saké e incenso bruciato. Chi vi entrava non cercava compagnia, ma rifugio.
Io, Bruno Baraffa, vi entrai come un uomo che ha letto troppi manga e visto troppi anime per distinguere ormai il reale dal riflesso. Sedevo all’angolo più buio, con un bicchiere di whisky torbato davanti e un taccuino pieno di appunti sull’infanzia come merce e frasi taglienti come vetri. Di fronte a me, Miyajima Reiji, autore del best-seller Rent-A-Girlfriend, soppesava ogni sorso di shōchū davanti con l’aria pensierosa di chi ha venduto milioni di copie, ma ha perso qualcosa per strada. Il successo su Weekly Shōnen Magazine non l’aveva salvato dalla vertigine del pensiero.
Accanto, il Maestro Dorontabi. Non era un hikkikomori, almeno non più. Era un illustratore. Famoso per il suo tratto irregolare, evocativo, capace di fondere realismo, eros e sogno. L’arte sua aveva definito l’identità visiva di Blue Archive, quel gioco di Nexon che sembrava una galleria di archetipi in lotta con la modernità. Le sue illustrazioni non si limitavano a ornare, raccontavano. A ogni occhiata, un mondo; a ogni personaggio, un’interiorità sospesa.
Tre uomini con troppe idee e poca fede nel futuro.
Parlammo di ragazze. Di icone. Di ferite mascherate da personaggi.
La pioggia batteva sull’asfalto come dita nervose su una tastiera esausta. Nella periferia stanca di Tokyo, lontano dai neon del centro e dagli odori troppo puliti dei quartieri residenziali, tra un pachinko spento e un konbini abbandonato c’era un bar dimenticato dal tempo. Si chiamava Himitsu, ma nessuno lo trovava per caso. Il bancone era di legno scrostato, l’illuminazione gialla come un ricordo stinto, e nell’aria, un misto di saké e incenso bruciato. Chi vi entrava non cercava compagnia, ma rifugio.
Io, Bruno Baraffa, vi entrai come un uomo che ha letto troppi manga e visto troppi anime per distinguere ormai il reale dal riflesso. Sedevo all’angolo più buio, con un bicchiere di whisky torbato davanti e un taccuino pieno di appunti sull’infanzia come merce e frasi taglienti come vetri. Di fronte a me, Miyajima Reiji, autore del best-seller Rent-A-Girlfriend, soppesava ogni sorso di shōchū davanti con l’aria pensierosa di chi ha venduto milioni di copie, ma ha perso qualcosa per strada. Il successo su Weekly Shōnen Magazine non l’aveva salvato dalla vertigine del pensiero.
Accanto, il Maestro Dorontabi. Non era un hikkikomori, almeno non più. Era un illustratore. Famoso per il suo tratto irregolare, evocativo, capace di fondere realismo, eros e sogno. L’arte sua aveva definito l’identità visiva di Blue Archive, quel gioco di Nexon che sembrava una galleria di archetipi in lotta con la modernità. Le sue illustrazioni non si limitavano a ornare, raccontavano. A ogni occhiata, un mondo; a ogni personaggio, un’interiorità sospesa.
Tre uomini con troppe idee e poca fede nel futuro.
Parlammo di ragazze. Di icone. Di ferite mascherate da personaggi.
Forwarded from Bruno Baraffa
Miyajima guardò il suo bicchiere. «Chizuru è il simulacro dell’ideale. Bella, educata, forte, eppure imprigionata nel ruolo che ha scelto: quello della ‘fidanzata perfetta’. A vent’anni, si divide tra attrice e ragazza in affitto, ma ogni ruolo è una maschera che si incolla all’anima. Recita l'amore, ma sotto c'è l'ambizione, il dolore, il rifiuto di mostrarsi fragile. Vuole mostrarsi come la donna forte del XXI secolo, ma è chiusa in uno schema che non può più abbandonare».
Dorontabi annuì. «La sua forza è nel contenimento. Non dà mai tutto. Rimane irraggiungibile, perché è l’idea dell’amore, non la sua realtà.»
«Ruka invece è il desiderio che reclama attenzione.» proseguii. «Impulsiva, 17 anni, il cuore che per la prima volta batte troppo forte, letteralmente e metaforicamente. Rappresenta l’amore che non vuole negoziare: invadente, ma autentico.»
«Autenticità che però soffoca,» disse Miyajima. «Ruka ama, ma vuole possedere. Non capisce che Kazuya è attratto da ciò che non si può avere. Da ciò che resta distante.»
«Sumi, invece, è silenzio che parla,» disse Dorontabi. «La ragazza che dice poco, ma ascolta tutto. L’insicurezza fatta carne. È il personaggio che cresce, ma in punta di piedi. Non vuole essere più vista come una fidanzata, ma come persona.»
«E infine Mami,» mormorai, «l’antagonista travestita da ex. Intelligente, calcolatrice. Il fantasma della relazione tossica. Ma è anche la più onesta: non finge amore. È specchio e abisso.»
«Mami è la società,» aggiunse Miyajima con un ghigno amaro. «Cambia volto, ma non si affeziona mai. È ciò che resta dopo l’innocenza. Tutte ragazze diverse, tutte risposte sbagliate a un vuoto che non si può colmare.»
Dorontabi annuì. «La sua forza è nel contenimento. Non dà mai tutto. Rimane irraggiungibile, perché è l’idea dell’amore, non la sua realtà.»
«Ruka invece è il desiderio che reclama attenzione.» proseguii. «Impulsiva, 17 anni, il cuore che per la prima volta batte troppo forte, letteralmente e metaforicamente. Rappresenta l’amore che non vuole negoziare: invadente, ma autentico.»
«Autenticità che però soffoca,» disse Miyajima. «Ruka ama, ma vuole possedere. Non capisce che Kazuya è attratto da ciò che non si può avere. Da ciò che resta distante.»
«Sumi, invece, è silenzio che parla,» disse Dorontabi. «La ragazza che dice poco, ma ascolta tutto. L’insicurezza fatta carne. È il personaggio che cresce, ma in punta di piedi. Non vuole essere più vista come una fidanzata, ma come persona.»
«E infine Mami,» mormorai, «l’antagonista travestita da ex. Intelligente, calcolatrice. Il fantasma della relazione tossica. Ma è anche la più onesta: non finge amore. È specchio e abisso.»
«Mami è la società,» aggiunse Miyajima con un ghigno amaro. «Cambia volto, ma non si affeziona mai. È ciò che resta dopo l’innocenza. Tutte ragazze diverse, tutte risposte sbagliate a un vuoto che non si può colmare.»
Forwarded from Bruno Baraffa
Il ghiaccio si era sciolto nel fondo dei bicchieri, ma nessuno di noi lo notava. Le parole pesavano più dell’alcol. A un certo punto, Dorontabi sollevò lo sguardo, le pupille immobili sotto la luce tremolante.
«Sapete qual è la più grande menzogna del nostro tempo?» chiese. «Che l’innocenza sia una condizione da superare. Un errore evolutivo da correggere.»
Fece una pausa. Poi continuò.
«In Blue Archive, l’innocenza non è ignoranza: è resistenza. Le ragazze combattono, ridono, si affezionano. Ma non hanno ancora svenduto l’anima al cinismo. Non sono ingenue: sono coscienti. Eppure scelgono di credere, di amare, di proteggere. È una forma di insurrezione esistenziale.»
Miyajima annuì, lentamente. «Chizuru protegge la propria immagine. Le tue ragazze proteggono il mondo.»
Dorontabi tirò una boccata di fumo. «Le protagoniste sono soldatesse dell’anima. In una società che pornografa tutto, persino la fragilità, loro incarnano un’innocenza lucida, volontaria. La mantengono non perché non sappiano, ma perché sanno troppo.»
«Un’innocenza scelta, dunque,» dissi. «Come quella dei santi o dei folli. Una scelta morale consapevole, non istintiva.»
«Esatto,» rispose. «Ogni loro gesto, ogni cura tra compagne, ogni missione, è una forma di opposizione all’algida indifferenza del mondo post-umano. Loro offrono relazioni vere.»
Poi concluse, abbassando la voce:
«E in questo, sono più reali di molte persone in carne e ossa. Perché l’innocenza non è assenza di male. È presenza ostinata di bene, nonostante tutto.»
E lì, tra alcol, fumo e i bicchieri scheggiati, capii che in quel bar parlavano tre uomini di arte come si parlerebbe di ferite: con pudore, ma senza filtri. E nella loro arte, tra carta, pixel e silenzi, si nascondeva ancora un riflesso del vivente. Forse l’ultimo.
«Sapete qual è la più grande menzogna del nostro tempo?» chiese. «Che l’innocenza sia una condizione da superare. Un errore evolutivo da correggere.»
Fece una pausa. Poi continuò.
«In Blue Archive, l’innocenza non è ignoranza: è resistenza. Le ragazze combattono, ridono, si affezionano. Ma non hanno ancora svenduto l’anima al cinismo. Non sono ingenue: sono coscienti. Eppure scelgono di credere, di amare, di proteggere. È una forma di insurrezione esistenziale.»
Miyajima annuì, lentamente. «Chizuru protegge la propria immagine. Le tue ragazze proteggono il mondo.»
Dorontabi tirò una boccata di fumo. «Le protagoniste sono soldatesse dell’anima. In una società che pornografa tutto, persino la fragilità, loro incarnano un’innocenza lucida, volontaria. La mantengono non perché non sappiano, ma perché sanno troppo.»
«Un’innocenza scelta, dunque,» dissi. «Come quella dei santi o dei folli. Una scelta morale consapevole, non istintiva.»
«Esatto,» rispose. «Ogni loro gesto, ogni cura tra compagne, ogni missione, è una forma di opposizione all’algida indifferenza del mondo post-umano. Loro offrono relazioni vere.»
Poi concluse, abbassando la voce:
«E in questo, sono più reali di molte persone in carne e ossa. Perché l’innocenza non è assenza di male. È presenza ostinata di bene, nonostante tutto.»
E lì, tra alcol, fumo e i bicchieri scheggiati, capii che in quel bar parlavano tre uomini di arte come si parlerebbe di ferite: con pudore, ma senza filtri. E nella loro arte, tra carta, pixel e silenzi, si nascondeva ancora un riflesso del vivente. Forse l’ultimo.
Forwarded from Davide
Oggi ho guardato di sfuggita il programma dei pacchi sulla rai. Questa coppia di fidanzati in foto, ha raccontato di essersi conosciuta fuori ad un locale ma prima che la relazione andasse in porto, ci sono voluti CINQUE MESI di corteggiamento da parte di lui.
Lo so che non è nulla di strano: molti uomini medi purtroppo devono sottostare a questa strafila — e direi che sono proprio queste le tempistiche per la maggior parte delle coppie affinché si formino.
Cosa accade nello specifico (ATTENZIONE NON MI RIFERISCO ALLA COPPIA IN QUESTIONE MA A CASI SIMILI):
Solitamente in questi casi la ragazza —pur non essendo una gran bellezza— ha più uomini beta che le ronzano attorno in contemporanea e che lei mantiene in attesa. Nel frattempo studia le mosse di ciascuno per capire quale dei beta è abbastanza motivato ed affidabile per un'eventuale relazione "seria". Nel mentre ovviamente continua ad uscire con i bellocci/malesseri conosciuti su tinder o nei locali per scoparseli la sera stessa e dar così sfogo alle pulsioni sessuali più ataviche.
Quando "finalmente" ella decide di mettere la testa a posto, pesca dal mucchio il beta che si è dimostrato più affidabile, motivato e spendaccione nei suoi confronti (regali, cene, viaggi etc.) e che le sarà utile come provider.
Dunque dal punto di vista dell'uomo: cinque mesi di fatica, tempo perso e soldi spesi, per ottenere cosa? Una normobruttina che nel frattempo si è divertita con chi davvero la attraeva? Una donna che come tutte, con ogni probabilità ti renderà la vita un'inferno tra problemi psicologici, insicurezze, corna, leggi che la tutelano in casi di figli, etc..
Lei nel frattempo dall'alto del suo potere decisionale, penserà di avervi fatto persino un favore a scegliervi e vi tratterà per tutta la durata della relazione come dei "droni" che le dovranno dimostrare ogni giorno di aver fatto la scelta giusta.
Questa purtroppo è la vita che tocca all'uomo medio, ma mi chiedo... Ne vale ancora la pena con le donne di oggi?
Per questo motivo oggi il modello di uomo vincente non è certamente il buon padre di famiglia come accadeva negli anni '50, anzi, quello è l'ultimo dei cretini. Il modello vincente oggi non può che essere Chad il quale ottiene sesso e validazione istantanea senza troppo sforzo. Questa è la società che abbiamo creato.
Lo so che non è nulla di strano: molti uomini medi purtroppo devono sottostare a questa strafila — e direi che sono proprio queste le tempistiche per la maggior parte delle coppie affinché si formino.
Cosa accade nello specifico (ATTENZIONE NON MI RIFERISCO ALLA COPPIA IN QUESTIONE MA A CASI SIMILI):
Solitamente in questi casi la ragazza —pur non essendo una gran bellezza— ha più uomini beta che le ronzano attorno in contemporanea e che lei mantiene in attesa. Nel frattempo studia le mosse di ciascuno per capire quale dei beta è abbastanza motivato ed affidabile per un'eventuale relazione "seria". Nel mentre ovviamente continua ad uscire con i bellocci/malesseri conosciuti su tinder o nei locali per scoparseli la sera stessa e dar così sfogo alle pulsioni sessuali più ataviche.
Quando "finalmente" ella decide di mettere la testa a posto, pesca dal mucchio il beta che si è dimostrato più affidabile, motivato e spendaccione nei suoi confronti (regali, cene, viaggi etc.) e che le sarà utile come provider.
Dunque dal punto di vista dell'uomo: cinque mesi di fatica, tempo perso e soldi spesi, per ottenere cosa? Una normobruttina che nel frattempo si è divertita con chi davvero la attraeva? Una donna che come tutte, con ogni probabilità ti renderà la vita un'inferno tra problemi psicologici, insicurezze, corna, leggi che la tutelano in casi di figli, etc..
Lei nel frattempo dall'alto del suo potere decisionale, penserà di avervi fatto persino un favore a scegliervi e vi tratterà per tutta la durata della relazione come dei "droni" che le dovranno dimostrare ogni giorno di aver fatto la scelta giusta.
Questa purtroppo è la vita che tocca all'uomo medio, ma mi chiedo... Ne vale ancora la pena con le donne di oggi?
Per questo motivo oggi il modello di uomo vincente non è certamente il buon padre di famiglia come accadeva negli anni '50, anzi, quello è l'ultimo dei cretini. Il modello vincente oggi non può che essere Chad il quale ottiene sesso e validazione istantanea senza troppo sforzo. Questa è la società che abbiamo creato.
Forwarded from George Stobbart
allora ragazzi sono pronto a intraprendere una azione legale ai danni di just eat perchè il mio fottuto kebab doveva essere qui alle 21:25 e ad ora non solo non ho ricevuto la mia cena ma il delivery guy non mi ha ancora mandato un sms di scuse per il ritardo e tutto ciò è ovviamente inaccettabile sopratutto quando si tratta del kebab di sabato sera
❤5
Forwarded from Fortuna Miao
Un post di un'importanza unica, ragazzə.
TL;DR: sono stato scelto come unico co-streamer ufficiale di Twitch per i The Game Awards 2021.
ESATTO.
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Il post, che sì vi avviso ÈscrittoCOLLOQUIALEeQUINDIblablablaFASCHIFOetc :
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[Parte ANTEFATTO, saltabilissimo ma sta a voi]
Davvero, QUESTO è come quando nel 2015 vi annunciai che ero stato chiamato al cellulare (!) da Sony per quello che sarebbe diventato l'invito a Londra per Bloodborne; quella telefonata che inizialmente non credevo nemmeno fosse reale.
SO quanti di voi non pensano sia necessario sempre ribadire il mio dispiacere nel non darVi (salvo casi particolari) una schedule fissa e costante su Youtube; ma io tengo praticamente quanto alla mia vita il poter dare VERAMENTE il massimo -finché ne avrò la capacità- nei contenuti Video che fanno parte del percorso "Sabaku no Maiku", e se so che i mesi passati sullo Spirito dell'Influencer a livello di qualità ed "eredità" sono valsi fino all'ultimo secondo, so anche che tantissimi "volevano invece la serie X o la puntata Y", così come il fatto che sia stato un lavoro che abbia cannibalizzato "ancora una volta" L'Anima Oscura III o che ce ne siano altri all'orizzonte (un Episodio de L'Anima dei Lilin e un'Anteprima/VideoSpeciale su Elden Ring) è qualcosa che li innervosisce e delude molto, indipendentemente da tutte le ragioni e conseguenze di contenuto che ne derivino.
Non dirò mai che "hanno torto", anzi! Vorrei potermi moltiplicare, davvero.
Sutoriimaa poi essendo invece un "personaggio" quotidiano nelle mie apparizioni sul web sembra divorare tutto quando non è così, ma ha comunque fatto anche lui un percorso di crescita, come Pureeyaa in passato: entrambi da "canale secondario e terziario" son divenuti Secondo e Terzo, e per quanto frustrante sia stato per alcuni vedere hiatus in alcune cose specialissime che torneranno in auge il prossimo anno (Spirito dell'Esperto IV, anche se non subito <-), e per quanto vi ASSICURO che il mio più GRANDE problema ad oggi è inconfutabilmente il non avere collaboratori ed essere sempiternamente one man army (e potrà cambiare davvero solo in SnM 4.0 post-trasferimento o se putacaso spunta la Gigabit qui </3)...
Rendere ogni video il Meglio che posso fare in dato momento è per me qualcosa di imprescindibile, che sia nella componente di scrittura (e/o critica quanto completa) che in quella produttiva e post-produzionistica, e... Quello che conta di più è che lo possiate notare e percepire quando quel contenuto vi arriva. Vi chiedo di pazientare, farò sì di fare di Tutto per non deludervi: dedico la mia vita e professione a questo e non mollerò un secondo.
Il punto è...
Che come resi Pureeyaa un canale di gameplay che potesse dire la sua a livello di qualità e Format, almeno per i Miei standard... Il mio comunque cercare di dare sempre "qualcosa in più" alle dirette ogni volta che ne avevo la chance mi ha portato non solo a cambiare per sempre i miei strumenti e chance di produzione tramite il successo che hanno ottenuto e gli investimenti fatti per valorizzarlo, ma...
Grazie alle Effigi sul canale, la strada percorsa e come ho sempre seguito gli Eventi in diretta con voi... Oggi è successo l'inverosimile, che vi presento in modo più ordinato dopo questo flusso di coscienza per chi mi segue da tempo:
-------
[Il SUCCO, quello che è successo e accadrà]
------->
TWITCH aveva un solo slot (a differenza dell'E3 in cui ho condiviso il privilegio con PlayerInside e Cydonia) per nominare un co-streamer ufficiale per i The Game Awards in Italia, e... Sono io.
Guardate, è DAVVERO difficile capacitarsi di cosa significa, sia sotto il punto di vista passionale e umano che Professionale: sarò IL co-streamer ufficiale di Twitch per i TGA2021, e per "Ufficiale" lo intendo in tutti i modi possibili con badge, nome sul sito, ruolo pubblico e tutto ciò che comporta.
Dall'emozione dei "410" iscritti nell'Anima della Sfida del 2013 siamo nel 2021 con Michele/SnM come Ufficiale volto Italiano di Twitch per i TGA2021.
TL;DR: sono stato scelto come unico co-streamer ufficiale di Twitch per i The Game Awards 2021.
ESATTO.
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Il post, che sì vi avviso ÈscrittoCOLLOQUIALEeQUINDIblablablaFASCHIFOetc :
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[Parte ANTEFATTO, saltabilissimo ma sta a voi]
Davvero, QUESTO è come quando nel 2015 vi annunciai che ero stato chiamato al cellulare (!) da Sony per quello che sarebbe diventato l'invito a Londra per Bloodborne; quella telefonata che inizialmente non credevo nemmeno fosse reale.
SO quanti di voi non pensano sia necessario sempre ribadire il mio dispiacere nel non darVi (salvo casi particolari) una schedule fissa e costante su Youtube; ma io tengo praticamente quanto alla mia vita il poter dare VERAMENTE il massimo -finché ne avrò la capacità- nei contenuti Video che fanno parte del percorso "Sabaku no Maiku", e se so che i mesi passati sullo Spirito dell'Influencer a livello di qualità ed "eredità" sono valsi fino all'ultimo secondo, so anche che tantissimi "volevano invece la serie X o la puntata Y", così come il fatto che sia stato un lavoro che abbia cannibalizzato "ancora una volta" L'Anima Oscura III o che ce ne siano altri all'orizzonte (un Episodio de L'Anima dei Lilin e un'Anteprima/VideoSpeciale su Elden Ring) è qualcosa che li innervosisce e delude molto, indipendentemente da tutte le ragioni e conseguenze di contenuto che ne derivino.
Non dirò mai che "hanno torto", anzi! Vorrei potermi moltiplicare, davvero.
Sutoriimaa poi essendo invece un "personaggio" quotidiano nelle mie apparizioni sul web sembra divorare tutto quando non è così, ma ha comunque fatto anche lui un percorso di crescita, come Pureeyaa in passato: entrambi da "canale secondario e terziario" son divenuti Secondo e Terzo, e per quanto frustrante sia stato per alcuni vedere hiatus in alcune cose specialissime che torneranno in auge il prossimo anno (Spirito dell'Esperto IV, anche se non subito <-), e per quanto vi ASSICURO che il mio più GRANDE problema ad oggi è inconfutabilmente il non avere collaboratori ed essere sempiternamente one man army (e potrà cambiare davvero solo in SnM 4.0 post-trasferimento o se putacaso spunta la Gigabit qui </3)...
Rendere ogni video il Meglio che posso fare in dato momento è per me qualcosa di imprescindibile, che sia nella componente di scrittura (e/o critica quanto completa) che in quella produttiva e post-produzionistica, e... Quello che conta di più è che lo possiate notare e percepire quando quel contenuto vi arriva. Vi chiedo di pazientare, farò sì di fare di Tutto per non deludervi: dedico la mia vita e professione a questo e non mollerò un secondo.
Il punto è...
Che come resi Pureeyaa un canale di gameplay che potesse dire la sua a livello di qualità e Format, almeno per i Miei standard... Il mio comunque cercare di dare sempre "qualcosa in più" alle dirette ogni volta che ne avevo la chance mi ha portato non solo a cambiare per sempre i miei strumenti e chance di produzione tramite il successo che hanno ottenuto e gli investimenti fatti per valorizzarlo, ma...
Grazie alle Effigi sul canale, la strada percorsa e come ho sempre seguito gli Eventi in diretta con voi... Oggi è successo l'inverosimile, che vi presento in modo più ordinato dopo questo flusso di coscienza per chi mi segue da tempo:
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[Il SUCCO, quello che è successo e accadrà]
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TWITCH aveva un solo slot (a differenza dell'E3 in cui ho condiviso il privilegio con PlayerInside e Cydonia) per nominare un co-streamer ufficiale per i The Game Awards in Italia, e... Sono io.
Guardate, è DAVVERO difficile capacitarsi di cosa significa, sia sotto il punto di vista passionale e umano che Professionale: sarò IL co-streamer ufficiale di Twitch per i TGA2021, e per "Ufficiale" lo intendo in tutti i modi possibili con badge, nome sul sito, ruolo pubblico e tutto ciò che comporta.
Dall'emozione dei "410" iscritti nell'Anima della Sfida del 2013 siamo nel 2021 con Michele/SnM come Ufficiale volto Italiano di Twitch per i TGA2021.
Forwarded from Fortuna Miao
In un contesto ove le piattaforme come Youtube spingono terribilmente gli "Shorts" da 15 secondi e "3 video al giorno" e ove io ho sempre dedicato tutto al contenuto di "2 ore create in 3 mesi dalla pre alla post-produzione" con l'inserirvi di tutto me stesso e lo scalino da superare... E' accaduto quello che avete appena letto.
...Questo senza considerare NIENTE del circondario che riguarda il lavoro di critica, della mia posizione nei Souls, o nei confronti delle Major etc (e scusatemi la mega parentesi ma ricordiamoci sempre come, cosa spesso malinterpretata e discussa male, si possa ottenere rispetto, ufficialità e rapporti serissimi quanto belli anche Criticando le aziende e le loro opere, ANZI ti distingue dal concetto di "Influencing" pubblicitario, che non è certamente "il Male" ma non l'unica strada, per Niente).
Ecco perché a vedere questi risultati soffro così tanto nel non riuscire a farvi poi Tutti felici, a dare a ciascuno il Meglio di ciò che vorrebbe da me SEMPRE, trovandomi costretto a temporanei "imbuti" nonostante la schedule di lavoro sia ormai evoluta e molto più ordinata che in passato.
Ciò nonostante... Sono qui, Non mi fermo e vi ringrazio dal più profondo del cuore e dell'orgoglio che posso provare, perché si mischia a ENORME senso di responsabilità.
Giovedì Notte (l'Alba di Venerdì 10) da mezzanotte sarò Live per i TGA 2021, e non vedo l'ora di darVi il miglior servizio, commento e compagnia possibile.
Grazie di cuore a Tutti.
FIGHT.
...Questo senza considerare NIENTE del circondario che riguarda il lavoro di critica, della mia posizione nei Souls, o nei confronti delle Major etc (e scusatemi la mega parentesi ma ricordiamoci sempre come, cosa spesso malinterpretata e discussa male, si possa ottenere rispetto, ufficialità e rapporti serissimi quanto belli anche Criticando le aziende e le loro opere, ANZI ti distingue dal concetto di "Influencing" pubblicitario, che non è certamente "il Male" ma non l'unica strada, per Niente).
Ecco perché a vedere questi risultati soffro così tanto nel non riuscire a farvi poi Tutti felici, a dare a ciascuno il Meglio di ciò che vorrebbe da me SEMPRE, trovandomi costretto a temporanei "imbuti" nonostante la schedule di lavoro sia ormai evoluta e molto più ordinata che in passato.
Ciò nonostante... Sono qui, Non mi fermo e vi ringrazio dal più profondo del cuore e dell'orgoglio che posso provare, perché si mischia a ENORME senso di responsabilità.
Giovedì Notte (l'Alba di Venerdì 10) da mezzanotte sarò Live per i TGA 2021, e non vedo l'ora di darVi il miglior servizio, commento e compagnia possibile.
Grazie di cuore a Tutti.
FIGHT.
Forwarded from Bruno Baraffa
Una serata al Rokusan Angel
Tokyo, distretto di Roppongi, 10 Novembre 2025, ore 22.47.
Le luci smeraldo scivolavano dall’alto come un’aurora artificiale, avvolgendo il palco in un bagliore sospeso tra sogno e teatro.
Al centro, come emersa da una fiaba cucita di raso, la giovane Momo stringeva tra le mani il microfono, ma non lo usava ancora. Prima giocava, esitava, incantava. Gonfiava le guance come una bambola capricciosa, un gesto semplice che però catturava l’intera sala.
Il suo vestito, un’esplosione di rosa e pizzi, sembrava vivo: strati su strati di tulle ondeggiavano a ogni minimo movimento, come petali presi da un vento immaginario. La luce si posava sui dettagli argentati, facendoli brillare come minuscole stelle incastonate nella stoffa.
Era grazia, ma anche gioco. Eleganza, ma con quella malizia leggera di chi si divertiva sul palco.
Alle sue spalle, il fondale luminoso pulsava con un ritmo lento, accompagnando l’attesa. Momo inclinava appena il capo, osservando il pubblico da sotto la frangia come se custodisse un segreto.
E per un istante sembrava davvero una creatura di zucchero e scenografia, un personaggio scivolato fuori da una favola pop, pronta a trasformare un gesto innocente in un incantesimo.
Il locale grande, caldo, immerso nel brusio, tratteneva la sua magia.
E quando lei stringeva le mani sul petto e lasciava affiorare un sorriso, la storia riprendeva a muoversi.
Io, me medesimo, il sottoscritto Bruno Baraffa, ero seduto al tavolo in prima fila accanto ad Avrei Potuto Salvarla. Sì, si faceva chiamare così, un nome che era già una storia. Portava il peso delle possibilità non realizzate con la stessa eleganza con cui reggeva il suo bicchiere di umeshu.
«Bruno,» disse guardando l'esibizione, «tu credi che si possa amare senza distruggere ciò che si ama?»
Lo guardai, serio. «Credo che amare significhi proprio esporsi al rischio della rovina. L’amore autentico non preserva, si dona. E ciò che si dona, si perde.»
Lui sorrise amaramente. «È per questo che Ceres Fauna è andata via, forse. Perché voleva essere amata senza essere consumata.»
«O forse,» replicai, «non ha capito che consumarsi è parte dell’essere vivi. L’amore non è eterno come pensano i poeti, è fragile come un bicchiere lasciato troppo vicino al bordo.»
Tacque. Poi parlò, con quella voce che era più colpa che suono:
«Sai cosa mi disse l’ultima volta? “Se mi amavi davvero, perché non hai fatto nulla?” E io... non avevo risposta. Solo silenzio e cuore lento.»
«Avrei potuto salvarla,» mormorò ancora.
«No,» risposi. «Nessuno salva nessuno. Si può solo amare, e sperare che l’altro scelga di restare.»
Fu allora che lo sguardo di Avrei Potuto Salvarla si perse tra le luci al neon della bottigliera. «E se l’amore fosse solo l’eco di una mancanza primordiale?»
«Allora siamo tutti orfani di qualcosa che non abbiamo mai avuto. Ma non per questo dobbiamo smettere di cercarlo.»
Tokyo, distretto di Roppongi, 10 Novembre 2025, ore 22.47.
Le luci smeraldo scivolavano dall’alto come un’aurora artificiale, avvolgendo il palco in un bagliore sospeso tra sogno e teatro.
Al centro, come emersa da una fiaba cucita di raso, la giovane Momo stringeva tra le mani il microfono, ma non lo usava ancora. Prima giocava, esitava, incantava. Gonfiava le guance come una bambola capricciosa, un gesto semplice che però catturava l’intera sala.
Il suo vestito, un’esplosione di rosa e pizzi, sembrava vivo: strati su strati di tulle ondeggiavano a ogni minimo movimento, come petali presi da un vento immaginario. La luce si posava sui dettagli argentati, facendoli brillare come minuscole stelle incastonate nella stoffa.
Era grazia, ma anche gioco. Eleganza, ma con quella malizia leggera di chi si divertiva sul palco.
Alle sue spalle, il fondale luminoso pulsava con un ritmo lento, accompagnando l’attesa. Momo inclinava appena il capo, osservando il pubblico da sotto la frangia come se custodisse un segreto.
E per un istante sembrava davvero una creatura di zucchero e scenografia, un personaggio scivolato fuori da una favola pop, pronta a trasformare un gesto innocente in un incantesimo.
Il locale grande, caldo, immerso nel brusio, tratteneva la sua magia.
E quando lei stringeva le mani sul petto e lasciava affiorare un sorriso, la storia riprendeva a muoversi.
Io, me medesimo, il sottoscritto Bruno Baraffa, ero seduto al tavolo in prima fila accanto ad Avrei Potuto Salvarla. Sì, si faceva chiamare così, un nome che era già una storia. Portava il peso delle possibilità non realizzate con la stessa eleganza con cui reggeva il suo bicchiere di umeshu.
«Bruno,» disse guardando l'esibizione, «tu credi che si possa amare senza distruggere ciò che si ama?»
Lo guardai, serio. «Credo che amare significhi proprio esporsi al rischio della rovina. L’amore autentico non preserva, si dona. E ciò che si dona, si perde.»
Lui sorrise amaramente. «È per questo che Ceres Fauna è andata via, forse. Perché voleva essere amata senza essere consumata.»
«O forse,» replicai, «non ha capito che consumarsi è parte dell’essere vivi. L’amore non è eterno come pensano i poeti, è fragile come un bicchiere lasciato troppo vicino al bordo.»
Tacque. Poi parlò, con quella voce che era più colpa che suono:
«Sai cosa mi disse l’ultima volta? “Se mi amavi davvero, perché non hai fatto nulla?” E io... non avevo risposta. Solo silenzio e cuore lento.»
«Avrei potuto salvarla,» mormorò ancora.
«No,» risposi. «Nessuno salva nessuno. Si può solo amare, e sperare che l’altro scelga di restare.»
Fu allora che lo sguardo di Avrei Potuto Salvarla si perse tra le luci al neon della bottigliera. «E se l’amore fosse solo l’eco di una mancanza primordiale?»
«Allora siamo tutti orfani di qualcosa che non abbiamo mai avuto. Ma non per questo dobbiamo smettere di cercarlo.»