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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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[...] Oggi voglio presentarvi un gioiellino pitagorico la cui prima descrizione -anche se sotto il velo delle allusioni e degli enigmi- si trova nel Teeteto di Platone: la spirale di Teodoro di Cirene.

Il motivo per cui voglio presentarvi questa costruzione trova la sua ragione nel fatto che recentemente è stata scoperta una proprietà inaspettata di questa spirale che ricorda alquanto il risultato riportato da Tabit sul prodotto dei numeri naturali e π. Prima di poter presentare la costruzione di Teodoro, dobbiamo peró fare una breve parentesi relativa ai numeri irrazionali algebrici.

Oggi, chiunque abbia conoscenze elementari di matematica conosce i numeri «irrazionali», questi sono i numeri che non possono essere scritti sotto forma di frazione a/b dove a e b sono numeri naturali. I numeri irrazionali si dividono in due grandi categorie: i numeri irrazionali algebrici e quelli trascendenti. I primi possono essere scritti come soluzione di equazioni agebriche e di essi fanno parte tutti i radicali dei numeri naturali come √2, √3, ∛2, etc.; dei secondi fanno parte quei numeri non ottenibili come soluzioni di equazioni polinomiali π, ℯ, etc... .

I Pitagorici davano una enorme -e apparentemente inspiegabile- importanza ai numeri irrazionali, tanto che l'apocrifa vulgata vorrebbe Ippaso da Metaponto come vittima di un naufragio o addirittura di un omicidio per aver infranto il segreto attorno a tali numeri.

Più prosaicamente sappiamo che i Pitagorici consideravano i numeri irrazionali quale parte di un insegnamento vincolato alla «Disciplina dell'Arcano», ovvero riservato ai soli iniziati perché relativo a dei numeri «esoterici», quindi non manifesti e occulti, di cui i numeri naturali costituiscono l'espressione «exoterica» e visibile.

Per capire a fondo questa visione di cose dobbiamo distaccarci dal modo usuale che abbiamo di rappresentare i numeri su un'unica retta, che è la retta reale. Tale rappresentazione lineare, cartesiana, pur essendo incredibilmente utile per la nostra Geometria Analitica, non è l'unica possibile e certamente non era utilizzata all'epoca dei Pitagorici. Questi avevano una concezione più geometrica che algebrica dei numeri e possiamo dire che per essi un numero era identificato da una lunghezza concretamente rappresentabile. Il mistero che avvolge i numeri irrazionali conosciuti dai pitagorici dell'epoca deriva dal processo della loro costruzione.

L'Uno 1 è per i Pitagorici l'Origine e il Padre di tutti i Numeri. Da questo deriva il Due 2, che possiamo ottenere attraverso un prolungamento con una linea orizzontale (Fig.1). Ora, se ci muoviamo di una nuova unità, ma verticalmente invece che orizzontalmente, ovvero nell'interiorità delle cose invece che nella loro esteriorità, nell'essenza della realtà invece che nell'apparenza, otteniamo un nuovo numero, relazionato con il numero 2, che identificheremo come √2. Questo Numero, che appare essere come un «gemello» occulto del nostro numero 2, è «incommensurabile», ovvero non rapportabile a nessun altro numero naturale, e appare dunque essere di un'altra «specie» di numeri. [... continua...]

estratto da "La spirale di Teodoro, i numeri irrazionali e pi greca" (Solis)
in Mathesis, volume 3
https://www.amazon.it/dp/B08Y4LK7JW
Forwarded from 𓂀
la capacità di non agire
Forwarded from 𓂀
Zhao Xiang Zi andò a caccia nelle Montagne Centrali con un seguito di centomila
uomini. Incendiò le foreste dando fuoco al sottobosco e fece divampare le fiamme per
centinaia di miglia.

Un giorno vide una figura umana uscire da un dirupo e muoversi fra le fiamme, salendo e scendendo con il fumo e le scintille. Tutti pensarono che si trattasse di un demone. Quando il fuoco si spense, l’uomo uscì camminando tranquillamente come se nulla fosse.

Zhao Xiang Zi se ne meravigliò grandemente. Fece fermare l’uomo e lo esaminò
attentamente. Aveva la forma, il colore e le sette aperture nella testa di un essere umano,
respirava e parlava come un essere umano.

Zhao Xiang Zi lo interrogò: “Qual’è il segreto
del tuo vivere nella roccia e attraversare le fiamme?”
“Cosa sono queste cose che chiami roccia e fiamme?”
“Quella cosa da cui sei uscito poco fa è una roccia e ciò che hai attraversato sono fiamme.”
“Non so nulla di tutto ciò.”


Quando il duca Wen di Wei venne a conoscenza di questa storia, chiese a Zi Xia, il
discepolo di Confucio: “Che genere di uomo era quello?”
“Secondo le parole del maestro che ho udite, l’uomo che realizza l’armonia si identifica
totalmente con tutte le cose e nulla può ostacolarlo o ferirlo. Può allora penetrare nel
metallo o nella pietra e camminare nell’acqua e nel fuoco.”

“Perché non lo fai tu stesso?” chiese il duca.
“Perché non sono ancora in grado di liberarmi della mente e di disfarmi della conoscenza.
Ma posso dirti tutto quello che vuoi a questo proposito.”
“E perché non lo fa il tuo maestro?”
“Il mio maestro è capace di farlo, ma è anche capace di non farlo.”Questa risposta piacque molto al duca Wen. - Liezi, II
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Chi siamo? Da dove veniamo? A scuola ci hanno insegnato che l'America è stata scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492. Ma poi, prove alla mano (dati archeologici), ci accorgiamo che in America ci sono andati tutti, prima di Colombo. Nel Gran Canyon del Colorado hanno trovato addirittura delle tombe egizie. Ovunque, in Brasile, le rocce sono piene di incisioni in lingua fenicia. Un manoscritto custodito nella biblioteca di Rio de Janeiro documenta il ritrovamento di un'antica città greca. Se andiamo in Messico, nel sito di Comalcalco (nella regione del Chiapas), sembra di essere a Ostia antica: è l'unica città dell'area Maya non edificata con pietre, ma con mattoni, secondo le tecniche edilizie romane. Mattoni con impressi i marchi dei fabbricanti, come usavano i costruttori romani (ci sono pure i loro nomi, infatti).
Sempre in Messico sono state trovate delle teste di terracotta prettamente romane. Monete romane sono state trovate ovunque, nel territorio americano. Addirittura, un capo indiano dell'importante tribù dei Nasi Forati, sconfitto nel 1878 dal neonato esercito degli Stati Uniti, prima di essere costretto a trasferirsi in una riserva, insieme al suo popolo, volle donare un omaggio al generale che l'aveva battuto sul campo: era il ciondolo che portava al collo, con - incastonata - una tavoletta in terracotta di origine sumera, scritta in caratteri cuneiformi. La sua tribù se l'era tramandata, di generazione in generazione, da millenni. Quella tavoletta - oggi esposta in un museo, in America - contiene una transazione commerciale: è la ricevuta d'acquisto di alcune capre, comprate per compiere un sacrificio propiziatorio alla vigilia di un lungo viaggio. L'uomo che in Mesopotamia aveva comprato quelle capre per propiziare la fortuna durante il viaggio, poi è finito dall'altra parte dell'Oceano.
In Bolivia, negli anni '80, è stato scoperto un grande vaso rituale in pietra, per libagioni e offerte votive, che al proprio interno ha iscrizioni in sumero: cuneiforme sumerico, come quello della tavoletta del navigatore. Gli esempi analoghi sono centinaia. Il Canada, ad esempio, è pieno di iscrizioni celtiche. Poi sappiamo - perché è documentato - di una flotta partita da Portovenere (La Spezia) nel 1442: una flotta di sette navi fiorentine, comandata dal nonno di Amerigo Vespucci. Il 4 luglio di quell'anno, la flotta arrivò all'estuario del fiume San Lorenzo, sulla costa atlantica del Canada, cinquant'anni prima del viaggio di Colombo. La famiglia Medici, fatta di grandi banchieri, dall'America importava l'oro. Ho trovato le prove di quel viaggio, e persino i nomi dei comandanti delle navi. La data di arrivo è stata tramandata, dai padri costituenti degli Stati Uniti: la festività del 4 Luglio non l'hanno creata a caso, ma in ricordo dell'arrivo delle navi fiorentine in America.
Di queste cose non troverete notizia, nei libri di storia. Tutto ciò che ci è stato insegnato è stato sempre finalizzato ad un solo obiettivo: il mantenimento dello status quo, il potere di chi comanda. Triste realtà: la storia la scrivono sempre i vincitori. E l'insegnamento della storia è sempre stato orientato a salvaguardare il potere di chi ha vinto. Quante bugie ci hanno raccontato, a partire dalla preistoria? Come ci sono state raccontate, le origini dell'umanità? Di recente è stato condannato lo Smithsonian Institute, una delle principali istituzioni culturali degli Stati Uniti, gestore di decine di musei: nel corso di decenni ha deliberatamente distrutto migliaia di reperti archeologici, perché "scomodi". Conosco l'ambiente dell'archeologia: ogni reperto non coerente con il paradigma dominante viene occultato, o sepolto negli scantinati dei musei. Non vogliono farci capire da dove veniamo, veramente.
Credit: Nicola Bizzi
nova et integra universi orbis denoscriptio

Antica mappa poli
Ancient Map
https://www.loc.gov/resource/g3200.ct001393/
Another ancient Map, the first Map of North Pole. - Gerard Mercator’s 16th-century
❄️👁

Un altra antica mappa del Polo Nord, ha una certa somiglianza tale dettaglio con quella mandata poco sopra..
Poiché nel gruppo stiamo parlando di Archeologia, mi sembra giusto condividere anche con chi non fosse dentro le basi di questa scienza che in se racchiudere molte branche interessanti.

Propongo quindi questo sito abbastanza semplice ma ben fatto dove vengono citate grandi scoperte e spiega in modo pulito e buono cos'è l'archeologia.

http://www.avventuraitalia.it/Archeologia.html#:~:text=L'archeologia%20studia%20le%20civilt%C3%A0,citare%20le%20voci%20pi%C3%B9%20importanti.
«La profondità che l'uomo crede di trovare nel ripiegarsi e nel contemplarsi è il rischio dell'equivoco nel pensare umano: se l'uomo è in quanto tende, non in se stesso egli si trova, ma nel non trovarsi».
(Giovanni Romano Bacchin, Su l'autentico nel filosofare)

Fino a quando poniamo al centro della nostra riflessione la nostra apparenza psicologica e le nostre presunzioni ogni possibilità di reale conoscenza ci sarà preclusa.

L'apparenza non è l'essenziale.
« Un altro giovane dio e Figlio, nato dalla Vergine, dal Medio Oriente giungerà a conquistare tutto l’Occidente. La sua vicenda assumerà il titolo di Persona e Volto forse più di ogni altro, e si ritroverà appeso al Legno, asse del mondo, durante la sua rappresentazione sacra della morte e della rinascita. Per l’Occidente, questo figlio della Vergine, diventerà l’unico Dio. Anche Ganesha nasce dalla sola Madre, è figlio della Natura soltanto, e con la Madre trascorre una prima infanzia sulla riva di un fiume. [...] Finché per l’incontro fortuito con Shiva la sua testa umana cade, mozzata da un impeto d’ira del dio. Le suppliche della Madre convincono Shiva a restituirgli salva la vita, ma la sua testa è ormai perduta, e deve essere sostituita in fretta con quella di un elefante. Ecco apparire il fanciullo divino dalla testa elefantina. Adesso che la sua vita è stata spezzata e restituita dalla grazia di Shiva, egli è figlio non più della Natura, ma del Mahadeva, ed è diventato un dio egli stesso. Con lo smembramento della testa, Shiva compie un’azione iniziatica, cuore dei riti di passaggio, del motivo del “fanciullo divino”, in cui un fanciullo prodigioso è trasformato in dio: trasforma la semplice creatura, concepita solo dalla materia di scarto della natura, in una personificazione divina. »


https://axismundi.blog/2018/04/01/da-ganesha-a-dioniso-lo-smembramento-e-la-reintegrazione/
The Power of meditation.
Forwarded from La Via verso le Stelle
Io sono niente, appaio come qualcosa e ora godo di entrambi.
"Il grande equivoco, in ambito spirituale, è che l'uomo non ricerca la conoscenza, ma pretende il benessere"
Contenuto Libri di Jeu

I Libri di Jeu fanno parte del Codex Brucianus, un manoscritto papiraceo egiziano, e sono anonimi; alla fine del primo libro c'è un titolo, Libro del Grande Logos corrispondente ai Misteri, ma gli studiosi moderni hanno identificato i primi due trattati del codice con i due Libri di Jeu menzionati nella Pistis Sophia (158.18 e seguenti, 228.35), un'opera gnostica del III secolo, in cui Gesù dice che nel "nei due grandi Libri di Jeu" furono scritti da Enoch mentre Gesù gli parlava "dall'Albero della Conoscenza e dall'Albero della Vita nel paradiso di Adamo".[2] "Jeu" è descritto nel testo come il "vero Dio", derivato dal "Padre", la massima divinità.[3]

Il testo copto è composto in modo da sembrare un vangelo gnostico ed è una sorta di trattato sotto forma di rivelazione: Gesù, detto "il vivente" ("il risorto"), risponde alle domande dei propri discepoli, sia degli apostoli che delle donne del suo seguito.[4][3]

Nel primo libro (1 Jeu, capitoli 1-41 del codice) Gesù narra come "il Padre" emanò Jeu, il quale, spinto dal "Primo Mistero", produsse ventotto altre emanazioni, controllori di alcuni "tesori" di conoscenza divina; le ventotto emanazioni sono raffigurate con diagrammi schematici e rituali di difficile interpretazione. Dopo aver spiegato ai discepoli i sessanta "tesori", rivela loro un "Nome" che permette a chi lo pronuncia di ascendere ai tesori fino al vero Dio: il libro termina con Gesù e i discepoli che ascendono.[3]

Nel secondo libro (2 Jeu, capitoli 42-52 del codice) Gesù insegna ai discepoli i misteri dello stato del Dio invisibile, il "Tesoro di Luce", che permettono loro di purificare la propria anima e ascendere così, dopo la loro morte, a questa suprema divinità. Dopo averli battezzati tre volte – in acqua, fuoco e Spirito santo, liberandoli così dall'influsso degli Arconti terreni – Gesù sigilla spiritualmente gli apostoli attraverso un'unzione spirituale. Affinché abbiano passaggio libero dagli arconti demoniaci nella loro ascesa, i discepoli ottengono "sigilli", "parole d'ordine" e le formule, che sono proibiti di rivelare a coloro che non lo meritano. Il libro termina con Gesù e i discepoli che cantano un inno al Padre.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Libri_di_Jeu