TRENTO SABATO 8 GIUGNO c/o Parco di MELTA
ARE COPS ARE BORDERS
ore 12:30 Buffet Vegan
ore 14:30 inizio discussione/confronto aperto su mezzi utili per difendersi dalla legge e dagli “abusi” di potere,polizieschi o psichiatrici, dai TSO e dalle galere, condivisione di esperienze e di pratiche, consigli da un avvocato, con il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud e con la cassa di solidarietà “la Lima”.
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ore 12:30 Buffet Vegan
ore 14:30 inizio discussione/confronto aperto su mezzi utili per difendersi dalla legge e dagli “abusi” di potere,polizieschi o psichiatrici, dai TSO e dalle galere, condivisione di esperienze e di pratiche, consigli da un avvocato, con il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud e con la cassa di solidarietà “la Lima”.
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Accadde Oggi - Milano 6 giugno 1971: Lo sgombero delle palazzine Iacp a via Tibaldi. Muore un bimbo di 7mesi
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Osservatorio Repressione
Milano 6 giugno 1971: Lo sgombero delle palazzine Iacp a via Tibaldi. Muore un bimbo di 7mesi «
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Il parlamentare Riccardo Magi, strattonato dalla polizia albanese davanti al porto di Shengjin durante la visita di Meloni: «Se accade questo a un parlamentare, davanti alle telecamere, potete immaginare cosa accadrà ai poveri cristi che saranno chiusi là dentro»
https://www.osservatoriorepressione.info/squadrismo-italia-albania-meloni-rama-fanno-picchiare-deputato-riccardo-magi/
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Osservatorio Repressione
Squadrismo Italia-Albania: Meloni e Rama fanno picchiare il deputato Riccardo Magi
Il parlamentare Riccardo Magi, strattonato dalla polizia albanese davanti al porto di Shengjin durante la visita di Meloni: «Se accade questo a un parlamentare, davanti alle telecamere, potete immaginare cosa accadrà ai poveri cristi che saranno chiusi là…
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Nove ore in ostaggio a Roma. Giovedì 30 maggio, Klodi Leka, attivista albanese era invitato a una iniziativa a Roma, a Casale Garibaldi, per parlare di ecologia e turistificazione in Albania, ma anche della retorica di fratellanza con l’Italia e dei CPR che si stanno costruendo per rinchiudere i migranti che giungono in Italia con gli sbarchi nel Canale di Sicilia
https://www.osservatoriorepressione.info/abusi-polizia-attivista-albanese-allaeroporto-fiumicino/
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Osservatorio Repressione
Abusi di polizia su un attivista albanese all'aeroporto di Fiumicino
Nove ore in ostaggio a Roma. Giovedí 30 maggio, Klodi Leka, attivista albanese era invitato a una iniziativa a Roma, a Casale Garibaldi, per parlare di ecologia e turistificazione in Albania, ma anche della retorica di fratellanza con l’Italia e dei CPR che…
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Luigi Spera, attivista palermitano del movimento Antudo, arrestato a marzo con l'accusa di aver sanzionato la sede di Leonardo, si trova recluso nel carcere di Alessandria, rinchiuso nella sezione di alta sorveglianza riservata ai detenuti condannati per reati eversivi
https://www.osservatoriorepressione.info/caso-luigi-spera-vigile-del-fuoco-chiedeva-pace-ed-ora-imprigionato-alta-sorveglianza/
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Osservatorio Repressione
Il caso Luigi Spera, il vigile del fuoco che chiedeva pace, ed ora è imprigionato in alta sorveglianza
Luigi Spera, attivista palermitano del movimento Antudo, arrestato a marzo con l'accusa di aver sanzionato la sede di Leonardo, si trova recluso nel carcere di Alessandria, rinchiuso nella sezione di alta sorveglianza riservata ai detenuti condannati per…
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Contributo alla discussione a cura del Comitato No Camp Darby Pisa
https://www.osservatoriorepressione.info/la-ordinaria-repressione-dei-pacchetti-sicurezza/
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Osservatorio Repressione
La ordinaria repressione dei pacchetti sicurezza
Contributo alla discussione a cura del Comitato No Camp Darby Pisa
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In Tunisia, dopo il fermo di avvocati e attivisti anti-Saied, nel mirino gli operatori delle Ong. “Ridotta al minimo la protezione dei profughi”. Amnesty: l’Ue riveda gli accordi
https://www.osservatoriorepressione.info/tunisia-carcere-aiuta-migranti/
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Osservatorio Repressione
Tunisia: carcere per chi aiuta i migranti
In Tunisia, dopo il fermo di avvocati e attivisti anti-Saied, nel mirino gli operatori delle Ong. “Ridotta al minimo la protezione dei profughi”. Amnesty: l’Ue riveda gli accordi
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I veri numeri del decreto flussi: un sistema che continua a creare irregolarità
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Accordo tra Leonardo SpA e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), partecipata al 100% di Ferrovie dello Stato, per migliorare e incrementare le capacità dell’infrastruttura italiana su rotaia in funzione delle esigenze militari.
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Un messaggio di ringraziamento di Ilaria per tutte e tutti
Da Liberiamo Ilaria Salis
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Da Liberiamo Ilaria Salis
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Forwarded from Global Project
🔴 REPRESSIONE - CAMPAGNA #DACHEPARTESTAI
Per la fine immediata delle 23 misure cautelari contro compagne e compagni di Bologna
🚨 Dal 4 giugno 23 persone, attive nei movimenti sociali di Bologna, sono sottoposte a misure cautelari, 13 di loro hanno ricevuto un divieto di dimora, ossia il divieto di poter entrare in città. Il luogo in cui vivono, lavorano, studiano, fanno attività politica, amano, costruiscono relazioni e mondi.
‼️ Un esilio a tempo indeterminato che è stato annunciato e applaudito con gioia da vari pezzi del Governo (dal ministro Salvini a Galeazzo Bignami) e della destra cittadina e regionale. Ai loro occhi, e non solo ai loro, le lotte sociali che queste 23 persone hanno portato avanti, insieme a centinaia e migliaia di altre, sono infatti pericolose. Sono pericolose perché mettono in discussione gli attuali rapporti di potere e di proprietà, le culture dominanti. Di quali lotte stiamo parlando?
#dachepartestai
Per la fine immediata delle 23 misure cautelari contro compagne e compagni di Bologna
🚨 Dal 4 giugno 23 persone, attive nei movimenti sociali di Bologna, sono sottoposte a misure cautelari, 13 di loro hanno ricevuto un divieto di dimora, ossia il divieto di poter entrare in città. Il luogo in cui vivono, lavorano, studiano, fanno attività politica, amano, costruiscono relazioni e mondi.
‼️ Un esilio a tempo indeterminato che è stato annunciato e applaudito con gioia da vari pezzi del Governo (dal ministro Salvini a Galeazzo Bignami) e della destra cittadina e regionale. Ai loro occhi, e non solo ai loro, le lotte sociali che queste 23 persone hanno portato avanti, insieme a centinaia e migliaia di altre, sono infatti pericolose. Sono pericolose perché mettono in discussione gli attuali rapporti di potere e di proprietà, le culture dominanti. Di quali lotte stiamo parlando?
#dachepartestai
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Il governo Meloni prosegue imperterrito e coerente nella campagna di rivalutazione di protagonisti della dittatura e del collaborazionismo con i nazisti. Il francobollo dedicato al gerarca fascista Foschi è una vergogna nazionale.
https://www.osservatoriorepressione.info/nuovi-padri-della-patria/
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Osservatorio Repressione
I nuovi padri della patria
Il governo Meloni prosegue imperterrito e coerente nella campagna di rivalutazione di protagonisti della dittatura e del collaborazionismo con i nazisti
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Forwarded from Pagine Esteri
Pagine Esteri
GAZA. 30 morti in raid aereo su scuola Unrwa - Pagine Esteri
L'attacco ha centrato l'istituto Al Sardi nel campo profughi di Nuseirat che ospita migliaia di sfollati. Israele dice di aver colpito combattenti di Hamas. Il movimento islamico nega la presenza di suoi uomini nell'edificio
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Forwarded from Notizie ANSA
📰 Notizia ANSA - Ultim'Ora
🌍 Guterres, terrificante l'attacco alla scuola di Gaza
Il segretario dell'Onu, esempio del prezzo pagato dai civili
Articolo completo al seguente link: https://ift.tt/uZ2GMA3
📌 Pubblicato sul canale telegram @notizieansa
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Il segretario dell'Onu, esempio del prezzo pagato dai civili
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ANSA.it
Guterres, terrificante l'attacco alla scuola di Gaza
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres denuncia un "nuovo terrificante esempio del prezzo pagato dai civili" a Gaza. Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, in merito all'attacco israeliano contro una scuola di Unrwa. (ANSA)
Accadde Oggi - Parigi, 7 giugno 2013: muore Clément Méric
https://www.osservatoriorepressione.info/7-giugno-2013-parigi/
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Osservatorio Repressione
Parigi, 7 giugno 2013: muore Clément Méric «
Tre missili su una scuola dell’Onu a Nuseirat, diventata rifugio di 6mila sfollati: almeno 40 palestinesi uccisi, tra loro donne e bambini. Israele rivendica il raid per colpire «20 o 30 miliziani», senza dare prove. E come nella strage a Rafah le armi sono statunitensi
https://www.osservatoriorepressione.info/tre-missili-israeliani-sulla-scuola-dellonu-40-uccisi/
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Osservatorio Repressione
Tre missili israeliani sulla scuola dell’Onu: 45 morti
Tre missili su una scuola dell’Onu a Nuseirat, diventata rifugio di 6mila sfollati: almeno 40 palestinesi uccisi, tra loro donne e bambini. Israele rivendica il raid per colpire «20 o 30 miliziani», senza dare prove. E come nella strage a Rafah le armi sono…
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FACCIAMO RUMORE
Neppure le parole abbiamo più. E se le avessimo non le ascolteresti.
Per questo sbattiamo con il poco che abbiamo, con le bombolette del gas, con le brande.
Siamo invisibili, per questo cerchiamo di fare rumore, tutti insieme.
Perché sia forte, perché sia disperato, perché sia sgradevole e superi anche i pregiudizi,
quelli che stanno fuori ma anche quelli tra di noi.
Urtiamo le porte, le grate che ci soffocano, i muri che ci chiudono e ci isolano dal mondo.
Muri che hanno reso, che hai reso impenetrabili, delimitando un ghetto-lager, un mondo da dimenticare.
La vita però, come la sofferenza, non puoi farla prigioniera.
Una strada per uscire dalla gabbia, in qualche modo la troverà.
Qualcuno sentirà quella voce e non sarà stato in vano.
Perché basterebbe poco. Basterebbe che per un solo giorno queste mura sporche e grigie diventassero trasparenti.
Basterebbe che tu potessi vederci. Vedere la libertà di cui ci hai privato.
La speranza distrutta, la dignità calpestata.
Basterebbe guardarla per un giorno, questa discarica di rifiuti umani.
Dove hai confinato ogni sbaglio, dove hai buttato il disagio, la povertà, i problemi che non sai o vuoi risolvere. Sperando che così non tornino a darti fastidio, a disturbare i tuoi privilegi, il tuo aperitivo, la tua call.
Vedresti gli occhi vuoti di chi si è spento per dimenticare tutto questo, sperando che passi.
Vedresti i corpi inanimati di chi non riesce a sostenere il dolore.
Vedresti non criminali incalliti e pericolosi, ma persone.
Che spesso non trovano nessuno con energia, il coraggio e la volontà di aiutarle.
Vedresti lo sporco, il degrado.
Ci vedresti cucinare e mangiare in bagno.
Ci vedresti sdraiati nelle brande, perché in piedi in cella non c'entriamo.
Ci vedresti boccheggiare d'estate e tremare d'inverno, senza riscaldamento, senza acqua calda.
Ti basterebbe un solo sguardo per capire che queste persone non sono più umane, che senza un progetto, un lavoro, senza ricevere risposte, senza una speranza non siamo più niente.
Provaci tu a non poter chiamare la tua compagna, a dover scegliere se usare la tua unica chiamata per sentire i tuoi figli o i tuoi genitori.
Prova ad avere solo 10 maledetti minuti a settimana per comprimere tutto, ogni pensiero, ogni parola, ogni sentimento.
Prova a non sentirti solo, impotente, perso.
Basterebbe seguirci mentre arriviamo ammanettati tra la gente, ancora non giudicati, in quelle aule dove dovrebbero fare giustizia, ma ti senti colpevole anche se non lo sei, vivi la condanna prima ancora della sentenza.
Trascinati coi ferri ai polsi, chiusi dentro una gabbia più piccola della cella, sbattuti e umiliati in quei sotterranei luridi di piazzale Clodio.
Basterebbe assaggiare questo cibo, che fa schifo e comunque non basta mai.
Basterebbe finire in questo baratro per capire che i muri e le sbarre chiudono dentro anime vive e tengono fuori l'umanità, la civiltà.
Ti basterebbe vederlo, questo posto, per non poter più far finta di nulla.
Ti metteresti anche tu a sbattere con noi.
Questa volta, non girarti dall'altra parte. Posa l'aperitivo, sospendi la call, metti in pausa il film.
Prova a vedere oltre questo maledetto muro.
Detenuti in mobilitazione - Regina Coeli
Neppure le parole abbiamo più. E se le avessimo non le ascolteresti.
Per questo sbattiamo con il poco che abbiamo, con le bombolette del gas, con le brande.
Siamo invisibili, per questo cerchiamo di fare rumore, tutti insieme.
Perché sia forte, perché sia disperato, perché sia sgradevole e superi anche i pregiudizi,
quelli che stanno fuori ma anche quelli tra di noi.
Urtiamo le porte, le grate che ci soffocano, i muri che ci chiudono e ci isolano dal mondo.
Muri che hanno reso, che hai reso impenetrabili, delimitando un ghetto-lager, un mondo da dimenticare.
La vita però, come la sofferenza, non puoi farla prigioniera.
Una strada per uscire dalla gabbia, in qualche modo la troverà.
Qualcuno sentirà quella voce e non sarà stato in vano.
Perché basterebbe poco. Basterebbe che per un solo giorno queste mura sporche e grigie diventassero trasparenti.
Basterebbe che tu potessi vederci. Vedere la libertà di cui ci hai privato.
La speranza distrutta, la dignità calpestata.
Basterebbe guardarla per un giorno, questa discarica di rifiuti umani.
Dove hai confinato ogni sbaglio, dove hai buttato il disagio, la povertà, i problemi che non sai o vuoi risolvere. Sperando che così non tornino a darti fastidio, a disturbare i tuoi privilegi, il tuo aperitivo, la tua call.
Vedresti gli occhi vuoti di chi si è spento per dimenticare tutto questo, sperando che passi.
Vedresti i corpi inanimati di chi non riesce a sostenere il dolore.
Vedresti non criminali incalliti e pericolosi, ma persone.
Che spesso non trovano nessuno con energia, il coraggio e la volontà di aiutarle.
Vedresti lo sporco, il degrado.
Ci vedresti cucinare e mangiare in bagno.
Ci vedresti sdraiati nelle brande, perché in piedi in cella non c'entriamo.
Ci vedresti boccheggiare d'estate e tremare d'inverno, senza riscaldamento, senza acqua calda.
Ti basterebbe un solo sguardo per capire che queste persone non sono più umane, che senza un progetto, un lavoro, senza ricevere risposte, senza una speranza non siamo più niente.
Provaci tu a non poter chiamare la tua compagna, a dover scegliere se usare la tua unica chiamata per sentire i tuoi figli o i tuoi genitori.
Prova ad avere solo 10 maledetti minuti a settimana per comprimere tutto, ogni pensiero, ogni parola, ogni sentimento.
Prova a non sentirti solo, impotente, perso.
Basterebbe seguirci mentre arriviamo ammanettati tra la gente, ancora non giudicati, in quelle aule dove dovrebbero fare giustizia, ma ti senti colpevole anche se non lo sei, vivi la condanna prima ancora della sentenza.
Trascinati coi ferri ai polsi, chiusi dentro una gabbia più piccola della cella, sbattuti e umiliati in quei sotterranei luridi di piazzale Clodio.
Basterebbe assaggiare questo cibo, che fa schifo e comunque non basta mai.
Basterebbe finire in questo baratro per capire che i muri e le sbarre chiudono dentro anime vive e tengono fuori l'umanità, la civiltà.
Ti basterebbe vederlo, questo posto, per non poter più far finta di nulla.
Ti metteresti anche tu a sbattere con noi.
Questa volta, non girarti dall'altra parte. Posa l'aperitivo, sospendi la call, metti in pausa il film.
Prova a vedere oltre questo maledetto muro.
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