∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ – Telegram
∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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« Detto ciò possiamo penetrare più profondamente nella polpa del nostro argomento che è costituito dalla relazione esistente tra i Dogon e la stella Sirio che, come c’insegna la coppia de Santillana/Dechend, costituì il perno immobile del divenire arcaico. Con essa si accompagna, nel pensiero dogon, la conoscenza di un misterioso astro, compagno orbitale di Sirio, che è assolutamente invisibile ad occhio nudo, una nana bianca composta da materia pesantissima, nozioni, queste, scientificamente corrette ma evidentemente del tutto fuori portata dei “primitivi” dogon. Tale “piccioletta” stella costituisce l’elemento essenziale del processo creativo dal momento che è proprio il fatto di essere minuscola e composta di materia immensamente compressa, che la rende così miticamente attraente. Essa, per dirlo pitagoricamente (geometricamente e matematicamente), è il “punto” ed è “l’uno”, il principio di tutte le cose, il “seme” che possiede in nuce la totalità. Da un punto, infinitamente compresso si genereranno tempo e spazio espandendosi in esso tutto il contenuto che, dallo stato latente di potenza. si manifesterà in atto: in sintesi da questo seme cosmico scaturirà tutta la realtà attraverso un grandioso e complesso processo di sistemazione universale, impossibile da sintetizzare nella circostanza. Sirio B (questo è il nome scientifico della stella) è quindi omologata al grano di fonio (digitaria exilis) origine di tutti i semi (che sono legati ciascuno a un pianeta in singolare concezione astrale) che, in essa, sono come contratti, così come a questo seme è omologato l’altrettanto minuscolo uovo della clarias senegalensis, il pesce siluro (un pesce, “quasi” anfibio, che ha ricevuto un’attenzione particolare negli studi etnologici di questo popolo per la sua importanza simbolica), che nel mondo acquatico assume caratteristiche parallele alla digitaria, essendo ritenuta la più piccola tra le uova. »

https://axismundi.blog/2023/02/20/i-dogon-e-il-calendario-sotiaco/
I MAGICI SPECCHI DI CHALCAS E DI TAGES: L’ARTE DELL’EXTISPICIUM
Come anticipato, la divinazione era tenuta in grande considerazione dagli Etruschi, come del resto da quasi tutte le antiche civiltà: Egizi, Celti (divinazione druidica), Cinesi, Aztechi. La mantica più importante era legata alla Palingenesi (morte-rinascita del mondo). Questa forma profetica è conosciuta come Apocastasi, riguardante la nascita e la fine di stati, religioni e popoli. L’arte penetrativa, volta a squarciare i veli del destino, è conosciuta come Apotelesmatica; si serve, tra le altre cose, di elementi astrologici e assume carattere universale. Non a caso gli Etruschi avevano predetto la loro fine con largo anticipo – dieci secoli a quanto consta – riuscendo a stabilire anche la durata della loro indipendenza. Una delle tecniche maggiormente diffuse per  la conoscenza di eventi futuri era affidata agli specchi magici e, in questo senso, assume rilevante importanza il ritrovamento di due specchi rituali etruschi: quello risalente al IV secolo a.C., con effigiata una figura di indovino riconducibile al celebre sapiente greco Chalcas, e quello rinvenuto a Tuscania, in cui è ritratto il mitico Tages (o Tagete), figura leggendaria e grande iniziatore.

https://www.ereticamente.net/2016/03/misteri-e-arcani-della-magia-etrusca-stefano-mayorca.html
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🐺🌌 Surti
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https://youtu.be/XfzRJrs_Bf8

Lasciatevi trasportare nel passato, immergetevi in quei boschi sacri che formavano il territorio etrusco, danzate sotto il lento scorrere delle sue ancestrali melodie, frutto dei sogni cosmici di un popolo che tutt'ora rimane avvolto nel mistero, le cui origini si perdono tra cielo, terra, mare e sogni.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Elmo_di_Oppeano

Si tratta di un antico copricapo bronzeo di pregiatissima fattura, nella cui manifattura si riconosce l'influsso di ben tre culture: è un reperto molto raffinato, in particolare per le incisioni a bulino di stile celtico; le raffigurazioni iconografiche sono proprie del mondo etrusco; è legato a un uso probabilmente sacerdotale di ambiente paleoveneto.

Si tratta di un raro e prezioso pileo sacro di uso rituale, il cui simbolismo concerne il tema centrale dell'esperienza umana: l'ineluttabilità della morte, a cui gli esseri umani hanno da sempre contrapposto la ricerca di una magica via salvifica, la via sacra verso l'immortalità, ovvero la discesa agli inferi in vita.
Mystic Tribe
"The Gathering"
art by nobleartsproject
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Il mistero del popolo africano dei Dogon è oggetto da anni di acceso interesse per le sue affascinanti ed enigmatiche conoscenze astrali del sistema stellare di Sirio, che si estendono anche ai simboli della "Tradizione primordiale" e in particolare a quella egizia. Nel mito della creazione dogon svolgono un ruolo fondamentale le maschere rituali, strumento di controllo della realtà e "porta" tra il mondo quotidiano e quello extraumano, attraverso cui scendono le potenze dell'invisibile che presiedono ai destini dell'etnia e dell'universo indigeno.

https://www.youtube.com/live/jCcPEvEZ9Vg?feature=share

La live inizia alle: 21:30 🌀
‘The Astral Department’ by Josh Courlas
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