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Almeno sei civili sono stati uccisi e 24 feriti in un bombardamento che mercoledì 1 ottobre ha preso di mira un centro sfollati ad Al Fasher, nel Sudan occidentale, ha dichiarato un comitato di soccorso sudanese, che accusa le Forze di supporto rapido (RSF) paramilitari dell'attacco.

"Persino le cucine che fungevano da rifugio per i poveri e gli affamati non sono sfuggite ai bombardamenti di RSF. Le pentole sono state lasciate in frantumi e il cibo è stato sparso per terra, come se fosse stata dichiarata guerra ai deboli e agli affamati", ha dichiarato martedì in una nota il Coordinamento della Resistenza di Al Fasher.

Le cucine sono strutture comuni che forniscono pasti ai residenti e agli sfollati di Al Fasher e di altre aree di conflitto, gestite da volontari e sostenute da organizzazioni umanitarie.

Al Fasher è teatro di combattimenti tra le forze armate sudanesi e le RSF dal maggio 2024, nonostante gli avvertimenti internazionali sui rischi di crisi umanitaria.

#alleyesonsudan #darfur #alfasher
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Anche oggi la stampa italiana sembra abitare un Paese diverso da quello del popolo italiano. “Flotilla, crociera finita”, titola Libero. “La farsa è finita”, scrive Il Giornale. Oppure la pavida sobrietà di Repubblica: “Israele ferma la Flotilla”. Il Corriere, invece, si domanda se quanto ordinato da Netanyahu sia lecito. E no, non lo è: ve lo diciamo noi. Uniche voci fuori dal coro: il manifesto con “Assalto nel buio” e il Fatto Quotidiano che scrive “I pirati di Netanyahu”.

Ieri notte Israele ha abbordato le imbarcazioni della Flotilla in acque internazionali e ha arrestato gli attivisti, come era previsto. Ciò che non era previsto, invece, è stata la notte storica per l’Europa: dal Belgio all’Italia, dalla Spagna alla Turchia, scrive Muratore su Inside Out, un’onda anomala che chiede lo stop al genocidio di Gaza.

Come scrive Davide Malacaria su InsideOver, hanno fatto qualcosa che ha portato un alito di speranza nell’oscurità di Gaza e non solo.
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"Terroristi, sostenitori di assassini. Non siete venuti qui ad aiutare ma per sostenere Gaza, i terroristi".

Così il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha fatto irruzione nell'area di detenzione al porto militare di Ashdod, urlando agli attivisti detenuti della Steadfastness Fleet, della Global Sumud Flotilla, prima di ordinare il loro trasferimento nella prigione di Ketziot.

In un raro esempio di insulto pubblico a tutti i Paesi europei e arabi, Ben Gvir ha attaccato verbalmente gli attivisti internazionali e giornalisti della Global Sumud Flotilla detenuti.

Il 2 ottobre Israele ha arrestato circa 500 persone provenienti da 46 Paesi che partecipavano all'iniziativa pacifica nata per rompere il blocco israeliano e creare un cordone umanitario per la popolazione stremata di Gaza, da due anni martoriata e affamata dall'esercito israeliano.

Nella navi, secondo anche quanto dichiarato da Ben Gvir, sono state trovate scatole di latte in polvere.

#gazagenocide #bengvirterrorist #globalsumudflotilla
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La polizia aderente al sindacato Silp-Cgil aderisce allo sciopero indetto per venerdì 3 ottobre a sostegno di Gaza e della Global Sumud Flotilla, l'iniziativa umanitaria per rompere il blocco israeliano e fermata da Israele.

In un comunicato il Silp Cgil dichiara di aderire "convintamente" allo sciopero generale proclamato dalla Cgil. "Purtroppo" – spiega il sindacato - "le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato non godono del diritto di sciopero, ma liberi dal servizio parteciperemo alle iniziative che si svolgeranno sul territorio nazionale”.

“Siamo di fronte ad una palese violazione del diritto internazionale – aggiunge –, sia per quel che riguarda ciò che sta avvenendo a Gaza e sia per i rischi che stanno correndo i cittadini italiani, volontarie e volontari, che con la Flotilla stanno compiendo un gesto importante”. Sono le parole di Pietro Colapietro, segretario generale del Silp.
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I pescatori di Gaza hanno avuto la possibilità di tornare in mare mentre la marina israeliana era impegnata nelle operazioni di abbordaggio e arresto delle 45 navi della Global Sumud Flotilla.

La Flotilla, anche se non ha raggiunto le coste dell’enclave – nonostante la nave Mikeno, secondo i tracciamenti, si trovasse a meno di 20 chilometri dalla Striscia – ha comunque creato lo spazio necessario affinché i gazawi potessero pescare senza subire violenze.

“Questa nota”, si legge in una dichiarazione delle Nazioni Unite del 29 maggio 2025 “evidenzia gli attacchi sistematici ai pescatori e alle infrastrutture ittiche di Gaza, che hanno avuto conseguenze devastanti sui mezzi di sussistenza locali e sull'industria della pesca”.

Secondo il Ministero dell’Agricoltura di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 e l’11 dicembre 2024 l’esercito israeliano ha ucciso circa 200 pescatori.

#gazagenocide #globalsumudflotilla #israel
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Venerdì 3 ottobre l’Italia è scesa in piazza con oltre 100 cortei in tutto il Paese: a Genova 40.000 persone, a Milano tra 50.000 e 100.000, 70.000 a Bologna e oltre 60.000 a Roma, solo per citare alcune cifre, per lo sciopero generale convocato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e dalla Cgil contro i massacri in Palestina e l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte di Israele.
Lo sciopero si inserisce in un canovaccio ampliato: quello in corsa è qualcosa di più ampio di un moto politicizzato, è la manifestazione di un vento culturale di stanchezza e insoddisfazione che si genera dal percepito squilibrio tra realtà e narrazione sulla Gaza e si estende a toccare altri temi, dal rapporto tra guerra e pace a quello dei diritti.

Quello in piazza non è un popolo di destra o di sinistra che vuole farsi incasellare. Ma è un popolo che chiede ascolto per le sue ansie e paure.

https://it.insideover.com/politica/lo-sciopero-generale-e-la-manifestazione-senza-fine-sono-per-gaza-ma-parlano-allitalia.html
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