In presenza dell'abisso guardo oltre il tempo, osservo lo scorrere degli eventi, un fiume è l'evoluzione umana, un fiume che punta costante alla sua meta ultima, il mare cosmico.
@timesea
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Chemosh era la divinità nazionale dei Moabiti ed il nome probabilmente significava "distruttore", "dominatore", o "dio dei pesci" (Un chiaro riferimento ad ENKI re dell'abisso). Mentre viene associato in primo luogo coi Moabiti, secondo Giudici 11:24 sembra essere stato la divinità nazionale anche degli Ammoniti.
Come molte altre divinità era onorato con sacrifici umani. Alcuni pensano che il re moabita gli avrebbe offerto suo figlio in sacrificio mentre la sua città, QirHareset era assediata dalle armate congiunte del re d'Israele, Joram, e del re di Giuda, Giosafat.
Nel loro periodo d'enoteismo, gli Ebrei riconobbero numerosi dei, tra cui Chemosh, che progressivamente subordinarono a Yahweh.
L'etimologia di "Chemosh" è sconosciuta; secondo alcuni studiosi sarebbe connessa al nome della divinità babilonese Šamaš (Dio solare). Il nome del padre di Mesba, Chemosh-melek ("Chemosh è Malik," o "Chemosh è re"; si veda la riga 1 della Stele di Mesha), indica la possibilità che Chemosh e Malik (o Moloch) siano la stessa persona. Giudici 11:24[15] viene reputato esserne testimonianza, poiché parla di Chemosh quale dio degli Ammoniti, mentre Moloch altrove appare come loro dio (1 Re 11:7,33). Diversi critici considerano (giustamente) che l'affermazione di Giudici sia un errore; ma tale errore non era innaturale, poiché sia Chemosh che Moloch si svilupparono, in contesti e ambienti differenti, dalla stessa divinità primitiva, e possedettero molti degli stessi epiteti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Chemosh
Come molte altre divinità era onorato con sacrifici umani. Alcuni pensano che il re moabita gli avrebbe offerto suo figlio in sacrificio mentre la sua città, QirHareset era assediata dalle armate congiunte del re d'Israele, Joram, e del re di Giuda, Giosafat.
Nel loro periodo d'enoteismo, gli Ebrei riconobbero numerosi dei, tra cui Chemosh, che progressivamente subordinarono a Yahweh.
L'etimologia di "Chemosh" è sconosciuta; secondo alcuni studiosi sarebbe connessa al nome della divinità babilonese Šamaš (Dio solare). Il nome del padre di Mesba, Chemosh-melek ("Chemosh è Malik," o "Chemosh è re"; si veda la riga 1 della Stele di Mesha), indica la possibilità che Chemosh e Malik (o Moloch) siano la stessa persona. Giudici 11:24[15] viene reputato esserne testimonianza, poiché parla di Chemosh quale dio degli Ammoniti, mentre Moloch altrove appare come loro dio (1 Re 11:7,33). Diversi critici considerano (giustamente) che l'affermazione di Giudici sia un errore; ma tale errore non era innaturale, poiché sia Chemosh che Moloch si svilupparono, in contesti e ambienti differenti, dalla stessa divinità primitiva, e possedettero molti degli stessi epiteti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Chemosh
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MOLOCH
Nell’antica Palestina, il dio del sole dei Cananiti e talvolta è stato associato al sumero Baal, sebbene Moloch (o Molekh) fosse assolutamente malevolo. Tra l’VIII e il VI sec. a.C., gli Israeliti gli sacrificavano i loro primogeniti nella valle di Hinnom, a sud-est di Gerusalemme (vedi anche Gehenna). Questi sacrifici al dio del sole venivano praticati per rinnovare la forza del fuoco solare. Questo rituale venne importato dai popoli vicini ed era anche in voga nell’antica Cartagine.
Il suo nome significa "Il Re".
Moloch è stato raffigurato come un’enorme statua bronzea con la testa di toro. la statua presentava una cavità all’interno della quale veniva fatto ardere un fuoco che colorava Moloch di un rosso incandescente.
I bambini venivano adagiati sulle mani della statua. Grazie a un sistema ingegnoso, le mani si portavano alla bocca (come se Moloch stesse mangiando) e le piccole vittime cadevano nel fuoco ove venivano consumate dalle fiamme. La gente si radunava davanti alla statua, ballando al suono di flauti e tamburelli per soffocare le urla delle vittime.
Secondo alcune fonti, nel Vecchio Testamento Moloch non è un dio, ma una particolare pratica sacrificale.
Nell’antica Palestina, il dio del sole dei Cananiti e talvolta è stato associato al sumero Baal, sebbene Moloch (o Molekh) fosse assolutamente malevolo. Tra l’VIII e il VI sec. a.C., gli Israeliti gli sacrificavano i loro primogeniti nella valle di Hinnom, a sud-est di Gerusalemme (vedi anche Gehenna). Questi sacrifici al dio del sole venivano praticati per rinnovare la forza del fuoco solare. Questo rituale venne importato dai popoli vicini ed era anche in voga nell’antica Cartagine.
Il suo nome significa "Il Re".
Moloch è stato raffigurato come un’enorme statua bronzea con la testa di toro. la statua presentava una cavità all’interno della quale veniva fatto ardere un fuoco che colorava Moloch di un rosso incandescente.
I bambini venivano adagiati sulle mani della statua. Grazie a un sistema ingegnoso, le mani si portavano alla bocca (come se Moloch stesse mangiando) e le piccole vittime cadevano nel fuoco ove venivano consumate dalle fiamme. La gente si radunava davanti alla statua, ballando al suono di flauti e tamburelli per soffocare le urla delle vittime.
Secondo alcune fonti, nel Vecchio Testamento Moloch non è un dio, ma una particolare pratica sacrificale.
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