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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ pinned «✨🆕✨ NEWS ✨🆕✨ Carissimi membri di Timesea, sono lieto di annunciarvi lo sviluppo del Bot ufficiale del nostro canale! Per festeggiare abbiamo implementato una funzione che ci è stata spesso richiesta. 🟣 Da ora in poi anche le vostre immagini potranno essere…»
" La forza maligna dei suoi incantesimi, gli spaventosi, arcani demoni che obbedivano al suo comando non bastavano più a lenire il nero tedio dei suoi giorni... L'anima di Malygris sentì nuovamente il peso dell'età e della disperazione, la morte di una speranza evanescente. Non riusciva più a credere nell'amore, nella gioventù, nella bellezza, e persino il ricordo era un miraggio di cui si poteva dubitare, qualcosa che poteva essere stato oppure no. Non restavano che il grigiore, la polvere e le ombre, il freddo e il buio, e il peso di un'inguaribile angoscia... 'Non ho appreso altro che la vanità del sapere, l'impotenza della magia, la nullità dell'amore e l'inganno della memoria"
"... Poi, usando le rune di un'antica formula di Atlantide, il cadavere avvizzito di Malygris maledisse gli otto stregoni e re Gadeiron. La formula conteneva i nomi fatali di divinità mortifere, quello segreto del dio nero del tempo e l'invocazione del Nulla che abita oltre il tempo... La stanza si oscurò come per effetto di una notte improvvisa e un senso di freddo permeo l'ambiente come l'alito del buio, sembrò che intorno alla torre battessero le ali nere dei secoli, volando prodigiose da un vuoto all'altro. Gli stregoni ammutolirono per l'estremo terrore. Le ombre calarono sugli occhi, e attraverso quell'oscurità ognuno degli otto uomini vide l'immediato annerirsi delle facce dei compagni, le guance cascare rovinosamente, le labbra ritirarsi sui denti come quelle di vecchi cadaveri.
La notte del suo potere è ancora fitta su Poseidonis, e noi che in quella notte ci muoviamo siamo come ombre proiettate da una luna avvizzita"
C.A. Smith- L'ultimo incantesimo(1930)
"... Poi, usando le rune di un'antica formula di Atlantide, il cadavere avvizzito di Malygris maledisse gli otto stregoni e re Gadeiron. La formula conteneva i nomi fatali di divinità mortifere, quello segreto del dio nero del tempo e l'invocazione del Nulla che abita oltre il tempo... La stanza si oscurò come per effetto di una notte improvvisa e un senso di freddo permeo l'ambiente come l'alito del buio, sembrò che intorno alla torre battessero le ali nere dei secoli, volando prodigiose da un vuoto all'altro. Gli stregoni ammutolirono per l'estremo terrore. Le ombre calarono sugli occhi, e attraverso quell'oscurità ognuno degli otto uomini vide l'immediato annerirsi delle facce dei compagni, le guance cascare rovinosamente, le labbra ritirarsi sui denti come quelle di vecchi cadaveri.
La notte del suo potere è ancora fitta su Poseidonis, e noi che in quella notte ci muoviamo siamo come ombre proiettate da una luna avvizzita"
C.A. Smith- L'ultimo incantesimo(1930)
Non esiste alcuna psicoterapia, alcuna filosofia spicciola o via spirituale che tenga dinnanzi al non senso ultimo dell'abisso di morte infinito entro cui la coscienza è già eternamente annientata, obliterata per sempre, realtà tremenda dalla quale ci si distrae con la droga dei sentimenti, i progetti, l'attività intellettuale o artistica- isolamento, distrazione, ancoraggio, sublimazione. Con una differenza: l'arte e l'attività pensante hanno la capacità, anche se spesso non esplicata, di preannunciare lo stato dell'assolutamente altro nell'irrealtà assoluta, del sogno fenomenico dentro al sogno di nessuno dell'eternità, di squarciare parzialmente il velo e far intravedere qualche infinitesimale barlume delle cose in sé che traspare da tale crepa, quasi con occhi non umani e da una prospettiva iper cosmica e impersonale, a mo di telescopio metafisico, approdando ad un visione di cose simile ad una specie di forma di dissociativo misticismo totalizzante, un excessus mentis, esperienza di pre morte metafisica... non escludo che quando una concentrazione di questo genere scorga troppo aldilà del confine fenomenico, guardi troppo obbiettivamente il suo oggetto, questo possa portare anche al suicidio, al disvelamento di una verità insostenibile quanto è assurdamente tremenda. L'autoconservazione della specie e l'abitudine sensoriale con cui esperiamo il mondo ci anestetizzano il cervello convincendoci che in fondo le nostre vite contino qualcosa, che in fondo qualcosa di pur flebile ci tenga aggrappati all'essere. Ma è solo una convinzione fideistica. Chi ha compiuto un preliminare suicidio metaforico, in attesa di quello letterale, sa che è solo un vacuo costrutto: crollata la farsa dell'esistenza non si torna indietro, si è dannati per sempre e si è in attesa di precipitare nell'oceano dell'abisso informe.
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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
Non esiste alcuna psicoterapia, alcuna filosofia spicciola o via spirituale che tenga dinnanzi al non senso ultimo dell'abisso di morte infinito entro cui la coscienza è già eternamente annientata, obliterata per sempre, realtà tremenda dalla quale ci si distrae…
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« Detto ciò possiamo penetrare più profondamente nella polpa del nostro argomento che è costituito dalla relazione esistente tra i Dogon e la stella Sirio che, come c’insegna la coppia de Santillana/Dechend, costituì il perno immobile del divenire arcaico. Con essa si accompagna, nel pensiero dogon, la conoscenza di un misterioso astro, compagno orbitale di Sirio, che è assolutamente invisibile ad occhio nudo, una nana bianca composta da materia pesantissima, nozioni, queste, scientificamente corrette ma evidentemente del tutto fuori portata dei “primitivi” dogon. Tale “piccioletta” stella costituisce l’elemento essenziale del processo creativo dal momento che è proprio il fatto di essere minuscola e composta di materia immensamente compressa, che la rende così miticamente attraente. Essa, per dirlo pitagoricamente (geometricamente e matematicamente), è il “punto” ed è “l’uno”, il principio di tutte le cose, il “seme” che possiede in nuce la totalità. Da un punto, infinitamente compresso si genereranno tempo e spazio espandendosi in esso tutto il contenuto che, dallo stato latente di potenza. si manifesterà in atto: in sintesi da questo seme cosmico scaturirà tutta la realtà attraverso un grandioso e complesso processo di sistemazione universale, impossibile da sintetizzare nella circostanza. Sirio B (questo è il nome scientifico della stella) è quindi omologata al grano di fonio (digitaria exilis) origine di tutti i semi (che sono legati ciascuno a un pianeta in singolare concezione astrale) che, in essa, sono come contratti, così come a questo seme è omologato l’altrettanto minuscolo uovo della clarias senegalensis, il pesce siluro (un pesce, “quasi” anfibio, che ha ricevuto un’attenzione particolare negli studi etnologici di questo popolo per la sua importanza simbolica), che nel mondo acquatico assume caratteristiche parallele alla digitaria, essendo ritenuta la più piccola tra le uova. »
https://axismundi.blog/2023/02/20/i-dogon-e-il-calendario-sotiaco/
https://axismundi.blog/2023/02/20/i-dogon-e-il-calendario-sotiaco/
𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
I Dogon e il calendario sotiaco
In attesa della diretta di domani sera con Antonio Bonifacio, dedicata al suo libro I Dogon. Maschere e anime verso le stelle (Venexia 2015), ospitiamo questo vasto scritto inedito dell’Autor…
I MAGICI SPECCHI DI CHALCAS E DI TAGES: L’ARTE DELL’EXTISPICIUM
Come anticipato, la divinazione era tenuta in grande considerazione dagli Etruschi, come del resto da quasi tutte le antiche civiltà: Egizi, Celti (divinazione druidica), Cinesi, Aztechi. La mantica più importante era legata alla Palingenesi (morte-rinascita del mondo). Questa forma profetica è conosciuta come Apocastasi, riguardante la nascita e la fine di stati, religioni e popoli. L’arte penetrativa, volta a squarciare i veli del destino, è conosciuta come Apotelesmatica; si serve, tra le altre cose, di elementi astrologici e assume carattere universale. Non a caso gli Etruschi avevano predetto la loro fine con largo anticipo – dieci secoli a quanto consta – riuscendo a stabilire anche la durata della loro indipendenza. Una delle tecniche maggiormente diffuse per la conoscenza di eventi futuri era affidata agli specchi magici e, in questo senso, assume rilevante importanza il ritrovamento di due specchi rituali etruschi: quello risalente al IV secolo a.C., con effigiata una figura di indovino riconducibile al celebre sapiente greco Chalcas, e quello rinvenuto a Tuscania, in cui è ritratto il mitico Tages (o Tagete), figura leggendaria e grande iniziatore.
https://www.ereticamente.net/2016/03/misteri-e-arcani-della-magia-etrusca-stefano-mayorca.html
Come anticipato, la divinazione era tenuta in grande considerazione dagli Etruschi, come del resto da quasi tutte le antiche civiltà: Egizi, Celti (divinazione druidica), Cinesi, Aztechi. La mantica più importante era legata alla Palingenesi (morte-rinascita del mondo). Questa forma profetica è conosciuta come Apocastasi, riguardante la nascita e la fine di stati, religioni e popoli. L’arte penetrativa, volta a squarciare i veli del destino, è conosciuta come Apotelesmatica; si serve, tra le altre cose, di elementi astrologici e assume carattere universale. Non a caso gli Etruschi avevano predetto la loro fine con largo anticipo – dieci secoli a quanto consta – riuscendo a stabilire anche la durata della loro indipendenza. Una delle tecniche maggiormente diffuse per la conoscenza di eventi futuri era affidata agli specchi magici e, in questo senso, assume rilevante importanza il ritrovamento di due specchi rituali etruschi: quello risalente al IV secolo a.C., con effigiata una figura di indovino riconducibile al celebre sapiente greco Chalcas, e quello rinvenuto a Tuscania, in cui è ritratto il mitico Tages (o Tagete), figura leggendaria e grande iniziatore.
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EreticaMente - Cultura - Azione - Identità
Misteri e Arcani della Magia Etrusca – Stefano Mayorca - EreticaMente
La dottrina segreta di Larthe Un mistero insoluto, permeato da arcane memorie, è alla base dell’autentica ritualità magica officiata da un popolo ancora oggi sconosciuto, gli Etruschi. La densa nebbia dei secoli ha occultato le magiche dottrine dell’Etruria…
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