Attacco al Venezuela: i raid Usa contro Caracas https://share.google/fLVP1Vzx18hLUyeXh
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Attacco al Venezuela: i raid Usa contro Caracas
Esplosioni a Caracas, attacco al Venezuela: gli Usa alzano il tiro e il livello dello scontro colpendo la capitale di Maduro
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Che le rivolte in Iran fossero “sostenute” dal Mossad era evidente viste anche le dichiarazioni del Mossad stesso che incitava il popolo iraniano a scendere per le strade, ma il post dell’ex capo della Cia ed ex Segretario di Stato USA Mike Pompeo è la ciliegina sulla torta che mancava nel quadro delle rivolte che stanno infiammando l’Iran da alcuni giorni e che hanno provocato almeno 9 morti.
“Il regime iraniano è nei guai. L'arrivo di mercenari è la sua ultima speranza. Rivolte in decine di città e i Basij sotto assedio: Mashed, Teheran, Zahedan. Prossima tappa: Baluchistan. 47 anni di questo regime; POTUS 47. Coincidenza? Buon anno a tutti gli iraniani in piazza. E anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano al loro fianco…@realDonaldTrump @SecRubio @CIADirector”
#CIA #iran #mossad #us
“Il regime iraniano è nei guai. L'arrivo di mercenari è la sua ultima speranza. Rivolte in decine di città e i Basij sotto assedio: Mashed, Teheran, Zahedan. Prossima tappa: Baluchistan. 47 anni di questo regime; POTUS 47. Coincidenza? Buon anno a tutti gli iraniani in piazza. E anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano al loro fianco…@realDonaldTrump @SecRubio @CIADirector”
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Ucraina. La querelle sull'attacco a Putin e il nuovo ruolo di Budanov - InsideOver https://share.google/JiaEPjoP4DowILMJA
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Ucraina. La querelle sull'attacco a Putin e il nuovo ruolo di Budanov - InsideOver
a CIA ha potenziato una campagna di attacchi contro gli impianti petroliferi e le petroliere russe per ostacolare Putin
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Con un post su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha annunciato la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie in un'operazione avvenuta nella notte di Caracas, capitale del Paese sudamericano.
Nella notte tra il 2 e 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela con un attacco aereo presso la Base Aerea La Carlota, la principale della capitale, che custodisce parte delle difese aeree del Paese latinoamericano, e nel complesso militare di Fort Tiuna.
Maduro formalmente è un ricercato negli Stati Uniti come narcotrafficante e ha una taglia di 50 milioni di dollari.
Secondo il Dipartimento di Stato USA “Maduro ha contribuito a gestire e a guidare il Cartello dei Soli, un'organizzazione venezuelana dedita al narcotraffico composta da alti funzionari venezuelani”.
#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
Nella notte tra il 2 e 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela con un attacco aereo presso la Base Aerea La Carlota, la principale della capitale, che custodisce parte delle difese aeree del Paese latinoamericano, e nel complesso militare di Fort Tiuna.
Maduro formalmente è un ricercato negli Stati Uniti come narcotrafficante e ha una taglia di 50 milioni di dollari.
Secondo il Dipartimento di Stato USA “Maduro ha contribuito a gestire e a guidare il Cartello dei Soli, un'organizzazione venezuelana dedita al narcotraffico composta da alti funzionari venezuelani”.
#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
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La mossa di Zelensky: Budanov al posto di Jermak https://share.google/OFsUly7t1OuMXEmlN
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La mossa di Zelensky: Budanov al posto di Jermak
Nominando l'ex capo del Gur Budanov suo capo di gabinetto, Zelensky neutralizza un possibile futuro rivale politico.
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I governi di Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Giappone, Norvegia, Svezia, Svizzera e Regno Unito hanno condannato il blocco imposto alle organizzazioni umanitarie da parte di Israele chiedendo che la misura venga ritirata.
L’Italia non ha aderito.
Dal 1° gennaio 2026, Israele ha revocato i permessi operativi a 37 organizzazioni umanitarie attive a Gaza e in Cisgiordania, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, Caritas, Azione contro la Fame, Norwegian Refugee Council (NRC), AVSI.
In risposta, i dieci Paesi sopra citati hanno firmato un appello congiunto chiedendo la revoca del provvedimento ed esprimendo “serie preoccupazione per un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria” nei territori palestinesi.
L’Italia non ha aderito.
Dal 1° gennaio 2026, Israele ha revocato i permessi operativi a 37 organizzazioni umanitarie attive a Gaza e in Cisgiordania, tra cui Medici Senza Frontiere, Oxfam, Caritas, Azione contro la Fame, Norwegian Refugee Council (NRC), AVSI.
In risposta, i dieci Paesi sopra citati hanno firmato un appello congiunto chiedendo la revoca del provvedimento ed esprimendo “serie preoccupazione per un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria” nei territori palestinesi.
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"La Russia rimane il nostro vicino": il realismo del finlandese Stubb https://share.google/mSgIRLc96iK6CLosf
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"La Russia rimane il nostro vicino": il realismo del finlandese Stubb
il presidente Stubb ha ribadito, nel messaggio di fine anno, che la Finlandia deve avere rapporti con la vicina Russia
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“La Fuerza Armada Nacional Bolivariana informa il mondo intero che nella notte di oggi, 3 gennaio, il popolo venezuelano è stato oggetto della più criminale aggressione militare da parte del governo degli Stati Uniti d’America. Di fronte a questo attacco vile e codardo, che minaccia la pace e la stabilità della regione, eleviamo la denuncia più ferma alla comunità internazionale e a tutti gli organismi multilaterali affinché si condanni il governo statunitense per la flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, ha dichiarato il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López.
“La dignità non si negozia e la patria è un valore supremo. Ci hanno attaccato, ma non ci piegheremo. Uniti, soldati e popolo, formeremo un muro di resistenza indistruttibile” ha aggiunto in un videomessaggio in cui ha invitato a un fronte unito di resistenza di fronte a quella che ha definito “la peggiore aggressione mai vista contro il Venezuela”.
#nicolasmaduro #trump #venezuela #us
“La dignità non si negozia e la patria è un valore supremo. Ci hanno attaccato, ma non ci piegheremo. Uniti, soldati e popolo, formeremo un muro di resistenza indistruttibile” ha aggiunto in un videomessaggio in cui ha invitato a un fronte unito di resistenza di fronte a quella che ha definito “la peggiore aggressione mai vista contro il Venezuela”.
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Trump, che problema quei droni (forse) contro Putin https://share.google/W9d6rkvPWs7nwDrdN
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Trump, che problema quei droni (forse) contro Putin
I russi consegnano i risultati della loro indagine sui droni all'ambasciata Usa di Mosca. Ma se la Cia ha mentito, allora Trump...
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In un post X Yair Lapid, ex premier israeliano e attualmente leader dell’opposizione in Israele, invita l’Iran a guardare cosa sta succedendo in queste ore in Venezuela, attaccata dagli Stati Uniti con raid aerei nella notte tra il 2 e 3 gennaio.
“Il regime iraniano dovrebbe prestare molta attenzione a ciò che sta accadendo in Venezuela” ha scritto l’ex premier di Israele su X.
Lapid è stato tra i più accessi sostenitori della guerra di Netanyahu contro l’Iran che a giugno scorso ha ucciso almeno 606 persone e ferito 5.332 persone in Iran.
Lapid da tempo spinge per una nuova operazione contro l’Iran, oggetto anche del recente incontro tra Netanyahu e Trump in Florida durante il quale il presidente degli Stati Uniti i ha minacciato l'Iran che gli USA potrebbero effettuare ulteriori attacchi militari se il Paese tentasse di ricostituire il suo programma nucleare.
#venezuela #iran #mossad #israel #us
“Il regime iraniano dovrebbe prestare molta attenzione a ciò che sta accadendo in Venezuela” ha scritto l’ex premier di Israele su X.
Lapid è stato tra i più accessi sostenitori della guerra di Netanyahu contro l’Iran che a giugno scorso ha ucciso almeno 606 persone e ferito 5.332 persone in Iran.
Lapid da tempo spinge per una nuova operazione contro l’Iran, oggetto anche del recente incontro tra Netanyahu e Trump in Florida durante il quale il presidente degli Stati Uniti i ha minacciato l'Iran che gli USA potrebbero effettuare ulteriori attacchi militari se il Paese tentasse di ricostituire il suo programma nucleare.
#venezuela #iran #mossad #israel #us
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Ha subito fatto discutere il primo colpo del calciomercato invernale in Serie A: si tratta del centrocampista israeliano 26enne Manor Solomon, ufficializzato venerdì 2 gennaio dalla Fiorentina.
Pochi giorni dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, con l’inizio dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, Solomon aveva dichiarato pubblicamente il proprio sostegno all’IDF, dicendo che “Israele ha il diritto di difendersi”. Nei giorni successivi, aveva ricondiviso nelle sue storie su Instagram la notizia della distruzione di un ospedale a Gaza, incolpando Hamas e scrivendo “Uccidere la propria gente e dare la colpa a Israele”.
In un post successivo aveva condiviso una grafica di sostegno a Israele, con la scritta “Dov’erano i vostri occhi il 7 ottobre?”.
In seguito, il calciatore non si è più espresso sull’argomento, ma i suoi post hanno continuato a circolare online.
https://it.insideover.com/politica/dal-sostegno-allidf-alla-serie-a-la-fiorentina-acquista-solomon.html
#israel
Pochi giorni dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, con l’inizio dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, Solomon aveva dichiarato pubblicamente il proprio sostegno all’IDF, dicendo che “Israele ha il diritto di difendersi”. Nei giorni successivi, aveva ricondiviso nelle sue storie su Instagram la notizia della distruzione di un ospedale a Gaza, incolpando Hamas e scrivendo “Uccidere la propria gente e dare la colpa a Israele”.
In un post successivo aveva condiviso una grafica di sostegno a Israele, con la scritta “Dov’erano i vostri occhi il 7 ottobre?”.
In seguito, il calciatore non si è più espresso sull’argomento, ma i suoi post hanno continuato a circolare online.
https://it.insideover.com/politica/dal-sostegno-allidf-alla-serie-a-la-fiorentina-acquista-solomon.html
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La guerra in Sudan non si combatte soltanto con le armi ma anche con gli algoritmi e la manipolazione sistematica dello spazio informativo.
È questa la conclusione a cui conduce l’inchiesta condotta dal giornalista investigativo e accademico Marc Owen Jones, che ha ricostruito una vasta operazione di disinformazione digitale a sostegno delle Rapid Support Forces (RSF) in oltre 80.000 tweet, pubblicati da poco più di 21.000 account.
Tra 18.700 e 19.500 account presentano forti indicatori di comportamento automatizzato, pari a circa l’89–93% di tutti gli account attivi su questi hashtag.
L’analisi di Jones parte dal novembre 2025, pochissimi giorni dopo il massacro e la presa di El-Fasher, evidenziando che una serie di hashtag legati al Sudan ha iniziato a comparire ripetutamente tra le tendenze di X in Sudan e in diversi Paesi del Medio Oriente.
Insieme, promuovono una narrazione sorprendentemente coerente.
https://it.insideover.com/abbonamenti-standard
È questa la conclusione a cui conduce l’inchiesta condotta dal giornalista investigativo e accademico Marc Owen Jones, che ha ricostruito una vasta operazione di disinformazione digitale a sostegno delle Rapid Support Forces (RSF) in oltre 80.000 tweet, pubblicati da poco più di 21.000 account.
Tra 18.700 e 19.500 account presentano forti indicatori di comportamento automatizzato, pari a circa l’89–93% di tutti gli account attivi su questi hashtag.
L’analisi di Jones parte dal novembre 2025, pochissimi giorni dopo il massacro e la presa di El-Fasher, evidenziando che una serie di hashtag legati al Sudan ha iniziato a comparire ripetutamente tra le tendenze di X in Sudan e in diversi Paesi del Medio Oriente.
Insieme, promuovono una narrazione sorprendentemente coerente.
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