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Osservatorio Repressione
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Con ampio uso di uno spray al peperoncino (yapa), più costoso di una pensione minima, la polizia argentina ha represso la protesta dei pensionati. È l'Argentina dell’ultraliberista Javier Milei

https://www.osservatoriorepressione.info/argentina-duramente-repressa-la-protesta-dei-pensionati/

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La Rete Liberi/e di lottare – Fermiamo insieme il DDL 1660 aderisce alla manifestazione chiamata a Roma per il 5 ottobre dai GPI, dall’Udap e da altre associazioni e organizzazioni palestinesi.

Questa decisione esprime la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua straordinaria resistenza allo stato di Israele colonialista, genocida, razzista, e ai suoi protettori della NATO, dell’UE, dell’Occidente tutto – Italia in prima fila.

Non siamo certamente soli/e in questo. Siamo dentro la grande compagnia di un movimento internazionale e, di fatto, internazionalista con la Palestina, mai come ora sentita ai quattro angoli della terra come “la patria degli oppressi di tutto il mondo”.

Stando alle esternazioni del ministro Piantedosi, il governo Meloni appare intenzionato a contrastare e, forse, ad impedire questa manifestazione. Denunciamo questa intenzione come ennesima riprova dell’aperta complicità con l’operazione genocida in corso in Palestina, che ha già causato a Gaza il massacro di decine di migliaia di palestinesi, in larghissima maggioranza donne e bambini, e ha prodotto una tale devastazione dell’ambiente di vita da rendere questo territorio inabitabile per decenni. Lo è a maggior ragione perché appare ormai imminente l’aggressione dello stato sionista anche al territorio libanese nel tentativo di schiacciare nel sangue l’attiva solidarietà che da questo paese, ancora una volta, arriva alla lotta di liberazione palestinese.

Il 5 ottobre noi saremo in piazza anche contro il DDL 1660, una legge liberticida, schiavista, da stato di polizia con cui il governo Meloni intende far fare alla repressione statale delle lotte, delle proteste e finanche del semplice dissenso, un salto di qualità, grazie anche all’aiuto di un’opposizione parlamentare di centro-sinistra che negli anni precedenti ha spianato la strada a queste nuove norme che in qualche caso vanno perfino oltre quelle del fascista codice Rocco.

Il DDL 1660, introducendo nuovi reati e nuove aggravanti di pena, colpisce insieme le manifestazioni contro le guerre, a cominciare da quelle contro il genocidio di Gaza, e quelle contro la costruzione di nuovi insediamenti militari; i picchetti operai; le proteste contro le “grandi opere”, la catastrofe ecologica, la speculazione energetica; le forme di lotta di cui questi movimenti si dotano per aumentare la propria efficacia come i blocchi stradali e ferroviari; le occupazioni a scopo abitativo di case sfitte. E contiene norme durissime contro qualsiasi forma di protesta e di resistenza, anche passiva, nelle carceri e nei Centri di reclusione degli immigrati senza permesso di soggiorno, perfino contro le proteste di familiari e solidali a loro supporto. Nel mentre assicura alle forze di polizia nuovi poteri e, di fatto, l’impunità per qualsiasi loro condotta sancendone l’intoccabilità, e arrivando a punire duramente perfino le lesioni lievissime.

Nel rendere pubblica questa nostra decisione, chiamiamo tutti/e coloro che in questi anni hanno preso parte alle manifestazioni per la Palestina, alle lotte proletarie, sociali, ecologiste, femministe, ad unirsi in un grande movimento unitario contro le guerre coloniali e imperialiste che già si affacciò a Milano il 24 febbraio scorso, e che oggi deve assumersi come compito urgente anche quello di impedire l’approvazione della legge e, se questa verrà approvata, contrastarne l’applicazione facendo da argine collettivo alla montante repressione padronale e di stato.

Rivolgiamoci con fiducia a quell’amplissima parte della società composta da lavoratori/lavoratrici, disoccupati/e, studenti/studentesse e persone comuni che forse intuiscono i pericoli da noi denunciati, ma ancora non si sono mossi. Invitiamoli ad unirsi alle associazioni palestinesi e alla nostra Rete per una grande manifestazione di protesta e di solidarietà.
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La storia della 29enne sotto processo a Locri: è anche lei accusata di essere una scafista. Come Maysoon Majdi e Marjan Jamali, centinaia e centinaia di persone sono arrestate con l’accusa di favoreggiamento: significa costruire un muro davanti agli occhi dei cittadini europei perché non vedano ciò che sta accadendo

https://www.osservatoriorepressione.info/due-storie-un-solo-destino-marjan-maysoon/

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Mentre l’Emilia Romagna è di nuovo colpita da una violenta alluvione la Camera approva il ddl 1660 in cui si prevede il carcere per chi denuncia la crisi climatica

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Ddl 1660 sulla sicurezza. Il disegno di legge a firma Piantedosi, Nordio e Crosetto è l’ennesimo provvedimento in materia di sicurezza, espressione della fascinazione per il populismo penale e la criminalizzazione di dissenzienti, poveri e migranti

https://www.osservatoriorepressione.info/porta-la-cancellazione-del-conflitto/

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La confessione di un agente di Polizia sul tragico episodio nel quartiere Primavalle a Roma nel luglio 2022 in cui Hasib, giovane disabile, è precipitato dalla finestra della sua casa durante una perquisizione

https://www.osservatoriorepressione.info/hasib-ragazzo-disabile-finito-coma-sfuggire-alle-torture/

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Nato male, come un tributo al programma elettorale sicuritario, questo ddl può finire peggio. Il messaggio del Ddl sicurezza è chiaro: legge e ordine, chi protesta, chi è marginale, chi non pratica ginnastica d’obbedienza domani rischierà ben più di ieri

https://www.osservatoriorepressione.info/giocano-delitti-le-pene/

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La Svezia aumenta le spese militari del 10%

il ministro della Difesa di Stoccolma, Pal Jonson, ha annunciato che nel 2025 il suo governo aumenterà il budget per la “difesa” del 10%, cioè di 13 miliardi di corone, l’equivalente di 1,2 miliardi di euro. Le spese militari ufficiali saliranno quindi ad un totale di 138 miliardi di corone (12,2 miliardi di euro). In termini percentuali la spesa militare salirà al 2,4% del Pil del paese, dopo che già nel 2024 il bilancio della difesa è aumentato a 2,2%. Il governo prevede di raggiungere il 2,6% nel 2028 (Fonte Pagine Esteri)

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In passato la Francia era terra d'asilo anche per i Curdi. Per non parlare dell'impegno a favore del popolo curdo di persone come Danielle Mitterand e anche di François Hollande. Qualcosa deve essere cambiato evidentemente...

https://www.osservatoriorepressione.info/dalla-germania-alla-francia-ancora-estradizioni-rifugiati-curdi/

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A tre settimane dal suo arresto in Argentina, il tribunale d’appello federale di Buenos Aires ha concesso gli arresti domiciliari all’ex brigatista Leonardo Bertulazzi, sul quale pende una richiesta di estradizione da parte dell’Italia, nella continuazione con altri mezzi della caccia ai fantasmi dei vecchi militanti armati attivi tra gli anni ’70 e gli anni ’80

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Il premier tunisino Starmer dice di voler imparare dai risultati “clamorosi” dell’Italia. Ma un’indagine del quotidiano britannico The Guardian rivela che i soldi dell’Ue vanno agli agenti che sono coinvolti in abusi, stupri e torture, che lasciano le persone a morire nel deserto e sono collusi con i trafficanti

https://www.osservatoriorepressione.info/tunisia-migranti-stuprati-dalla-polizia-lasciati-morire-nel-deserto/

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Forwarded from InfoAut
MESTRE: UN COMPAGNO UCCISO E UNO FERITO NEL TENTATIVO DI DIFENDERE UNA DONNA VITTIMA DI RAPINA

La scorsa notte un compagno è stato ucciso ed un altro ferito a Mestre nel tentativo di sventare una rapina nei confronti di una donna. Come redazione di Infoaut esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza nel dolore ai compagni e alle compagne di Mestre.

Di seguito riprendiamo l’articolo di Radio Onda d’Urto su quanto accaduto.…

https://infoaut.org/bisogni/mestre-un-compagno-ucciso-e-uno-ferito-nel-tentativo-di-difendere-una-donna-vittima-di-rapina/
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Il trattamento penitenziario cambia in base alla nazionalità: agli stranieri arresti domiciliari negati e più custodia cautelare in carcere, anche se la maggior parte è in cella per piccoli reati. Per loro non esistono misure alternative. Il 32 per cento è in custodia cautelare in attesa del processo, un dato più alto rispetto ai detenuti italiani. Il caso delle strutture minorili.

https://www.osservatoriorepressione.info/carcere-italiano-fondato-sul-razzismo/

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Bologna: manifestazione lanciata dalla Rete Bolognese contro la Repressione per denunciare i sempre più frequenti episodi di repressione, anche violenta, che le istituzioni, locali e nazionali, hanno adottato nei confronti delle proteste che in questi mesi hanno animato la città e il Paese.

Sotto accusa anche l’impiego dei fogli di via da parte della questura di Bologna contro gli attivisti di Extinction Rebellion: in seguito alla manifestazione dello scorso 9 luglio in Piazza Maggiore, infatti, sono state notificate a quest’ultime 2 avvisi orali e un totale di 14 fogli di via, di cui 2 già revocati in quanto illegittimi.

Duramente criticato anche il ddl 1660 sulla sicurezza, un attacco al diritto di manifestazione, ai diritti di chi protesta, dei migranti, dei detenuti.

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La Coalition For Women In Journalism denuncia la repressione giudiziaria contro le donne giornaliste e quelle curde in particolare. Immediata la risposta governativa contro la giornalista curda Rabia Önver che aveva denunciato le collusioni di alcune agenzie statali con le reti criminali

https://www.osservatoriorepressione.info/repressione-giudiziaria-le-donne-giornaliste/

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Giacomo “Jack” Gobbato, attivista del centro sociale Rivolta di Mestre, morto per non essersi voltato dall’altra parte. Ha ricevuto una coltellata al petto ricevuta mentre tentava di difendere una donna da una aggressione, gli è stata fatale.

«Questo per noi è il tempo del dolore – si legge in un comunicato del Rivolta -. Troppo dolore, un dolore che toglie le parole. Quello che pensiamo, tutto quello che proviamo, troveremo il modo di dirlo. A breve. Ora diciamo solo che esigiamo di non essere usati da chi semina odio. C’è un colpevole. È una persona, una singola. Non importa dove sia nato o di che colore abbia la pelle. Non accettiamo strumentalizzazioni. E non le accettiamo per Giacomo che sarà sempre con tutti noi e per Sebastiano che è con il cuore a pezzi. A Giacomo, che nella sua giovane vita ha sempre lottato per una società inclusiva, multiculturale, antirazzista lo dobbiamo».

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