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I pescatori di Gaza hanno avuto la possibilità di tornare in mare mentre la marina israeliana era impegnata nelle operazioni di abbordaggio e arresto delle 45 navi della Global Sumud Flotilla.
La Flotilla, anche se non ha raggiunto le coste dell’enclave – nonostante la nave Mikeno, secondo i tracciamenti, si trovasse a meno di 20 chilometri dalla Striscia – ha comunque creato lo spazio necessario affinché i gazawi potessero pescare senza subire violenze.
“Questa nota”, si legge in una dichiarazione delle Nazioni Unite del 29 maggio 2025 “evidenzia gli attacchi sistematici ai pescatori e alle infrastrutture ittiche di Gaza, che hanno avuto conseguenze devastanti sui mezzi di sussistenza locali e sull'industria della pesca”.
Secondo il Ministero dell’Agricoltura di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 e l’11 dicembre 2024 l’esercito israeliano ha ucciso circa 200 pescatori.
#gazagenocide #globalsumudflotilla #israel
La Flotilla, anche se non ha raggiunto le coste dell’enclave – nonostante la nave Mikeno, secondo i tracciamenti, si trovasse a meno di 20 chilometri dalla Striscia – ha comunque creato lo spazio necessario affinché i gazawi potessero pescare senza subire violenze.
“Questa nota”, si legge in una dichiarazione delle Nazioni Unite del 29 maggio 2025 “evidenzia gli attacchi sistematici ai pescatori e alle infrastrutture ittiche di Gaza, che hanno avuto conseguenze devastanti sui mezzi di sussistenza locali e sull'industria della pesca”.
Secondo il Ministero dell’Agricoltura di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 e l’11 dicembre 2024 l’esercito israeliano ha ucciso circa 200 pescatori.
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Lo sciopero generale nel cuore della mobilitazione pro-Gaza https://share.google/rDGLAesgzXE3lopAe
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Lo sciopero generale nel cuore della mobilitazione pro-Gaza
Lo sciopero generale e la manifestazione senza fine per Gaza che parlano all'Italia. Gli scenari e le aspettative che ne derivano.
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Ucraina, perché il Tomahawk non è un game changer https://share.google/4KdIrwAsETUQ8lRpx
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Ucraina, perché il Tomahawk non è un game changer
Kiev chiede agli Usa il Tomahawk per colpire in profondità la Russia. Ecco come il Cremlino potrebbe reagire.
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Le manovre di Intesa e Generali per frenare il risiko bancario https://share.google/Rmh86ozhXrxAgw01D
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Le manovre di Intesa e Generali per frenare il risiko bancario
Intesa-Generali, verso un'alleanza da 1.500 miliardi: un messaggio ai "capitani coraggiosi" di Mps e Meloni.
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Venerdì 3 ottobre l’Italia è scesa in piazza con oltre 100 cortei in tutto il Paese: a Genova 40.000 persone, a Milano tra 50.000 e 100.000, 70.000 a Bologna e oltre 60.000 a Roma, solo per citare alcune cifre, per lo sciopero generale convocato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e dalla Cgil contro i massacri in Palestina e l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte di Israele.
Lo sciopero si inserisce in un canovaccio ampliato: quello in corsa è qualcosa di più ampio di un moto politicizzato, è la manifestazione di un vento culturale di stanchezza e insoddisfazione che si genera dal percepito squilibrio tra realtà e narrazione sulla Gaza e si estende a toccare altri temi, dal rapporto tra guerra e pace a quello dei diritti.
Quello in piazza non è un popolo di destra o di sinistra che vuole farsi incasellare. Ma è un popolo che chiede ascolto per le sue ansie e paure.
https://it.insideover.com/politica/lo-sciopero-generale-e-la-manifestazione-senza-fine-sono-per-gaza-ma-parlano-allitalia.html
Lo sciopero si inserisce in un canovaccio ampliato: quello in corsa è qualcosa di più ampio di un moto politicizzato, è la manifestazione di un vento culturale di stanchezza e insoddisfazione che si genera dal percepito squilibrio tra realtà e narrazione sulla Gaza e si estende a toccare altri temi, dal rapporto tra guerra e pace a quello dei diritti.
Quello in piazza non è un popolo di destra o di sinistra che vuole farsi incasellare. Ma è un popolo che chiede ascolto per le sue ansie e paure.
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Itamar Greenberg, giovane "refusenik" israeliano che è stato imprigionato per essersi rifiutato di servire nell'esercito genocida israeliano, ha postato sul suo account X questo video dove mostra di essere riuscito a entrare a Gaza, nel tentativo di rompere l'assedio genocida di Israele prima di essere forzatamente fermato dall'IDF.
18 anni, Itamar è stato incarcerato ripetutamente e condannato a cinque pene consecutive nella prigione militare di Neve Tzedek per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano.
Itamar aveva spiegato così il suo rifiuto: "Sono nato in una famiglia haredi (ultraortodossa) a Bnei Brak. La comunità haredi in Israele, che costituisce il 14 per cento della popolazione, è un ambiente chiuso. Ma più venivo a sapere del ruolo dell’esercito israeliano nel controllo e nella repressione di milioni di palestinesi, più capivo che arruolarsi non era solo una via d’accesso alla società israeliana; significava prendere parte attiva a un sistema di violenza, dominio e oppressione."
18 anni, Itamar è stato incarcerato ripetutamente e condannato a cinque pene consecutive nella prigione militare di Neve Tzedek per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano.
Itamar aveva spiegato così il suo rifiuto: "Sono nato in una famiglia haredi (ultraortodossa) a Bnei Brak. La comunità haredi in Israele, che costituisce il 14 per cento della popolazione, è un ambiente chiuso. Ma più venivo a sapere del ruolo dell’esercito israeliano nel controllo e nella repressione di milioni di palestinesi, più capivo che arruolarsi non era solo una via d’accesso alla società israeliana; significava prendere parte attiva a un sistema di violenza, dominio e oppressione."
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Più di 1 milione di persone sono scese in piazza: da nord a sud, oggi in Italia sono oltre 100 le città impegnate in mobilitazioni pacifiche a sostegno del popolo palestinese e della Global Sumud Flotilla.
A Roma, come racconta @lidia_ginestra_giuffrida, studenti, lavoratori, giovani e anziani hanno riempito le strade e al coro di “blocchiamo tutto” hanno fermato le stazioni di Termini e Tiburtina, fino a occupare l’autostrada A24.
A Bari, come ci mostra @simonaLosito una fiumana di persone ha attraversato la città. “Anche oggi Bari si è mobilitata per essere al fianco del popolo palestinese”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese.
Tra i partecipanti anche il cantautore @Caparezza, che ha sottolineato: “Penso di vivere un incubo ogni giorno, per questo sono felice di vedere la mobilitazione di così tanti ragazzi giovanissimi”.
E da Milano, @ilmaestroemargherita_raccoglie le voci dei partecipanti che denunciano l’immobilismo delle istituzioni e la complicità del governo con il genocidio in corso.
A Roma, come racconta @lidia_ginestra_giuffrida, studenti, lavoratori, giovani e anziani hanno riempito le strade e al coro di “blocchiamo tutto” hanno fermato le stazioni di Termini e Tiburtina, fino a occupare l’autostrada A24.
A Bari, come ci mostra @simonaLosito una fiumana di persone ha attraversato la città. “Anche oggi Bari si è mobilitata per essere al fianco del popolo palestinese”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese.
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