Hic Sunt Leones 🦁 - (canale di Renato Russo) – Telegram
Hic Sunt Leones 🦁 - (canale di Renato Russo)
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Questo è il mio canale Telegram, dove avrò il piacere di condividere notizie e pensieri su attualità, politica, società. Grazie a chi vorrà seguirmi.

In quelle terre impossibili da conquistare si diceva che vivessero i leoni.

Renato Russo
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“L'Europa che ci presentano i signori Carter Schmidt, Giscard e Andreotti non ha alcun rapporto con l'internazionalismo proletario, è estranea all'Europa dei lavoratori che per un secolo è stata l'ideale del movimento operaio occidentale.Trovo ridicolo questo entusiasmo per le elezioni europee e l'Unione economica. Alla fine tutto si ridurrà ad un'egemonia della Germania, e per un po' della Francia, con i paesi del sud eternamente vessati e gli inglesi che saranno vinti dalla propria spocchia, pronti a farsi un mercato proprio.”

Jean Paul Sartre, 1977

(Tramite Manuela Comito)
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Almeno il Fatto si è preso la briga di chiamare.
Gli altri ci processano in contumacia.
Anche ai pedofili si offre la possibilità di un processo equo.
Le nostre foto sono esposte in tutte le trasmissioni TV, senza che ci sia data la possibilità di replicare in modo adeguato. Il processo di Kafka nell'era dell'informazione globalizzata e completamente asservita.

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Il corvo Rockfeller della NATO colpisce ancora, ignorando che le autorità russe hanno ripetutamente dichiarato che le
esportazioni del grano sono libere e denunciato i blocchi dei porti da parte dei nazionalisti ucraini.

Questo debosciato va fermato prima che sia troppo tardi.

Di Maio: “Dalla Russia ci aspettiamo segnali chiari e concreti, perché bloccare le esportazioni del grano significa tenere in ostaggio e condannare a morte milioni di bambini, donne e uomini lontano dal fronte del conflitto. La Russia, usando il cibo come arma di guerra, si sta macchiando di altri crimini, che si aggiungono alle atrocità già commesse sul suolo ucraino e che sono sotto gli occhi di tutti.”

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/06/08/di-maio-bloccando-grano-mosca-condanna-a-morte-mln-di-persone_0077a973-ba9b-4f7b-892d-7483e5689b9b.html
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Media is too big
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Una cosa è certa, non sono una vittima. Sono uno che quando parla fa male, per questo avete paura di me. Per questo evitate accuratamente di intervistarmi in video.
Volete la guerra, che guerra sia.
Compilate le vostre liste, querelatemi, mandatemi i Carabinieri a casa.
Ogni azione vi si ritorcerà contro.
Perché voi siete dalla parte della menzogna, io dalla parte della ragione.
E ve lo dimostrerò.

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Forwarded from Francesca Quibla (Francy)
Buongiorno amici!!!
È lo stesso giornale che diceva che l'esercito russo veniva macinato dagli ucraini e che erano morti 1000000000000 soldati russi?
🤣🤣🤣🤣
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Media is too big
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Se questo fosse avvenuto a Mosca avremmo le tv e i giornali pieni.

E invece niente perché succede a Los Angeles, nella vostra sporca, putrida, maledetta e fottuta America!
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Mi sembra giusto. Perché non conferirgli anche una laurea in ingegneria aerospaziale con un semplice quiz a risposta multipla?
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Forwarded from Russian Tour (Russian Tour)
Buongiorno con questo articolo di merda 😂 L'ennesimo di un'epopea senza fine e senza perché.

t.me/russiantourinternational seguiteci sul nostro canale
Lista di proscrizione, i servizi desecreteranno il documento citato dal Corriere sui “putiniani”. Gabrielli: “Fonti aperte, nessun dossieraggio”.

“Il perdurare di una campagna diffamatoria circa una presunta attività di dossieraggio da parte della comunità di intelligence mi ha convinto a chiedere al Dis di declassificare il Bollettino sulla disinformazione che avrebbe ispirato il noto articolo apparso sul Corriere della Sera", fa sapere il sottosegretario a palazzo Chigi con delega ai Servizi. Convocata una conferenza stampa alle 15.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/10/lista-di-putiniani-gabrielli-ho-chiesto-al-dis-di-declassificare-il-documento-citato-dal-corriere-nessuna-attivita-di-dossieraggio/6622208/amp/

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PENTAGONO: 46 BIOLABORATORI FINANZIATI DAGLI USA IN UCRAINA

Secondo Washington le 46 strutture "pacifiche" riguardavano solo la salute e la sicurezza pubblica

Per la prima volta da quando è scoppiato il conflitto russo-ucraino, il Dipartimento della Difesa statunitense ha rivelato il numero esatto di strutture di ricerca biologica in Ucraina finanziate dal governo degli Stati Uniti: 46.
In un documento intitolato “Fact Sheet on WMD Threat Reduction Efforts”, il Pentagono ha affermato che negli ultimi 20 anni Washington ha finanziato quasi 50 strutture di ricerca, come parte di un progetto pacifico di salute pubblica e non certamente per lo sviluppo di bioarmi, come invece sostiene il Cremlino, accusato nel documento di “diffondere disinformazione e seminare sfiducia” rispetto alle attività americane.
Secondo il Pentagono, gli Stati Uniti hanno “lavorato in collaborazione per migliorare la sicurezza biologica, la protezione e la sorveglianza delle malattie in Ucraina, sia per la salute umana che per quella animale”, fornendo sostegno a “46 laboratori ucraini pacifici, strutture sanitarie e siti di diagnosi delle malattie negli ultimi due decenni”. Questi programmi si sono concentrati sul “miglioramento della salute pubblica e delle misure di sicurezza agricola al confine con la non proliferazione”.
Il lavoro di questi laboratori biologici è stato “spesso” condotto in collaborazione con organismi come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE), ed è stato “coerente con le migliori pratiche e norme internazionali per quanto riguarda la pubblicazione dei risultati della ricerca, la collaborazione con i colleghi internazionali e le organizzazioni multilaterali e l’ampia distribuzione dei risultati della ricerca e della salute pubblica”, ha sottolineato il Pentagono.
Ricordiamo che all’inizio di maggio, il Comandante della forza di difesa radiologica, chimica e biologica russa, il tenente generale Igor Kirillov ha accusato Kiev di aver lanciato un attacco biologico contro la regione separatista di Lugansk e di aver condotto “esperimenti disumani” su pazienti ucraini. Altre prove hanno suggerito tentativi di armare droni per disperdere agenti patogeni e tentativi di distruggere materiali compromettenti dopo che la Russia ha inviato truppe in Ucraina a febbraio.
Secondo il Comitato Investigativo Russo, gli Stati Uniti hanno versato più di 224 milioni di dollari nella ricerca biologica in Ucraina tra il 2005 e l’inizio del 2022, coinvolgendo inoltre giganti farmaceutici occidentali, organizzazioni non profit e persino il Partito Democratico statunitense.
Il coinvolgimento degli Stati Uniti nei laboratori biologici in Ucraina “rimane un impegno pacifico per migliorare la sicurezza nucleare e radiologica, la sorveglianza delle malattie, la sicurezza chimica e la prontezza nel rispondere a epidemie e pandemie come la COVID-19”, ha dichiarato il Pentagono.
Nel frattempo, il Pentagono ha accusato la Russia – con l’aiuto della Cina – di cercare di “minare questo lavoro diffondendo disinformazione e seminando sfiducia nelle persone e nelle istituzioni di tutto il mondo che contribuiscono alla riduzione della minaccia delle armi di distruzione di massa”.
La Cina ha risposto ai briefing russi chiedendo agli Stati Uniti di fornire una spiegazione “equa, obiettiva e professionale” delle proprie attività.

https://comedonchisciotte.org/pentagono-46-biolaboratori-finanziati-dagli-usa-in-ucraina/
DIETRO IL DOSSIER
DEL CORRIERE DELLA SERA

di Manlio Dinucci

Nel dossier del Corriere della Sera sui “Putiniani d’Italia” – pubblicato il 5 giugno a firma della vicedirettrice Fiorenza Sarzanini e di Monica Guerzoni - compare anche Manlio Dinucci.

Nel primo riferimento alla sua attività si legge quanto segue: Il piano del 2019 / Un suo articolo che sostiene come «l’attacco anglo-americano a Russia e Ucraina era stato pianificato nel 2019» è diventato una sorta di manifesto «di mezzi di informazione statali russi e utenze che sostengono l’invasione dell’Ucraina». Il Corriere non indica la fonte delle frasi virgolettate ma, nel presentare il dossier, parla di “materiale raccolto dai servizi”. Si tratta di una completa distorsione della realtà: nell’articolo del 2019, pubblicato sul Manifesto il 21 maggio col titolo “Rand Corp: come abbattere la Russia”, l’autore non sosteneva una sua tesi ma riportava il piano pubblicato dalla Rand Corporation, potente think tank USA, intitolato “Overextending and Unbalancing Russia”. Per di più è assurdo che l’autore scrivesse nel 2019 di un piano di “attacco anglo-americano a Russia e Ucraina”, quando già l’Ucraina aveva incluso nella sua Costituzione la decisione di far parte della NATO (argomento trattato dallo stesso Dinucci sul manifesto del 12 febbraio 2019).

Nel secondo riferimento si legge quanto segue: Passaggi del suo libro La guerra - È in gioco la nostra vita, pubblicato dalla ByoBlu Edizioni — editrice di un canale digitale e tv più volte tacciato di «disinformazione», — sono stati citati da Putin nel discorso del 9 maggio per le celebrazioni del Giorno della vittoria. Sul Corriere del 6 giugno, Alessandra Arachi ribadisce: Tra i personaggi che avrebbero fatto parte della “rete”, secondo gli apparati di sicurezza, c’è Manlio Dinucci che ha scritto un libro sulla guerra che lo stesso Putin ha citato il 9 maggio per le celebrazioni del giorno della Vittoria. Si tratta di un falso che raggiunge livelli demenziali, sufficiente da solo a dimostrare la natura del dossier del Corriere: un esempio di giornalismo trash strumentale a un piano mirante a mettere a tacere qualsiasi voce alternativa a quella del mainstream politico-mediatico.

STASERA alle 20:30
SU GRANDANGOLO
CANALE TV 262 BYOBLU
Forwarded from Francesca Quibla (Francy)
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Grande Moni Ovadia!
Ma per essere puntigliose i sionisti occupano la Palestina da 74 anni, non da 60 e il riferimento ai curdi abbastanza inappropriato visto che l'occidente li ha già armati in chiave anti - siriana...
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"L'insicurezza, la precarietà economica, il clima di guerra incombente, la teorizzazione del Male assoluto come nemico implacabile da combattere con ogni mezzo, imposta negli USA con tutto il peso dell'autoritarismo dai massimi esponenti politici conservatori oggi al governo di quella Nazione, stanno a fondamento di un malessere sociale che ricorda profeticamente il clima degli anni Venti del Novecento, che poi sfociò nel nazifascismo e nella catastrofe planetaria della seconda guerra mondiale."

Nino Filastò, Storia delle merende infami, ed 2005.

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🇭🇺 Viktor Orban fa dichiarazioni da statista rispetto ai suoi omologhi europei.

Dalla sua pagina Facebook ufficiale:

“Il modo più semplice per spezzare l'inflazione di guerra è la pace. Il governo ungherese è quasi l'unico governo in Europa che non parla di sanzioni e di guerra, ma di necessità di pace e di finanziare la pace, non la guerra.
L'unione Europea deve cambiare strategia, perché se va avanti così ci distruggeremo con l'inflazione bellica. E non è nell'interesse di nessuno che l'Europa intera vada in bancarotta. Se ora vogliono introdurre le sanzioni del gas, dopo le sanzioni del petrolio, distruggeremo l'intera economia europea. Credo che dobbiamo pensare in modo diverso su tutto il conflitto russo-ucraino. Bisogna finanziare la pace, non la guerra. Gli istigatori di guerra devono essere repressi!
Ormai è abbastanza evidente che ci sono ambienti imprenditoriali che ci guadagnano dalla guerra. George Soros li simboleggia: parla apertamente del fatto che la guerra vada prolungata, estesa. Questi sono istigatori di guerra che vogliono fare soldi con la guerra, mentre noi veniamo colpiti da questo e tutta l'Europa è devastata.”

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=569498031214466&id=100044628210344
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Eccellente intervista di Visione TV a Manlio Dinucci.

Quello che il Corriere ha osato definire "84enne putiniano" denuncia il giornalismo spazzatura che lo ha preso di mira, dando l'ennesima lezione di geopolitica, essendo uno dei più grandi geografi e analisti geopolitici italiani viventi.

Al Corriere sono dei miseri nani che pensano di poter attaccare dei giganti.

https://youtu.be/gAvft-5p3ds
IL DIPLOMATICO RUSSO ATTACCA LA POLITICA ARTICA ERRONEA DELL'OCCIDENTE

"È ovvio che l'attuale linea politicizzata dell'Occidente sull'Artico è sbagliata e non contribuisce a risolvere i problemi che riguardano il destino di tutta l'umanità", ha osservato Maria Zakharova.

MOSCA, 10 giugno./ L'attuale linea politicizzata dell'Occidente nell'Artico è sbagliata e non contribuisce a risolvere i problemi dell'umanità, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in una dichiarazione rilasciata venerdì.

La diplomatica ha puntato i riflettori sulla dichiarazione congiunta pubblicata l'8 giugno dai membri occidentali del Consiglio Artico che cercano di riprendere le attività dell'organizzazione, ma su progetti ai quali la Russia non parteciperà.

"È evidente che l'attuale linea politicizzata dell'Occidente sull'Artico è sbagliata e non contribuisce a risolvere problemi che riguardano il destino di tutta l'umanità", si legge nel commento.

Allo stesso tempo, Zakharova ha osservato che i tentativi di isolare la Russia nell'Artico sono fuorvianti. "Come sapete, gli occidentali hanno deciso di congelare la loro partecipazione al Consiglio artico. Le loro decisioni sono caotiche, il che può testimoniare solo una cosa: i tentativi di isolare la Russia nell'Artico sono illusori, e i partner occidentali stanno cercando di afferrare qualsiasi idea per creare l'impressione di un ruolo indipendente negli affari artici", ha aggiunto.

Come ha sottolineato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Mosca continua a portare avanti i suoi progetti nell'Artico. "La Russia, da parte sua, in quanto principale fattore incondizionato nell'Artico e attuale presidente del Consiglio Artico, continua coerentemente ad attuare i progetti avviati dal nostro Paese con particolare attenzione alle regioni russe, volti a promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile della nostra zona artica, a migliorare il benessere di tutti i suoi residenti, comprese le popolazioni indigene, la cooperazione per preservare gli ecosistemi artici unici che influenzano la salute del nostro pianeta, garantire gli interessi e i diritti delle popolazioni indigene dell'Artico, promuovere i contatti tra i giovani, favorire i legami culturali e formare lo spazio umanitario della regione polare", ha riassunto il diplomatico.

SITUAZIONE ATTUALE DEL CONSIGLIO ARTICO

Mercoledì scorso, Danimarca, Canada, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti hanno deciso di riprendere i lavori del Consiglio artico, ma senza la partecipazione di Mosca. Una dichiarazione congiunta in tal senso è stata pubblicata sui siti web delle rispettive agenzie diplomatiche. Il 3 marzo, tutti i Paesi del Consiglio Artico, tranne la Russia, hanno rilasciato una dichiarazione scritta in cui si rifiutano di partecipare alle riunioni presiedute dalla Russia e sul suo territorio a causa della situazione in Ucraina.

Il Consiglio Artico è un'organizzazione intergovernativa degli Stati artici. I suoi membri sono Danimarca (insieme a Groenlandia e Isole Faroe), Canada, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia e Stati Uniti. Nel 2021, quando l'associazione ha celebrato il suo 25° anniversario, la presidenza biennale è passata dall'Islanda alla Russia.

Fonte: Agenzia di stampa ufficiale TASS

https://tass.com/politics/1463607
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“Se i giovani non sono ribelli, sono già vecchi.”

Andrea Cecchi
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