Venerdì 3 ottobre l’Italia è scesa in piazza con oltre 100 cortei in tutto il Paese: a Genova 40.000 persone, a Milano tra 50.000 e 100.000, 70.000 a Bologna e oltre 60.000 a Roma, solo per citare alcune cifre, per lo sciopero generale convocato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e dalla Cgil contro i massacri in Palestina e l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte di Israele.
Lo sciopero si inserisce in un canovaccio ampliato: quello in corsa è qualcosa di più ampio di un moto politicizzato, è la manifestazione di un vento culturale di stanchezza e insoddisfazione che si genera dal percepito squilibrio tra realtà e narrazione sulla Gaza e si estende a toccare altri temi, dal rapporto tra guerra e pace a quello dei diritti.
Quello in piazza non è un popolo di destra o di sinistra che vuole farsi incasellare. Ma è un popolo che chiede ascolto per le sue ansie e paure.
https://it.insideover.com/politica/lo-sciopero-generale-e-la-manifestazione-senza-fine-sono-per-gaza-ma-parlano-allitalia.html
Lo sciopero si inserisce in un canovaccio ampliato: quello in corsa è qualcosa di più ampio di un moto politicizzato, è la manifestazione di un vento culturale di stanchezza e insoddisfazione che si genera dal percepito squilibrio tra realtà e narrazione sulla Gaza e si estende a toccare altri temi, dal rapporto tra guerra e pace a quello dei diritti.
Quello in piazza non è un popolo di destra o di sinistra che vuole farsi incasellare. Ma è un popolo che chiede ascolto per le sue ansie e paure.
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Itamar Greenberg, giovane "refusenik" israeliano che è stato imprigionato per essersi rifiutato di servire nell'esercito genocida israeliano, ha postato sul suo account X questo video dove mostra di essere riuscito a entrare a Gaza, nel tentativo di rompere l'assedio genocida di Israele prima di essere forzatamente fermato dall'IDF.
18 anni, Itamar è stato incarcerato ripetutamente e condannato a cinque pene consecutive nella prigione militare di Neve Tzedek per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano.
Itamar aveva spiegato così il suo rifiuto: "Sono nato in una famiglia haredi (ultraortodossa) a Bnei Brak. La comunità haredi in Israele, che costituisce il 14 per cento della popolazione, è un ambiente chiuso. Ma più venivo a sapere del ruolo dell’esercito israeliano nel controllo e nella repressione di milioni di palestinesi, più capivo che arruolarsi non era solo una via d’accesso alla società israeliana; significava prendere parte attiva a un sistema di violenza, dominio e oppressione."
18 anni, Itamar è stato incarcerato ripetutamente e condannato a cinque pene consecutive nella prigione militare di Neve Tzedek per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito israeliano.
Itamar aveva spiegato così il suo rifiuto: "Sono nato in una famiglia haredi (ultraortodossa) a Bnei Brak. La comunità haredi in Israele, che costituisce il 14 per cento della popolazione, è un ambiente chiuso. Ma più venivo a sapere del ruolo dell’esercito israeliano nel controllo e nella repressione di milioni di palestinesi, più capivo che arruolarsi non era solo una via d’accesso alla società israeliana; significava prendere parte attiva a un sistema di violenza, dominio e oppressione."
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Più di 1 milione di persone sono scese in piazza: da nord a sud, oggi in Italia sono oltre 100 le città impegnate in mobilitazioni pacifiche a sostegno del popolo palestinese e della Global Sumud Flotilla.
A Roma, come racconta @lidia_ginestra_giuffrida, studenti, lavoratori, giovani e anziani hanno riempito le strade e al coro di “blocchiamo tutto” hanno fermato le stazioni di Termini e Tiburtina, fino a occupare l’autostrada A24.
A Bari, come ci mostra @simonaLosito una fiumana di persone ha attraversato la città. “Anche oggi Bari si è mobilitata per essere al fianco del popolo palestinese”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese.
Tra i partecipanti anche il cantautore @Caparezza, che ha sottolineato: “Penso di vivere un incubo ogni giorno, per questo sono felice di vedere la mobilitazione di così tanti ragazzi giovanissimi”.
E da Milano, @ilmaestroemargherita_raccoglie le voci dei partecipanti che denunciano l’immobilismo delle istituzioni e la complicità del governo con il genocidio in corso.
A Roma, come racconta @lidia_ginestra_giuffrida, studenti, lavoratori, giovani e anziani hanno riempito le strade e al coro di “blocchiamo tutto” hanno fermato le stazioni di Termini e Tiburtina, fino a occupare l’autostrada A24.
A Bari, come ci mostra @simonaLosito una fiumana di persone ha attraversato la città. “Anche oggi Bari si è mobilitata per essere al fianco del popolo palestinese”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese.
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A ottobre parte l’edizione invernale della Masterclass di specializzazione in video reportage e documentario giornalistico di @marcellobrecciaroli, inviato della trasmissione PresaDiretta (RAI3).
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L'amministrazione Trump ha approvato questa settimana uno stanziamento di 230 milioni di dollari per le forze di sicurezza libanesi, nell'ambito del programma per il disarmo del gruppo armato un tempo potente Hezbollah, secondo quanto riferito da fonti a Washington e Beirut.
Una fonte libanese a conoscenza della decisione ha affermato che il finanziamento includeva 190 milioni di dollari per le forze armate libanesi e 40 milioni di dollari per le forze di sicurezza interna.
I collaboratori democratici del Congresso degli Stati Uniti hanno affermato che i fondi sono stati erogati poco prima della fine dell'anno fiscale di Washington, il 30 settembre. "Per un piccolo Paese come il Libano, è davvero, davvero significativo", ha affermato uno dei collaboratori durante una chiamata con i giornalisti, chiedendo di rimanere anonimo per poter parlare liberamente.
#lebanon #usa #trump
Una fonte libanese a conoscenza della decisione ha affermato che il finanziamento includeva 190 milioni di dollari per le forze armate libanesi e 40 milioni di dollari per le forze di sicurezza interna.
I collaboratori democratici del Congresso degli Stati Uniti hanno affermato che i fondi sono stati erogati poco prima della fine dell'anno fiscale di Washington, il 30 settembre. "Per un piccolo Paese come il Libano, è davvero, davvero significativo", ha affermato uno dei collaboratori durante una chiamata con i giornalisti, chiedendo di rimanere anonimo per poter parlare liberamente.
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Giovedì 2 ottobre l'operatore di Medici Senza Frontiere Omar Hayek è stato ucciso in un bombardamento israeliano nella Striscia di Gaza.
A dare l'annuncio la stessa organizzazione medica che ha comunicato:
"Un attacco condotto dalle forze israeliane ha ucciso un membro dello staff di Medici Senza Frontiere (MSF), Omar Hayek, e ferito gravemente altre quattro persone. L'attacco è avvenuto in una strada dove le nostre équipe stavano aspettando di prendere un autobus per l'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah, a Gaza. Tutto il personale indossava giubbotti di MSF, chiaramente identificativi come operatori umanitari".
Omar, 42 anni, è il quattordicesimo operatore di MSF ad essere ucciso a Gaza dal 7 ottobre 2023.
L'uccisione di Hayek avviene a meno di due settimane dall'assassinio di un altro operatore di MSF, Hussein Alnajjar, da parte delle forze israeliane a Deir al Balah.
#gazagenocide #medicisenzafrontiere
A dare l'annuncio la stessa organizzazione medica che ha comunicato:
"Un attacco condotto dalle forze israeliane ha ucciso un membro dello staff di Medici Senza Frontiere (MSF), Omar Hayek, e ferito gravemente altre quattro persone. L'attacco è avvenuto in una strada dove le nostre équipe stavano aspettando di prendere un autobus per l'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah, a Gaza. Tutto il personale indossava giubbotti di MSF, chiaramente identificativi come operatori umanitari".
Omar, 42 anni, è il quattordicesimo operatore di MSF ad essere ucciso a Gaza dal 7 ottobre 2023.
L'uccisione di Hayek avviene a meno di due settimane dall'assassinio di un altro operatore di MSF, Hussein Alnajjar, da parte delle forze israeliane a Deir al Balah.
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Pochi probabilmente si aspettavano che le vicende della Global Sumud Flotilla, e l’intervento piratesco di Israele per fermarla in acque altrimenti internazionali e libere, potessero destare nel nostro Paese una tale reazione di sdegno e solidarietà.
Ancora più stupefacente, però, è stato il tasso di mediocrità della reazione della cosiddetta “classe dirigente”.
"Il diritto internazionale ha i suoi limiti" (un ministro). "Questi vogliono il week end lungo" (un primo ministro). Via via fino ai classici: li paga Hamas, non hanno voglia di lavorare, danneggiano gli italiani che vogliono andare a lavorare e a studiare. Per arrivare ai classicissimi: sfasciano tutto, sono violenti.
Quanto accade in Italia adesso, peraltro, corrisponde perfettamente a quanto avviene in Europa.
👉🏻https://it.insideover.com/politica/la-flotilla-non-e-arrivata-a-gaza-ma-e-sbarcata-in-europa-e-leffetto-e-ancora-piu-potente.html
Ancora più stupefacente, però, è stato il tasso di mediocrità della reazione della cosiddetta “classe dirigente”.
"Il diritto internazionale ha i suoi limiti" (un ministro). "Questi vogliono il week end lungo" (un primo ministro). Via via fino ai classici: li paga Hamas, non hanno voglia di lavorare, danneggiano gli italiani che vogliono andare a lavorare e a studiare. Per arrivare ai classicissimi: sfasciano tutto, sono violenti.
Quanto accade in Italia adesso, peraltro, corrisponde perfettamente a quanto avviene in Europa.
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Hamas afferma che, per porre fine al genocidio di Israele a Gaza e ottenere il completo ritiro delle forze israeliane dall'enclave, è pronto a rilasciare tutti i prigionieri israeliani, sia vivi che morti, secondo il piano di scambio delineato nella proposta di Trump.
"In questo contesto, il movimento afferma la sua disponibilità ad avviare immediatamente negoziati tramite mediatori per discutere i dettagli di questo accordo", ha affermato Hamas in una dichiarazione condivisa su Telegram.
Il gruppo palestinese ha inoltre affermato di accettare di affidare l'amministrazione di Gaza a un organismo indipendente di tecnocrati palestinesi, "sulla base del consenso nazionale palestinese e del sostegno arabo e islamico".
"Altre questioni menzionate nella proposta del presidente Trump riguardo al futuro della Striscia di Gaza e ai legittimi diritti del popolo palestinese sono collegate a una posizione nazionale unitaria e alle leggi e risoluzioni internazionali pertinenti", ha affermato Hamas.
"In questo contesto, il movimento afferma la sua disponibilità ad avviare immediatamente negoziati tramite mediatori per discutere i dettagli di questo accordo", ha affermato Hamas in una dichiarazione condivisa su Telegram.
Il gruppo palestinese ha inoltre affermato di accettare di affidare l'amministrazione di Gaza a un organismo indipendente di tecnocrati palestinesi, "sulla base del consenso nazionale palestinese e del sostegno arabo e islamico".
"Altre questioni menzionate nella proposta del presidente Trump riguardo al futuro della Striscia di Gaza e ai legittimi diritti del popolo palestinese sono collegate a una posizione nazionale unitaria e alle leggi e risoluzioni internazionali pertinenti", ha affermato Hamas.
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Hamas, mossa a sorpresa: liberiamo gli ostaggi https://share.google/YhbNs0ZbKC1R6dMno
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Hamas, mossa a sorpresa: liberiamo gli ostaggi
Hamas comunica di accettare due capitoli fondamentali del Piano Trump. La pace è più vicina ma restano le incognite.
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Nonostante la sera di venerdì 3 ottobre, Hamas abbia accettato di liberare tutti gli ostaggi israeliani accettando di fatto il piano di Trump per Gaza, Israele ha continuato a bombardare la Striscia fino all'alba di sabato 4 ottobre.
Dopo la risposta positiva di Hamas, in un post su Truth Trump ha dichiarato: "Sulla base della dichiarazione appena rilasciata da Hamas, credo che siano pronti per una PACE duratura. Israele deve interrompere immediatamente i bombardamenti su Gaza, così da poter liberare gli ostaggi in modo sicuro e rapido! Al momento, è troppo pericoloso farlo. Stiamo già discutendo sui dettagli da definire. Non si tratta solo di Gaza, si tratta della PACE a lungo ricercata in Medio Oriente."
Dopo la risposta positiva di Hamas, in un post su Truth Trump ha dichiarato: "Sulla base della dichiarazione appena rilasciata da Hamas, credo che siano pronti per una PACE duratura. Israele deve interrompere immediatamente i bombardamenti su Gaza, così da poter liberare gli ostaggi in modo sicuro e rapido! Al momento, è troppo pericoloso farlo. Stiamo già discutendo sui dettagli da definire. Non si tratta solo di Gaza, si tratta della PACE a lungo ricercata in Medio Oriente."
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Hamas, mossa a sorpresa: liberiamo gli ostaggi https://share.google/vjQk0njJVtfjZKTUi
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Hamas, mossa a sorpresa: liberiamo gli ostaggi
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Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha approvato direttamente il doppio attacco di droni sulla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza a settembre.
A riferirlo venerdì 3 ottobre è l'emittente americana CBS News, citando due funzionari anonimi dell'intelligence USA.
I due funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno dichiarato alla CBS News che l'8 e il 9 settembre le forze israeliane hanno lanciato droni da un sottomarino e hanno sganciato ordigni incendiari sulle imbarcazioni ormeggiate fuori dal porto tunisino di Sidi Bou Said, provocando un incendio.
Numerosi account filo-israeliani sui social media (e non pochi giornali italiani) avevano affermato che gli incendi erano iniziati perché un razzo di segnalazione era sfuggito a un membro dell'equipaggio o addirittura a causa di una sigaretta non spenta.
A riferirlo venerdì 3 ottobre è l'emittente americana CBS News, citando due funzionari anonimi dell'intelligence USA.
I due funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno dichiarato alla CBS News che l'8 e il 9 settembre le forze israeliane hanno lanciato droni da un sottomarino e hanno sganciato ordigni incendiari sulle imbarcazioni ormeggiate fuori dal porto tunisino di Sidi Bou Said, provocando un incendio.
Numerosi account filo-israeliani sui social media (e non pochi giornali italiani) avevano affermato che gli incendi erano iniziati perché un razzo di segnalazione era sfuggito a un membro dell'equipaggio o addirittura a causa di una sigaretta non spenta.
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Sciopero generale, la marcia del milione di italiani per Gaza https://share.google/sNlp3WD0pd9ho63yS
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Sciopero generale, la marcia del milione di italiani per Gaza
Un milione in piazza per Gaza: l'Italia si mobilita, e ora bisognerà ascoltarla su ogni versante. Il grido contro l'indifferenza
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Ankara consolida la sua presa sul Mediterraneo mentre l’Europa resta a guardare - InsideOver https://share.google/YfEEmB0vDLGVGSmZM
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Ankara consolida la sua presa sul Mediterraneo mentre l’Europa resta a guardare - InsideOver
La Libia è di nuovo il crocevia dove si incrociano ambizioni regionali, interessi energetici e memorie imperiali. A distanza di oltre dieci anni dalla
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