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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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Giordano Bruno
by Fidus
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Non esiste alcuna psicoterapia, alcuna filosofia spicciola o via spirituale che tenga dinnanzi al non senso ultimo dell'abisso di morte infinito entro cui la coscienza è già eternamente annientata, obliterata per sempre, realtà tremenda dalla quale ci si distrae con la droga dei sentimenti, i progetti, l'attività intellettuale o artistica- isolamento, distrazione, ancoraggio, sublimazione. Con una differenza: l'arte e l'attività pensante hanno la capacità, anche se spesso non esplicata, di preannunciare lo stato dell'assolutamente altro nell'irrealtà assoluta, del sogno fenomenico dentro al sogno di nessuno dell'eternità, di squarciare parzialmente il velo e far intravedere qualche infinitesimale barlume delle cose in sé che traspare da tale crepa, quasi con occhi non umani e da una prospettiva iper cosmica e impersonale, a mo di telescopio metafisico, approdando ad un visione di cose simile ad una specie di forma di dissociativo misticismo totalizzante, un excessus mentis, esperienza di pre morte metafisica... non escludo che quando una concentrazione di questo genere scorga troppo aldilà del confine fenomenico, guardi troppo obbiettivamente il suo oggetto, questo possa portare anche al suicidio, al disvelamento di una verità insostenibile quanto è assurdamente tremenda. L'autoconservazione della specie e l'abitudine sensoriale con cui esperiamo il mondo ci anestetizzano il cervello convincendoci che in fondo le nostre vite contino qualcosa, che in fondo qualcosa di pur flebile ci tenga aggrappati all'essere. Ma è solo una convinzione fideistica. Chi ha compiuto un preliminare suicidio metaforico, in attesa di quello letterale, sa che è solo un vacuo costrutto: crollata la farsa dell'esistenza non si torna indietro, si è dannati per sempre e si è in attesa di precipitare nell'oceano dell'abisso informe.
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« Detto ciò possiamo penetrare più profondamente nella polpa del nostro argomento che è costituito dalla relazione esistente tra i Dogon e la stella Sirio che, come c’insegna la coppia de Santillana/Dechend, costituì il perno immobile del divenire arcaico. Con essa si accompagna, nel pensiero dogon, la conoscenza di un misterioso astro, compagno orbitale di Sirio, che è assolutamente invisibile ad occhio nudo, una nana bianca composta da materia pesantissima, nozioni, queste, scientificamente corrette ma evidentemente del tutto fuori portata dei “primitivi” dogon. Tale “piccioletta” stella costituisce l’elemento essenziale del processo creativo dal momento che è proprio il fatto di essere minuscola e composta di materia immensamente compressa, che la rende così miticamente attraente. Essa, per dirlo pitagoricamente (geometricamente e matematicamente), è il “punto” ed è “l’uno”, il principio di tutte le cose, il “seme” che possiede in nuce la totalità. Da un punto, infinitamente compresso si genereranno tempo e spazio espandendosi in esso tutto il contenuto che, dallo stato latente di potenza. si manifesterà in atto: in sintesi da questo seme cosmico scaturirà tutta la realtà attraverso un grandioso e complesso processo di sistemazione universale, impossibile da sintetizzare nella circostanza. Sirio B (questo è il nome scientifico della stella) è quindi omologata al grano di fonio (digitaria exilis) origine di tutti i semi (che sono legati ciascuno a un pianeta in singolare concezione astrale) che, in essa, sono come contratti, così come a questo seme è omologato l’altrettanto minuscolo uovo della clarias senegalensis, il pesce siluro (un pesce, “quasi” anfibio, che ha ricevuto un’attenzione particolare negli studi etnologici di questo popolo per la sua importanza simbolica), che nel mondo acquatico assume caratteristiche parallele alla digitaria, essendo ritenuta la più piccola tra le uova. »

https://axismundi.blog/2023/02/20/i-dogon-e-il-calendario-sotiaco/
I MAGICI SPECCHI DI CHALCAS E DI TAGES: L’ARTE DELL’EXTISPICIUM
Come anticipato, la divinazione era tenuta in grande considerazione dagli Etruschi, come del resto da quasi tutte le antiche civiltà: Egizi, Celti (divinazione druidica), Cinesi, Aztechi. La mantica più importante era legata alla Palingenesi (morte-rinascita del mondo). Questa forma profetica è conosciuta come Apocastasi, riguardante la nascita e la fine di stati, religioni e popoli. L’arte penetrativa, volta a squarciare i veli del destino, è conosciuta come Apotelesmatica; si serve, tra le altre cose, di elementi astrologici e assume carattere universale. Non a caso gli Etruschi avevano predetto la loro fine con largo anticipo – dieci secoli a quanto consta – riuscendo a stabilire anche la durata della loro indipendenza. Una delle tecniche maggiormente diffuse per  la conoscenza di eventi futuri era affidata agli specchi magici e, in questo senso, assume rilevante importanza il ritrovamento di due specchi rituali etruschi: quello risalente al IV secolo a.C., con effigiata una figura di indovino riconducibile al celebre sapiente greco Chalcas, e quello rinvenuto a Tuscania, in cui è ritratto il mitico Tages (o Tagete), figura leggendaria e grande iniziatore.

https://www.ereticamente.net/2016/03/misteri-e-arcani-della-magia-etrusca-stefano-mayorca.html
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🐺🌌 Surti
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https://youtu.be/XfzRJrs_Bf8

Lasciatevi trasportare nel passato, immergetevi in quei boschi sacri che formavano il territorio etrusco, danzate sotto il lento scorrere delle sue ancestrali melodie, frutto dei sogni cosmici di un popolo che tutt'ora rimane avvolto nel mistero, le cui origini si perdono tra cielo, terra, mare e sogni.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Elmo_di_Oppeano

Si tratta di un antico copricapo bronzeo di pregiatissima fattura, nella cui manifattura si riconosce l'influsso di ben tre culture: è un reperto molto raffinato, in particolare per le incisioni a bulino di stile celtico; le raffigurazioni iconografiche sono proprie del mondo etrusco; è legato a un uso probabilmente sacerdotale di ambiente paleoveneto.

Si tratta di un raro e prezioso pileo sacro di uso rituale, il cui simbolismo concerne il tema centrale dell'esperienza umana: l'ineluttabilità della morte, a cui gli esseri umani hanno da sempre contrapposto la ricerca di una magica via salvifica, la via sacra verso l'immortalità, ovvero la discesa agli inferi in vita.
Mystic Tribe
"The Gathering"
art by nobleartsproject
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Il mistero del popolo africano dei Dogon è oggetto da anni di acceso interesse per le sue affascinanti ed enigmatiche conoscenze astrali del sistema stellare di Sirio, che si estendono anche ai simboli della "Tradizione primordiale" e in particolare a quella egizia. Nel mito della creazione dogon svolgono un ruolo fondamentale le maschere rituali, strumento di controllo della realtà e "porta" tra il mondo quotidiano e quello extraumano, attraverso cui scendono le potenze dell'invisibile che presiedono ai destini dell'etnia e dell'universo indigeno.

https://www.youtube.com/live/jCcPEvEZ9Vg?feature=share

La live inizia alle: 21:30 🌀